Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Scattered notes with a Lusitano flavour

Lisbon. 
With Arianna, Flavia, Jonas, Dani, Anna, Joao.
July 25 – July 28

Fact: this is the only European capital on the Ocean.

Bright, bright light.

Alafama reminds me of Bari Vecchia.

Do not wear Birkenstock if you want to go out dancing.
Going on the seaside on a trotinette with Arianna and Flavia is fun.

I do not think I would like to live here: too big of a tourist industry, too narrow and steeps the roads in the city centre, too far the mountains. There are a few really beautiful things about this city, though: many of the inhabitants have roots in Brazil or in Africa; the buildings are colourful, the graffiti are intelligent; the food is good; the prices are low.

The heroes of the tourist industry are poets: Pessoa, Camões, Garret…

Never before in my life have I been offered such an extraordinary variety of drugs at all corners of the Bairro Alto.


Rabo de Peixe, Island of San Miguel, Azores

With Arianna, Jonas, Dani, Anna, Mariana, Matte, Ludi
July 28 – August 5

This is my second visit to a volcanic island this year, third in three years.

A lot of green: reminds me of the West coast of Ireland.
Cyan, azure, white: hortensias.
Some black volcanic stone.
Brown cows and their smell early in the morning.


Notice the big, fast, well-paved roads. Alas, there are virtually no public buses traveling on them.

The Tosanists are photographers working on the island. Their style is unique: through their masterly use of black and white they turn everyday moments into Kafkaesque representations of life.

Simple, square, and colourful houses.
Elderly men idling in the shadow with their cigarettes.
Village bars – crowded already early in the morning – are inhabited by men only.

Books I have read:

  • Antonio Tabucchi, Donna di Porto Pim. Did not quite like it first, then I read it again and I started to understand. I bought a fancy edition in Portuguese in the Livraria da Travessa. I will never read it but it looks cool on my shelfs.
  • José Saramago, Journey to Portugal. Bright idea: feel the journey, forget the names of the places. Alas, way too many churches.
  • Internazionale, Lisbona. I should have read it before, and not after having visited Lisbon
  • The Passenger, PortogalloTakes some time but it is worth the read: go look for the articles on surfing in Nazaré, on African-Portuguese music, on the exodus from Angola and Mozambique to Portugal, on the illegal search for clams in the Tago
  • Autori vari, Poeti di Lisbona. Short selection of poems with the text in Italian and Portuguese.

Uomo con occhiali rosa

Grande città, tardo pomeriggio. A giudicare da come sono vestite le persone si direbbe una temperatura primaverile. Al centro dell’immagine un uomo di circa cinquant’anni con indosso un vecchio completo grigio e due enormi occhiali di plastica rosa a forma di cuore. Gli occhiali sono finti: non ci sono lenti. L’uomo passeggia e mangia felice un enorme cono di gelato. Difficile stabilirne il gusto. Passanti guardano curiosi.

Calvino, i primi topless e il dubbio: si può guardare un seno nudo? E come?

Un uomo cammina lungo una spiaggia solitaria. Incontra rari bagnanti. Una giovane donna è distesa sull’arena prendendo il sole a seno nudo. L’uomo, persona civile e discreta, volge lo sguardo all’orizzonte marino. Sa che in simili circostanze, all’avvicinarsi d’uno sconosciuto, spesso le donne s’affrettano a coprirsi, e questo gli pare non bello: perché è molesto per la bagnante che prendeva il sole tranquilla; perché l’uomo che passa si sente un disturbatore; perché il tabù della nudità viene implicitamente confermato; perché le convenzioni rispettate a metà propagano insicurezza e incoerenza nel comportamento anziché libertà e franchezza.
Per questo egli, appena vede profilarsi da lontano la nuvola bronzo-rosea d’un torso nudo femminile, s’affretta ad atteggiare il capo in modo che la traiettoria dello sguardo resti sospesa nel vuoto e garantisca del suo civile rispetto per la frontiera invisibile che circonda le persone.

Leggi tutto su Il Corriere della Sera; segnalato da Giallu.

Irricevibile

Agg. [calco del fr. irrecevable], non com. – Che non può essere ricevuto, cioè accolto: presentazione, tesi di dottorato irricevibile. Talvolta in uso con riferimento a persona: Manes e la sua polo blu oggi sono irricevibili.

Dual nationality among female athletes

Why is dual citizenship way more common for male than for female players?

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Jelena and I have written an article to explain that this depends from the interplay of gender inequalities and the male-dominated cultural symbolism of sports in general.

Bike rides in Switzerland

I took fifteen minutes of my time to draw a map of Switzerland with the mountain climbs I would like to ride on my bike. Those I have done already have a circle around the dot: Chasseral, Chasseron, San Gottardo, Neufenen, Furka, San Bernardo, Grosse Scheidegg, La Tourne. The others I will hopefully do at some point in the future.

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Photos, June 2019

 

 

Il mercato del rastro

Il primo profumo che mi accoglie è quello dei fiori: tante bancarelle coloratissime con donnine vivaci che si sbracciano urlando e ridendo.

Poi l’inconfondibile odore acre di abiti vintage: mucchi di giacche in pelle e jeans sgualciti e accatastati. La pazienza che è necessario avere mentre si rovista tra le montagne di tessuto è a volte snervante. Sotto il solleone le gocce di sudore si attaccano agli occhiali da sole. Mi si rivolge un volto sorridente a cui sembra non importare se non capisco la lingua. Mi parla mettendomi tra le mani robaccia improbabile che mai comprerò. Ricambio ridendo di gusto.

Le vie brulicano di vita come un formicaio. L’odore degli abiti usati si mescola col legno dei mobili di antiquariato e del fritto che esce dai chioschi ai lati della via. Vengo avvolta dalla calca di persone – famiglie con bambini e anziani – che mangiano pollo fritto con le mani. Visi unti, parlano e ridono a bocca piena.

Ai lati del mercato un gruppo di artisti di strada con capelli lunghi e sandali di cuoio snocciola musiche popolari spagnole. Una donna balla con espressione soddisfatta: pare che faccia fatica, concentrata solo sul piacere che sta vivendo. Tra il pubblico c’è chi ha le mani occupate perché le batte tenendo il ritmo e chi invece è alle prese con la videocamera del proprio telefono. Allungo la testa come una tartaruga e mi avvicino agli artisti strisciando sotto le ascelle del pubblico. L’odore che prevale potrebbe essere quello del sudore o del tabacco, ma io sento profumo di sole: hai presente quello che ti si imprime sulla pelle dopo una giornata d’estate all’aria aperta?

Proseguo tra le vie e mi perdo nel gusto dell’incenso, nei saponi, nell’erba. Altre musiche e altre danze, questa volta africane, mi vengono incontro al ritmo di energici tamburi.

Lentamente mi avvio verso casa. Sento spensieratezza intorno a me e mi ci lascio avvolgere.

Arianna

 

Madrid

I have been in Madrid over five times now. I first came twice for one volunteer and one student vacation sometime between 2009 and 2013. Then Madrid became one of the places that I would study as part of my Ph.D. dissertation. My friends and local hosts here were Pedro and Andrea. Here comes a list of familiar places, familiar establishments, and places/establishments I am keeping for the future.

Familiar places: La Calle del Doctor Piga en Lavapies; Anton Martìn (mercado, cinema y todo); El Retiro (its small bookshops, lakes, and buildings); El Templo de Debod (sunset and night); Campo del Moro; Calle de la Cava Baja en La Latina; Chueca; Calle Ponzano (Chamberi).

Familiar establishments: La Venencia (sherri and dust); Barrutia y el Nueve (pescado y carne); Mercado de San Fernando (Lavapies, remember that time with dancers inside?)La Azotea de El Círculo de Bellas Artes (quite a view); Vincci The Mint (Gran Via over night); La Burbuja que ríe (Asturian food); El Mercado de San Miguel (market next to Plaza Mayor: pick some salmorejo); Reina Sofía (some extraordinary Pablo Picasso, Salador Dalì, Joan Miro, Carlos Sáenz de Tejada, Pablo Gargallo and great temporary exhibitions: this time around on The Poetics of Democracy Images and Counter-Images from the Spanish Transition with this short, asphyxiating movie, La Cabina, as the main take-away); NuBel; Arzábal Restaurant; Libreria de Montaña Desnivel.

For the future: El Prado; Thyssen; Museo Sorolla, El Matadero, CaixaForum, La Casa Encendida, El Círculo de Bellas Artes, Ocho y Medio Libreria (Plaza de Espana); Libreria el olor de la lluvia (in Lavapies); Libros para un mundo mejor (Chueca); El Lamiak; Bodega de la Ardosa (Malasaña); Librería de Mujeres.

Picarésco

Agg. [dallo spagn. picaresco, der. di pícaro (v. picaro)] Relativo a un genere letterario sorto in Spagna nella seconda metà del sec. 16° (il cui prototipo è considerato il romanzo anonimo Lazarillo de Tormes, 1554) e diffusosi poi nel resto d’Europa, caratterizzato dalla descrizione delle avventure dei picari, popolani furbi, imbroglioni e privi di scrupoli: letteratura p.; romanzo p.; novelle picaresche. Anche, che ricorda o rispecchia l’atmosfera, le situazioni, le trame tipiche di tale genere letterario: avventure p.; un gusto pper il rischio. Un esempio dell’uso di picaresco nella conversazione tra amici relativo alla descrizione di questo bel whiskey.

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Dani: A voi è mai capitato di ritrovarvi con una falsa impressione di eau-de-vie?

Lorenzo: Sì, non preoccuparti: a me capita spesso in coincidenza di fugaci apparizioni della liquirizia, ma poi di solito la frutta torna al centro del palcoscenico (del mio palato, ovviamente).

Dani: Classico comportamento picaresco della liquirizia.