Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Les veins.,

Marco, che i lettori più fedeli hanno avuto modo di incontrare ripetutamente su questo blog (uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto), ha appena avviato un nuovo progetto cartografico nel suo tempo libero. Potete vedere alcuni suoi lavori nello spazio su Instagram (https://www.instagram.com/lesveins/) e, se vi piacciono, potete farvi spedire le mappe direttamente a casa tramite Etsy (https://www.etsy.com/it/shop/Lesveins).

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Cold apartment

Laetitia Tamko is a wonderful, well-rooted in herself artist. She sings short, delicate, and fierce songs.

 

Rocket Men

E’ da ormai un decennio che partecipo con alcuni amici al Fantamorto. Di seguito il regolamento di questo gioco peloso.

1) Ogni persona che intenda partecipare, deve presentare una sola lista composta di 10 nomi di personaggi FAMOSI dei quali si prevede la morte nell’anno solare 2018. Ci sono tanti nomi e fonti a cui attingere per trovare dei nominativi validi (politici, attori, attrici, cantanti, artisti, sportivi, premi Nobel, scienziati, scrittori…) per cui nomi al di fuori di questi campi potrebbero essere soggetti a previa approvazione da parte degli amministratori.

2) La data di consegna delle liste va dal 1 Dicembre 2017 fino alle ore 23:59 del 3 gennaio 2018. Nel caso in cui uno dei personaggi in lista sia deceduto entro il 31 Dicembre il nome può essere cambiato per un altro (SENZA PRENDERE PUNTI).

3) Nel caso si sia già presentata la lista per il 2017, è consentito mantenere solo 5 nomi dei 10 dell’anno scorso.

4) La celebrità del personaggio è stabilita dalla circostanza che la notizia della sua morte venga riportata su mezzi di comunicazione di rilievo nazionale e/o internazionali (vedere punti 5,6,7,8 e 9 del regolamento). E’ interesse del partecipante far conoscere la morte del suo personaggio in lista (mediante un post o un link nel gruppo) nel caso gli amministratori non vi abbiano provveduto.

5) NON si possono inserire personaggi la cui celebrità sia dovuta SOLTANTO al fatto che egli sia l’uomo o la donna più vecchio/a del mondo (oppure nazione, continente, ecc).

6) NON si possono inserire personaggi che siano stati condannati a morte entro il 3 gennaio 2018.

7) NON si possono inserire animali o personaggi fittizi (di serie tv, cartoni animati, film…)

8) NON si possono inserire personaggi che siano in stato di coma o vegetativo da lungo tempo (come ad es. Michael Schumacher) o siano affetti da una malattia terminale (condizione in cui non si ha più la possibilità di modificare il corso della malattia con terapie appropriate ed efficaci ed il malato viene assistito solo con cure palliative).

9) NON si possono inserire terroristi (la cui morte di solito non può essere confermata da fonti attendibili).

10) LA MORTE MALEDETTA: La lista deve comprendere OBBLIGATORIAMENTE almeno 1 personaggio che al 31 dicembre 2017 abbia non più di 50 anni compiuti. La morte maledetta è un evento improvviso e inaspettato, per cui non si può indicare come morte maledetta il nome di un personaggio che, pur avendo i requisiti di età, sia in stato di coma o vegetativo (ad esempio Michael Schumacher) o sia affetto da una malattia terminale (condizione in cui non si ha più la possibilità di modificare il corso della malattia con terapie appropriate ed efficaci e il malato viene assistito solo con cure palliative). Ovviamente si possono inserire anche più nominativi under-50, ma solo su uno di essi si può giocare il bonus della morte maledetta. Per evitare confusioni il nominativo va segnalato chiaramente. In caso di mancata segnalazione si considererà la persona più giovane d’età. La morte maledetta, se indovinata, ha un bonus di 50 punti.

11) La lista è considerata approvata quando si pubblicano i propri 10 nomi nel muro del gruppo (metodo preferito e più semplice) oppure si crea un documento col proprio nome da far pervenire agli amministratori. La lista si considera chiusa e definitiva alle 23:59 del 6 gennaio 2017.

12) PUNTEGGI: I punteggi si calcolano sottraendo a 151 (centocinquantuno), l’età al momento della morte (senza calcolare se gli anni sono già compiuti o meno). Esempio Dario Fo , (nato nel 1926) 151 – 88 = 63 punti. Per il personaggio indicato come “Morte maledetta” il calcolo è lo stesso più l’aggiunta dei 50 punti di bonus.

13) BONUS FIRST DEAD: Il primo partecipante che azzeca un nome fra uno dei suoi nomi nella lista ottiene un bonus di 10 punti.

14) BONUS MORTE VIOLENTA: In caso in cui un partecipante consegni la lista in cui un nominativo della stessa muoia per OMICIDIO O SUICIDIO ottiene un bonus di 10 punti.

15) In caso di morte di uno dei partecipanti al gioco egli, anche se non ha inserito se stesso nella lista, vince automaticamente il gioco. Il premio verrà consegnato al parente più prossimo. Il suicidio è vietato dal regolamento.

16) È assolutamente vietato causare o favorire in alcun modo (compreso il mancato intervento) la morte di uno dei personaggi indicati nella lista.

17) In questo gioco non si scommette sulla morte della gente. Niente soldi. E poi le cose più belle della vita non hanno prezzo.

18) È gentilmente richiesto a chiunque stia leggendo questo regolamento di astenersi dall’aprire dibattiti o fare commenti non richiesti riguardo a: cattivo gusto, rispetto per la morte, grottesco, stupidità, scommesse ed altri tag vari. Insomma, ci siamo capiti.

Ecco dunque la mia lista di quest’anno, di cui vado giustamente molto fiero. Il nome della squadra è lo stesso del post che state leggendo.

Portiere:
Antonio Razzi, 1948

Difensori:
Matteo Salvini, 1973
Giacomo Bezzi, 1963
Paolo Romani, 1947

Centrocampisti:
Dennis ‘The Worm’ Rodman, 1961
Gloria Steinem, 1934
Antonio Inoki, 1943
Padre Celestino Tomasi, 1948

Attaccanti:
Pak Doo-Ik, 1934
Kim Yong-un, 1982-1984

Fonti:

Portiere e difensore centrale

Terzino destro

Terzino sinistro

Mediano di centrocampo

Ala sinistra

Ala destra

Trequartista: uno e due

Celestino.jpg

Centravanti

Infine, giusto perché gli organizzatori sono dei maniaci, ecco il tabellone con le statistiche sempre aggiornate – ‘tutto il morto minuto per minuto‘.

Lagom

Ho trascorso sette giornate corte e tutto sommato non troppo fredde tra Stoccolma e Kiruna. In Svezia ho ritrovato il cuore del gruppo canadese con cui ho celebrato sei degli ultimi sette capodanni dal 2011 a oggi, sempre in una località differente: Utrecht, Innsbruck, Firenze, l’Aja, Berlino (non c’ero), Torino e Stoccolma, per l’appunto.

Gennaio in Svezia: le giornate durano poco più di sei ore. In questa stagione dell’anno la capitale è vivibile, ma poco appariscente. L’unica eccezione è la metropolitana, colorata e allegra. Due aggettivi piuttosto inusuali per una realtà sotterranea.

La sera del primo gennaio ho preso il treno per Kiruna assieme a Jasper, Giallu e Nicolas. Dopo quindici ore siamo arrivati in Lapponia. Neve e buio: siamo nel periodo dell’anno in cui, da quelle parti, il sole non sorge mai. C’è, tuttavia, una bella luce crepuscolare tra le nove della mattina e le tre del pomeriggio. La provincia di Kiruna è grande quanto la metà dei Paesi Bassi ed è stata costruita all’inizio del Novecento attorno a un insediamento minerario scavato nel cuore di una montagna. Sfortunatamente per i loro discendenti, i primi abitanti di Kiruna hanno costruito le case proprio sopra la vena mineraria. E così adesso il centro cittadino rischia di collassare nel sottosuolo. Il governo ha da poco cominciato imponenti lavori per trasportare la città e la sua bellissima chiesa in legno costruita in tradizionale stile sami venti chilometri più a valle entro il 2025.

La vista di Kiruna al mattino è memorabile. Una montagna tozza e larga, costellata di luci sfocate nel buio e nella neve. Abbiamo alloggiato in una piccola casetta nella foresta, parte di un insediamento gestito da un uomo finlandese e sua moglie spagnola. Abbigliamento largo e caldo affittato da Patrick – big is warm. Il primo giorno ci siamo regalati una gita con la motoslitta per oltre quindici chilometri fino all’albergo ghiacciato di Jukkasjärvi. Posticino suggestivo: in ogni stanza dell’albergo è alloggiata un’opera d’arte in ghiaccio realizzata da artisti con una formazione molto diversa tra loro: interior designer, scultori, fumettisti, pittori… Ogni stagione, in tarda primavera, l’albergo si scioglie e viene poi ricostruito l’inverno successivo in maniera differente. Apparentemente, la sua struttura è purissima: l’acqua del fiume da cui viene preso scorre alla velocità giusta per permettere al ghiaccio di essere privo di gas.

La sera abbiamo passato alcune ore nella sauna e poi davanti al fuoco. Il giorno successivo abbiamo fatto sci da fondo, poi siamo ripartiti. Altre quindici ore di treno. A Stoccolma abbiamo ritrovato Niels e abbiamo visitato Fotografska: un grande spazio fotografico con esibizioni francamente mediocri.

Vi aspettavate un colpo di scena finale? Peccato.

2018: resolutions

Go ski touring in Switzerland. Finish the Ph.D. in style. Improve my French. Memorise twelve poems: one per month. Cook. Read one, big classic of Russian literature. Reunite Dani, Jonas and Tosan. Collect whiskey and photography books. Go sailing. Avoid developing an addiction for the pipe. Continue fencing and playing tennis. Race with the bike. Drink alcohol with Anna, visit Tirana. Hike with my parents, with Giallu, with Nicco. Travel outside Europe, meet Thomas. Spend some days with the Canadians, possibly in Istanbul. Get married. Nervous laugh: I was kidding on that last one.

Acknowledgments

Having finally submitted my Ph.D. dissertation, it is time I write the acknowledgments. When looking for inspirations in other manuscripts and books, I found several good ideas. In the end, I narrowed down my selection to four.

First, Nelson Demille’s Wild Fire, which starts like this. There is a new trend among authors to thank every famous people for inspiration, non-existent assistance, and/or some casual reference to the author’s work. Authors do this to pump themselves up. So, on the off chance that this is helpful, I wish to thank the following people: the Emperor of Japan and the Queen of England for promoting literacy; William S. Cohen, former secretary of defense, for dropping me a note saying he liked my books, as did his boss, Bill Clinton; Bruce Willis, who called me one day and said, “Hey, you’re a good writer”; Albert Einstein, who inspired me to write about nuclear weapons; General George Armstrong Custer, whose brashness at the Little Bighorn taught me a lesson on judgement; Mikhail Gorbachev, whose courageous actions indirectly led to my books being translated into Russian; Don DeLillo and Joan Didion, whose books are always before and after mine on bookshelves, and whose names always appear before and after mine in almanacs and many lists of American writers—thanks for being there, guys; Julius Caesar, for showing the world that illiterate barbarians can be beaten; Paris Hilton, whose family hotel chain carries my books in their gift shops; and last but not least, Albert II, King of the Belgians, who once waved to me in Brussels as the Royal Procession moved from the Palace to the Parliament Building, screwing up traffic for half an hour, thereby forcing me to kill time by thinking of a great plot to dethrone the King of the Belgians. There are many more people I could thank, but time, space, and modesty compel me to stop here.”

Second, mathematician Par Wilfrid Hodges begins his work on Model Theory explaining that if the book is not a success, I dedicate it to the burglars in Boulder, Colorado, who broke into our house and stole a television, two typewriters, my wife Helen’s engagement ring and several pieces of cheese, somewhere about a third of the way through Chapter 8.

Third, Brendan Pietsch, now assistant professor of religious studies at Nazarbayev University in Astana, Kazakhstan, started his thesis with the following: “I blame all of you. Writing this book has been an exercise in sustained suffering. The casual reader may, perhaps, exempt herself from excessive guilt, but for those of you who have played the larger role in prolonging my agonies with your encouragement and support, well…you know who you are, and you owe me.” 

Fourth, in one of his latest books evolutionary biologist Leigh Van Valen  acknowledged “the National Science Foundation for regularly rejecting my (honest) grant applications for work on real organisms, thus forcing me into theoretical work.

Make your pick.

Principe di Galles

Giallu mi ha regalato la mia quinta pipa, una Principe di Galles.

Principe di Galles.JPG

One of them

Good news. In October I sent out my Ph.D. thesis and a few days ago – the moment I landed in London to see Marco, Francesca, Camilla and Isabella – I received the approval of my four jury members. I will, therefore, defend in early 2018, slightly late on my initial schedule.

When I told Jean Thomas, he said this would finally make me ‘one of us‘.

 

In the meanwhile, I have one important announcement to make. I have bought not one, but two pipes when I was in Torino with Marco: the first and more expensive one is a Chacom, billiard, Canadian-style, made in French-Jura; the other is a Piemontese Brebbia ‘da battaglia‘, small-billiard almost Price of Wales in style. It has been a fruitful season.

Fare politica

C’è una lettera molto bella scritta da Francesco Palermo in questi giorni. Lui è il senatore eletto quattro anni fa nel collegio di Bolzano, brillante professore universitario e collega delle meravigliose Martina, Alice e Verena all’EURAC di Bolzano. La lettera inizia così:

La prospettiva di candidare per un nuovo mandato in Parlamento mi lusinga e mi onora. Significa che persone che stimo ritengono che abbia svolto bene il difficile compito in questa legislatura. Per questo, nonostante fin dal primo giorno mi fosse chiaro che si sarebbe trattato di un’esperienza non ripetibile, ci ho pensato molto.

Tuttavia ci sono troppe ragioni di ordine personale, professionale e anche politico che mi inducono a non ripresentarmi. Tralascio le prime, pur importanti, perché relative alla sfera privata. Sul piano professionale, rappresentare i cittadini è l’onore più grande, e sono felice di averne avuto la possibilità. È stata anche un’occasione straordinaria per conoscere le persone, la società e le istituzioni. Non è solo un completamento essenziale per uno studioso di queste materie, ma anche una lezione di vita. Fa capire anche con quanta superficialitá si giudichino le scelte di interesse collettivo, e quanto ciò renda difficile trovare le motivazioni necessarie per un incarico così importante, che viene però svolto con modalità, linguaggi e liturgie che non mi appartengono. Leggi tutta la lettera qui.

Quattro

Romandy: it has been wonderful. And think that I was depressed before moving here.

View from my window, balcony, Konstanz with Cata, Giulia, Vevey, Lac Leman, Hugo Pratt, an elderly couple waling next to the harbour, Palais de Tokyo, Arianna, Berna, a Torino con Teresa, Marco Etta e Leila, Chacom e Brebbia, Forte di Bard con Alberto e Marco, snow in Neuchâtel, fencing, Robin and Salomon, tennis.