Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Passage Cottin

Due corsie con corrimano in mezzo, centoventi gradini che salgono, una rampa ripida, stretta tra case piuttosto malridotte. E’ giorno, luce limpida e tersa, ma sono comunque caratteristici i quattro lampioni in stile belle époque. Sulle finestre di una casa sono stesi a prendere aria dei panni bianchi. Ho annotato ‘a prendere aria’ e non ‘ad asciugare’ perché le scale sono per lo più in ombra. Nell’unico squarcio soleggiato, verso la cima della rampa, sta seduto un ragazzo, ingobbito a leggere. Indossa una maglietta rossa e ai suoi piedi c’è uno zainetto, rosso pure quello.

Ci sarebbero altre due dettagli importanti che una fotografia, anche solo immaginata, non può catturare: il rumore di un allegro spadellare che esce da una piccola finestra lungo la rampa; e il puzzo d’urina che ricorda la doppia identità, diurna e notturna, di questa rampa di scale.

Tre piccioni

Non amo i piccioni, animali goffi e paurosi. Oggi però ne ho trovati tre capaci di ispirare simpatia. Facevano il bagno davanti alla fioreria che si trova in fondo alla strada dove abitiamo. Li guardavo mentre facevo la coda al panificio, un panificio sempre molto frequentato. Come gli altri avventori ero goffo, con la mascherina e gli occhiali appannati, mantenendo le distanze in maniera innaturale (un pò come in questo cartoon del New Yorker). Loro, i piccioni, erano a mollo nell’acqua che usciva abbondante da un tombino. Sembravano in spiaggia, contenti e perfettamente a loro agio.

Weekend long reads, May

Valerio Millefoglie, Ricordi di una vita in bottiglia, Il sole 24 ore. Bill Buford, Baking bread in Lyon, The New Yorker. Paul Theroux, Paul Theroux Recalls a Fear-Filled Lockdown, The New Yorker.

“In times of crisis we should all be diarists and documentarians. We’re bound to wail and complain, but it’s also useful to record the particularities of our plight … Still writing gives order to the day and helps inform history”.

 

Atomised individuals

Last year, Arianna and I went to the Fondation Beyeler in Basel. We saw an exhibition on Picasso’s rose and blue periods. We were planning to return this year for the exhibition on Edward Hopper. Our plans have had to adjust to a global pandemic, but we may still be able to pay a visit: the exhibition just re-opened and, unless things change, we could travel to Switzerland starting from early June.

In the meantime, Edward Hopper paintings have assumed a brand new meaning. As a recent article put it, we are all Edward Hopper paintings now. In his depictions of modern American life you may see very different things: sad loneliness, contented solitude, longing, hope, despair, isolation, meditation… The way you look at those images may tell something about your own experience with the lock-down.

Un Paese maschio

Fa abbastanza impressione notare come le “nove firme”, tutte maschili, di Repubblica parlano di un paese fatto di soli uomini.

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Viste da fuori queste cose sono inconcepibili. Mi domando come sia possibile che in Italia siano solo una minoranza, tra l’altro una minoranza di sole donne, a scandalizzarsi di fronte ad una narrativa così parziale della realtà.

Covid-19 and the sudden death of free movement

It has been my dream to appear in a podcast. I was hoping this would happen with L10nel, but Jack never gave me a shot.

Alex Afonso finally made this dream come through. I have been his guest in the latest episode of ‘The Borders of Equality‘, the podcast he manages at the University of Leiden. We spoke about the different ways in which human movement is being restricted by governments all around the world, and what consequences this entails. The conversation is probably too long; but all in all it came out well. Thanks to Alex, we touched upon a variety of different issues and I hope we managed to provide precise figures.

Anecdote: I was supposed to meet Alex in 2013, when I was interviewed for a doctoral position at King’s College London. He was my designated supervisor. Unfortunately, Alex got robbed the night before and could not show up for the meeting. I did the interview with Adrian Blau, an extremely kind and competent professor. I got the position and a scholarship, but in the end chose to go to the European University Institute instead. Alex and I met many times afterwards. He has never been robbed again.

Hibernation premium

Facebook ha registrato quasi 18 miliardi di ricavi (+18% annuale) nel primo trimestre del 2020 e un aumento sino a quasi 3 miliardi di utenti attivi sulle sue piattaforme, che comprendono anche WhatsApp e Instagram (Business Insider). Anche Microsoft ha comunicato che la pandemia ha avuto un impatto “minimo” sugli affari: le vendite nel primo trimestre sono cresciute del 15%, portando i ricavi a 35 miliardi di dollari (Cnbc). Spotify ha visto crescere i propri utenti attivi nel mondo a 286 milioni (+31%) (The Verge). Netflix, a sua volta, ha registrato un aumento di circa 18 milioni (Cnbc). Non ho i dati di Zoom, ma anche questa compagna ha registrato incassi enormi a inizio 2020.

E’ l’hibernation premium: compagnie che spostano la nostra vita su internet hanno guadagnato moltissimo da questo periodo di ibernazione. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che si tratti di un cambiamento repentino: una parte importante della nostra vita era già mediata dagli schermi prima della pandemia. Quel che è successo questa primavera non ha fatto altro che accelerare un processo già in corso.

Jaja

In questo periodo chiuso in casa mi sono divertito a recuperare mentalmente le immagini che associo alla primavera.

La primavera di quando ero bambino erano le pedalate in bicicletta. Quelle serali, vicino al Convento delle Laste, con alcuni ragazzi della zona. E quelle del fine settimana con mamma, papà, e Anna. Fiumi, torrenti, parchi, ciclabili, strade sterrate, tra il Trentino, l’Alto Adige, e il Veneto. Era il periodo del Giro d’Italia, che seguivo con Stefano e con papà. La sera guardavamo il Processo alla Tappa: le giornate si allungavano visibilmente ed i commentatori parlavano in maglietta o camicia dalle piazze italiane, bellissime, al crepuscolo. (Francesca, che vive a Londra ed è rientrata a Trento per il lock-down, mi ha scritto da poco che “la primavera italiana è meravigliosa ed è forse la cosa che all’estero mi manca di più“). Io simpatizzavo per i ciclisti stranieri, chissà perché. Laurent Jalabert e Pavel Tonkov. Feci disperare mio zio Paolo: mi promise di comprarmi la maglietta di un ciclista, probabilmente convinto che gli chiedessi quella di Pantani. Io invece volevo quella di Tonkov e lui dovette andare a cercarla in un magazzino di Roma. La conservo e la metto ancora, ogni tanto.

Di quelle pedalate ricordo anche gli orribili pantaloncini arancioni aderenti e gli eccentrici calzettoni bianchi, che amavo portare fino a sopra il polpaccio per emulare i calciatori. Erano calzettoni della Nik, con la famosa freccia capovolta all’ingiù: i miei li compravano da alcuni ragazzi che li vendevano porta a porta.

Crescendo, la primavera ha assunto altre forme. Ci sono state quelle del venticinque aprile, quella irlandese, quella passata al lago di Caldonazzo per preparare le Facoltiadi; quella canadese (vissuta un pò a metà, per dire il vero); e, più recentemente, anche quelle toscane, spagnole, e svizzere in un colpo solo. Però quella che ricordo in maniera più vivida è la primavera vissuta a Bruxelles nel 2013, con Mindo, Giulia, Moe, Roberto, Giovanni, Alessandro, Vaida. Penso spesso ai parchi (Cinquantenaire, Bois de la Cambre, un altro parco dove andai con Giovanni, Giulia, Diletta, Katharina e Valentina, ma non ricordo il nome), alla gita fuori porta a La Hulpe, alla scappatella a Dusseldorf, alla gara a Uccle, alle birre nelle piccole piazze vicino a Saint Boniface.

ps: il titolo di questo post è il soprannome di Jalabert, Jaja, che nello slang francese vuol dire anche goccetto.

Restrictions on international mobility

To curb the spread of the novel coronavirus, governments worldwide have undertaken measures that radically disrupted human mobility, such as the sealing of national borders, mass evacuations and quarantines. Who are affected and in what ways?

Jelena and I have participated in two webinars, where we have presented some preliminary ideas. The first clip is about nine-minute long. It is only the two of us, discussing the most important trends that we observe. The second clip is much longer. Our presentation is one of three: the others are about the ways in which COVID-19 has curbed mobility in Africa and in South America. If you are curious about the dataset that we present, you can access it here.

I feel a bit ambivalent about these two clips. While very grateful for the opportunity to present my research, I am wary of the proliferation of webinars and youtube clips.

 

The Migration-Mobility Nexus

The last two weeks I worked on the video below together with a group of colleagues and friends at the nccr – on the move. The purpose of the video is to summarise our research using a simple vocabulary, explain how we work together, and show that in such peculiar times we have to come up with creative proposals.


The video is a bit long, my Italian accent is as strong as ever, and some of you might not like its flashy undertone; I do.