Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Weekend long reads, September/October 2021

Alejandro Charkoff, Is the digital age costing us our ability to wander?, The New Yorker. Aurélie Dianara, La Gkn e il tradimento dell’Europa sociale, Jacobin Italia. Briefing, Many more Africans are migrating within Africa than to Europe, The Economist.

Camminata appenninica

Until this month of October I had never properly hiked on the Appennini. Finally, thanks to Nicola and the Slowcai I have gotten to know this group of mountains a little bit better.

We hiked from Passo San Pellegrino to Passo Cerreto in three days. Actually, the core group hiked from Lago Santo to Cerreto in four days: Federica and I only joined on Friday night. It was fantastic to arrive at Passo San Pellegrino in the night, park the car in the deserted village, hike with the lights to Rifugio Pradaccia and found a warm meal. As Federica told me, the cabins on the Appennini are simple and welcoming, a bit like those I visited in Switzerland. Less luxurious, but more authentic and cozy, than most huts on the Dolomites. The place is somehow forgotten, which is why it is so charming.

On Saturday we walked from Rifugio Pradaccia to Rifugio Battisti. Before us, the scenic mountains of the Apuane, which were the target of the last three years Slowcai expeditions – two of which failed, with no victims, the last one succeeded. The photos below record the wind and colours. Alas, they do not fully capture the usual light hearted spirit of this company that I adore (Nicola, Birgit, Federica, Francesco, Federica, Alessia, Michele, Francesca, Lorenzo, Ale, Carola). Also, I did not take any picture when we were walking in the beeches but that was quite cool. I am slightly ashamed to confess, but it made me feel like one of the characters of the Hobbit. Our destination, Rifugio Battisti, is managed by a group of people from Reggio Emilia in their 20s. They cook good food and paint beautiful paintings.

On Sunday we walked from Rifugio Battisti to Passo di Predarena, where we had a tumultuous lunch at Rifugio Carpe Diem (on a large road full of motorbikes). We left at 15:00 hearded to Bivacco Rosario, where we arrived at dusk – of course… We set up the tents (figure which one is mine) and the fire and had a good night. I missed sleeping it a tent, even though I almost froze to death. Note to self: buy a sleeping bag for cold temperatures.

We enjoyed spending Monday morning at the Bivacco. From there, it was a short hike down to Passo Cerreto. We rented a van to drive back to the point of departure and then took another three hours to return to Florence.

Sul Brenta

Con Arianna, Gabo e Sara siamo partiti da Molveno, dove i parcheggi costano carissimi: non lo faremo mai più. Abbiamo pranzato al Rifugio Selvata e poi, con meteo piuttosto brutto, Gabo e Sara sono scesi a valle. Io e Arianna siamo arrivati al Rifugio Tosa Pedrotti, dove abbiamo pernottato. La mattina dopo abbiamo traversato per poi scendere dalla valle delle Seghe. Una gita un pò vorrei ma non posso: ce ne saranno altre, più ricche.

Ti tengo i pugni

Alla fine delle lotte tra gladiatori nell’Antica Roma il pubblico poteva esprimere la propria volontà in merito all’uccisione o meno dello sconfitto: il pollice rivolto verso il basso condannava alla morte, mentre il pollice racchiuso all’interno del pugno rappresentava la spada nel fodero e veniva invocato per risparmiare la vita al gladiatore perdente. Con l’espressione ‘ti tengo i pugni‘ si vuole quindi fare un buon auspicio. L’espressione è usata soprattutto nella svizzera tedesca (“Ich drücke dir die Daumen”), ma capita anche di sentirla in Ticino e, perché no, d’ora in avanti anche a Firenze.

Qui trovate un divertente spiegone di altre espressioni tipiche della Svizzera italiana.

Montalbano

Ecco un bel giro ciclistico di centotrenta chilometri di distanza e circa duemilacinquecento metri di dislivello fatto con Giallu attorno alla catena di Montalbano. Anticamente luogo di insediamenti etruschi; successivamente teatro della contesa tra Firenze (che sta a ovest), Pistoia (a est) e Lucca (ancora più a est); infine, riserva di caccia preferita dai Medici che vi fecero costruire svariate ville, e poi ricco terreno per la produzione del vino. Brevi incursioni su terreno sterrato, tanti ciclisti, vista splendida sulle pianure che circondano Firenze.

Chiesanuova-Cerbaia-Montelupo-Vitolini-San Baronto-Quarrata-Carmignano-Montelupo-Malmantile-Santa Maria a Marciola-Scandicci-Galluzzo.

Tavolata

Questa è una delle tante foto che ho visto al Cortona on the move festival a inizio agosto, con Arianna. Non mi sono segnato titolo e autore e spero di non violare nessun copyright postandola qui.

Vorrei solo dire che è un’immagine che mi mette allegria, come tutte le tavolate variopinte e rumorose.

Libri di fotografia

Ho già detto della nostalgia per Parigi, che era facilmente preventivabile. (Meno preventivabile quella per Neuchatel, ma per adesso non intendo scriverne). Vorrei però aggiungere una cosa importante: a Firenze, a differenza di Parigi, è difficile trovare libri di fotografia. C’è un abisso, sia in qualità che in quantità del prodotto offerto. E chissà, ora che ci penso, se qualcuno ha mai fatto una ricerca sulla densità di libri per abitante. Si potrebbero prendere diverse misure: quelle dei libri tenuti in casa, quelle dei libri venduti in librerie, e quelle dei libri venduti in librerie dell’usato e mercatini, oltre ovviamente a un indicatore aggregato e agli indicatori per categoria (libri di fotografia, libri gialli, libri di viaggio…). Quante belle cose si scoprirebbero da una ricerca del genere. Pur non dispondendo di dati empirici, posso comunque affermare con sicurezza che l’abbondanza libresca di mercati e mercatini parigini fa impallidire la timida ed affatto variegata offerta fiorentina.

La rentrée

Sono un nostalgico, a tratti anche piuttosto patetico, quindi non c’è da sorprendersi se a Parigi provassi nostalgia di Firenze e a Firenze provo nostalgia per Parigi.

In queste giornate di inizio settembre la nostalgia per Parigi è più acuta. Credo di non aver mai amato queste settimane dell’anno, tranne nel periodo trascorso tra la Svizzera e Parigi. Per me , la rentrée è stata anche l’inizio della stagione dei concerti in città, il ritorno alla Filmothèque, l’attesa per i nuovi libri di prossima pubblicazione, le mostre in programma nei mesi a venire e le conferenze al College de France. Quando ci penso razionalmente mi rendo conto che ci sono moltissimi aspetti di Parigi che la rendono una città difficile da vivere. Ma ogni tanto, soprattutto adesso, mi piace cullarmi nella nostalgia per gli eventi culturali e per il modo in cui permeano la vita cittadina, occupando i manifesti pubblicitari, le conversazioni nei caffé, gli intermezzi su radio FIP e le colonne dei giornali.

At the crossroads

At the age of eighteen years, the main character of Amin Maalouf’s book Leon l’Africain finds himself in a small village on Mount Atlas in Morocco. He is surprised to observe that the inhabitants of such cold and inhospitable land are wealthy and cultivated. One of his hosts explains:

Sache, jeune visiteur, que le plus grand Cadeau que le Très-Haut puisse offrir à un homme, c’est de le faire naitre dans une haute montagne traversée par la route des caravans. La route apporte la connaissance et la richesse, la montagne offer la protection et la liberté. Vous, gens des ville, vous avez à portée de main tout l’or et tous les livres, mais vous avez des princes, devant lesquels vous courbez la tête […] Nous seuls sommes privilégiés: nous voyons passer pas nos villages des gens de Fès, de Numidie, du pays des Noirs, commerçants, dignitaries, étudiants ou ulémans; ils nous apportent chacun une pièce d’or ou un vêtement, un livre à lire et à recopier, ou seulement un récit, une anecdote, un mot; nous accumulons ainsi, au fil des caravans, richesse et savoir, à l’abri de ces montagnes inaccessibles que nous partageons avec les aigles, les corneilles et les lions, nos compagnons de dignité.

Amin Maalouf, Leon l’Africain.

Weekend long reads, August 2021

Michael McKinley, We all lost Afghanistan, Foreign Affairs. Stefano Jossa, La moda delle vacanze e le vacanze di moda, DoppioZero. Marco Belpoliti, Ferdinando Scianna, uno, due, e tre. DoppioZero. Cal Newport, Why are so many knowledge workers quitting?, The New Yorker.