Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Place Ornano

Place Ornano, Parigi. La corteggio da molto tempo. Ci sono passato davanti una mattina, all’alba, mentre andavo in piscina. Non è famosa, ma ha qualcosa di speciale. Sembra un set di Wes Anderson: simmmetrica, piccola e alta, elegante, con un solitario lampione al centro. La trovo bellissima; ma è in ombra, impossibile fotografarla. Ci torno il giorno dopo alle 12: la piazza è invasa dalle piante della fioreria all’angola. Sempre bella, ma con tutto quel verde viene meno quell’originale sentimento di romantica solitudine. Riprovo la sera: le piante sono tornate nel negozio ma la piazza è nuovamente in ombra. Torno una terza volta la domenica alle nove di mattina. Niente: il fioraio è aperto sette giorni su sette, ancora quelle maledette piante. Una combinazione impossibile per i fotografi: quando c’è la luce ci sono anche le piante di mezzo, quando non ci sono le piante la piazza è in penombra. Questa piazza non vuole lasciarsi fotografare nella sua nudità.

Una storia molto svizzera

Si dice che Friedrich Dürrenmatt non amasse particolarmente i cani. Egli, tuttavia, ne possedette almeno cinque nel corso della sua vita. Questi animali era fonte di ispirazione per lo scrittore svizzero: nei suoi racconti essi rappresentano la spiritualità e -talvolta- sono portatori di messaggi di morte.

Alcuni studiosi hanno scritto degli articoli accademici, analizzando la complessa relazione tra lo scrittore e questi animali. In questo blog tuttavia vogliamo interessarci dei cani posseduti da Dürrenmatt e da uno in particolare, protagonista di una vicina che ai miei occhi appare assai svizzera, nel bene e nel male.

Tutto quel che sappiamo di questo cane è che si trattava di cocker inglese regalato a Dürrenmatt da un vecchio colonnello bernese poco dopo il trasloco dello scrittore a Neuchâtel. Questo cane fu colpevole del rapido deterioramento del rapporto tra Dürrenmatt e la sua Vicina. Pare che all’epoca di finalizzare l’acquisto della magione, ella avesse chiesto – con uno sguardo scettico seppur pieno di formale benevolenza – se egli possedesse animali domestici. La persona che si era precedentemente interessata all’acquisto della casa aveva intenzione di trasformarla in un canile: la Vicina era riuscita a proibire la vendita, dal momento che odiava i cani, e aveva intenzione di fare lo stesso con il famoso scrittore nell’eventualità di cui egli si fosse rivelato possessore canino. Rassicurata dal fatto che Dürrenmatt arrivasse accompagnato dalla sola moglie, la Vicina aveva approvato la vendita della casa. Un voisinage vaguement aimable s’institua entre nous, à la mesure, bien entendu, de la froideur neuchâteloise, scrive allora Dürrenmatt.

Poi arriva in scena il cocker inglese; ed effettivamente fa molto rumore. La Vicina intraprende una personale guerra. Lo scontro si svolge, tipicamente, per mezzo di lettere raccomandate accompagnate da una buona bottiglia. In queste lettera la Vicina tenta di persuadere lo scrittore ad affidare la bestia a un vero amante dei cani, certo non come lui, che tuttavia iniziava a nutrire una vera affezione per questi animali come risultato di questo bombardamento epistolare.

Lo scrittore raccontava agli amici di aver risposto alle lettere ringraziando la Vicina per le segnalazioni e dicendo che avrebbe parlato della questione al cane, pregandolo di considerare attentamente il problema. In realtà Dürrenmatt non rispose mai a queste lettere; la Vicina gli tolse il definitivamente il saluto e gli fece causa, ma non fece in tempo a vincerla perché il cane le giocò un ultimo tiro e morì di vecchiaia prima che il Consiglio Municipale giungesse ad una decisione.

Se piove l’é maiala

Rain, cold, a bad accident, and the absence of many friends: the Gran Fondo Gallo Nero wasn’t great.

The weekend was saved by Giallu, Zio Stefano, and my parents who decided to drive down to Tuscany for a couple of days. Some things I will remember: the short stay at Bencistà; the ride from Florence to Greve on Saturday (photos below); the lonely house carved inside a castle near Cavriglia; the fog; Giallu staring out of the window on Sunday morning, pyjamas and mug: ‘It rains again. Well, I guess we can drive back home now. I know a good trattoria in Panzano‘; 


And the race? The route was shortened down from 135 km to 85 due to the rain. Besides, it was suspended for about half an hour because of a bad crash. I rode at an average of 28 km/h and finished 334th out of 689 participants in 2:59:15 (3:23:31 counting the half an hour stop in the middle of the road). The organisation was pretty dreadful and I probably won’t sign up again.

 

L10nel

Il mio amico Giacomo, conosciuto tra Parigi e Rovereto grazie ad Arianna, si è buttato in un progetto creativo: il podcast L10nel. Con la scusa di seguire un’intera stagione di Lionel Messi e dell’FC Barcellona, Giacomo parla di sé e della nostra generazione. Se siete curiosi, potete seguirlo tramite iTunes. E’ gratis. E così in futuro potrete dire che voi Giacomo lo conoscevate già prima che diventasse famoso.

Anziana con libro

Tardo pomeriggio di una giornata di sole: la luce é quasi acciecante. Elegantissima e antica villa con giardino. Molto verde tutti intorno. Si direbbe lo Jura francese ma potrebbe benissimo essere la Baviera o la foresta fuori Vilnius. Gran parte del giardino é in ombra per via delle montagne vicine. In un angolo ancora assolato una anziana siede su una sedia e legge. La distanza è tale per cui è impossibile vedere se si tratta be di un libro: potrebbe essere una rivista o, per quel che ne sappiamo, un album di foto. All’autore piace tuttavia pensare che si tratta di un libro. L’immagine é borghese (la bellezza della villa in campagna), estiva (la luce pienissima), hockneyiana (la solitudine dell’anziana in un enorme giardino: dove sono tutti gli altri?).

Questa foto mai scattata è stata fatta durante un viaggio in treno tra Neuchâtel – Parigi proprio nel punto in cui, tra febbraio e marzo, il treno era solito accumulare ore di ritardo in seguito all’investimento di svagate mucche giurassiane.

Gran Fondo Gallo Nero

I have decided to sign up for the 135km Gran Fondo Gallo Nero, which takes place on September 22 in the Chianti.

This will be my fourth Gran Fondo after Strade Bianche, Fiesole, and San Gottardo – provided I eventually manage to participate and complete it. It will also be my third competition of 2019, after the Diagonela and Marcialonga.

I am planning to go with Alvise, Piero, Giallu, and perhaps a few other friends.

Scattered notes with a Lusitano flavour

Lisbon. 
With Arianna, Flavia, Jonas, Dani, Anna, Joao.
July 25 – July 28

Fact: this is the only European capital on the Ocean.

Bright, bright light.

Alafama reminds me of Bari Vecchia.

Do not wear Birkenstock if you want to go out dancing.
Going on the seaside on a trotinette with Arianna and Flavia is fun.

I do not think I would like to live here: too big of a tourist industry, too narrow and steeps the roads in the city centre, too far the mountains. There are a few really beautiful things about this city, though: many of the inhabitants have roots in Brazil or in Africa; the buildings are colourful, the graffiti are intelligent; the food is good; the prices are low.

The heroes of the tourist industry are poets: Pessoa, Camões, Garret…

Never before in my life have I been offered such an extraordinary variety of drugs at all corners of the Bairro Alto.


Rabo de Peixe, Island of San Miguel, Azores

With Arianna, Jonas, Dani, Anna, Mariana, Matte, Ludi
July 28 – August 5

This is my second visit to a volcanic island this year, third in three years.

A lot of green: reminds me of the West coast of Ireland.
Cyan, azure, white: hortensias.
Some black volcanic stone.
Brown cows and their smell early in the morning.


Notice the big, fast, well-paved roads. Alas, there are virtually no public buses traveling on them.

The Tosanists are photographers working on the island. Their style is unique: through their masterly use of black and white they turn everyday moments into Kafkaesque representations of life.

Simple, square, and colourful houses.
Elderly men idling in the shadow with their cigarettes.
Village bars – crowded already early in the morning – are inhabited by men only.

Books I have read:

  • Antonio Tabucchi, Donna di Porto Pim. Did not quite like it first, then I read it again and I started to understand. I bought a fancy edition in Portuguese in the Livraria da Travessa. I will never read it but it looks cool on my shelfs.
  • José Saramago, Journey to Portugal. Bright idea: feel the journey, forget the names of the places. Alas, way too many churches.
  • Internazionale, Lisbona. I should have read it before, and not after having visited Lisbon
  • The Passenger, PortogalloTakes some time but it is worth the read: go look for the articles on surfing in Nazaré, on African-Portuguese music, on the exodus from Angola and Mozambique to Portugal, on the illegal search for clams in the Tago
  • Autori vari, Poeti di Lisbona. Short selection of poems with the text in Italian and Portuguese.

Uomo con occhiali rosa

Grande città, tardo pomeriggio. A giudicare da come sono vestite le persone si direbbe una temperatura primaverile. Al centro dell’immagine un uomo di circa cinquant’anni con indosso un vecchio completo grigio e due enormi occhiali di plastica rosa a forma di cuore. Gli occhiali sono finti: non ci sono lenti. L’uomo passeggia e mangia felice un enorme cono di gelato. Difficile stabilirne il gusto. Passanti guardano curiosi.

Calvino, i primi topless e il dubbio: si può guardare un seno nudo? E come?

Un uomo cammina lungo una spiaggia solitaria. Incontra rari bagnanti. Una giovane donna è distesa sull’arena prendendo il sole a seno nudo. L’uomo, persona civile e discreta, volge lo sguardo all’orizzonte marino. Sa che in simili circostanze, all’avvicinarsi d’uno sconosciuto, spesso le donne s’affrettano a coprirsi, e questo gli pare non bello: perché è molesto per la bagnante che prendeva il sole tranquilla; perché l’uomo che passa si sente un disturbatore; perché il tabù della nudità viene implicitamente confermato; perché le convenzioni rispettate a metà propagano insicurezza e incoerenza nel comportamento anziché libertà e franchezza.
Per questo egli, appena vede profilarsi da lontano la nuvola bronzo-rosea d’un torso nudo femminile, s’affretta ad atteggiare il capo in modo che la traiettoria dello sguardo resti sospesa nel vuoto e garantisca del suo civile rispetto per la frontiera invisibile che circonda le persone.

Leggi tutto su Il Corriere della Sera; segnalato da Giallu.

Irricevibile

Agg. [calco del fr. irrecevable], non com. – Che non può essere ricevuto, cioè accolto: presentazione, tesi di dottorato irricevibile. Talvolta in uso con riferimento a persona: Manes e la sua polo blu oggi sono irricevibili.