Diario di un viaggio in Olanda: day two

by Lorenzo Piccoli


31 dicembre

11.00: Siamo svegli e ci muoviamo verso Amsterdam. Sulla strada per la stazione incontro Lisa, che e’ appena arrivata da Panama.

13.45: Amsterdam e’ bella come la ricordavo, e anche Fabio ne e’ subito conquistato. Facciamo un giro rapido, forse troppo superficiale, per le vie attordo a piazza Dam. Pranziamo in un ristorante un poco troppo caro. Poi in Kalverstraat, in mezzo a migliaia di persone, incontriamo Helene, Chloe e Celine.

15.15: Il quartiere a luci rosse di giorno perde gran parte del suo fascino. Decidiamo di farci una fumatina pomeridiana molto leggera a mo’ di assaggio, ma i Coffee shop sono tutti irrimediabilmente pieni.

16.15: Abbiamo trovato un Coffee Shop con alcuni posti liberi.

16.25: Fabio sta iniziando un trip. Marco e Teddy, intanto, dicono di non sentire alcun effetto.

16.35: Fabio e’ “preso malissimo” (cit. Fabio, 2011). Si guarda le mani e dice che sono davvero grandi. Poi appoggia la testa sulle braccia e chiude gli occhi. Mi guarda beato e fa cenni d’assenso con la testa.

16.45: Devo andarmene dal Coffee Shop: la mia amica francese Elena mi aspetta dall’altra parte della citta’, in Rembrandtplein. Fabio e’ chiaramente in un altro universo, ormai: lo affido a Marco, Teddy e Patrick, che invece stanno benissimo e sono gia’ alla seconda space cake.

17.20: Rivedere Elena e parlare con lei dopo due anni e mezzo e’ bellissimo. Andiamo nel bar universitario australiano che e’ molto affollato. Ci sono anche due sue amiche che vengono da non so dove, che lei ha conosciuto in Australia dove ha studiato. Intanto, mi chiama Marco e mi dice che hanno dovuto andarsene dal Coffee Shop e stanno tornando a Utrecht.

17.50: L’atmosfera e’ bellissima e mi fermerei volentieri, ma devo avviarmi verso la festa che ci aspetta a casa di Jasper. Alla stazione dei treni incontro di nuovo Helene, Chloe e Celine. Anche loro sul treno per Utrecht.

18.25: Mi ha chiamato Marco e ha continuato a ridere ininterrottamente per un minuto e mezzo. Sospetto qualcosa.

19.00: Arriviamo a Utrecht e camminamo verso la casa di Jasper. In una strada della citta’ troviamo quattro italiani che ridono e fissano un muro. Fabio, Marco, Teddy e Patrick si incamminano con noi verso il party. La notte e’ giovane, io sono l’unico sopravvissuto al Coffee Shop.

19.15: Siamo arrivati, la festa e’ gia’ iniziata. Ci saranno circa 35 persone. Ci dobbiamo fare la doccia, ma Teddy e Marco continuano a ripetermi “oddio, non ce la posso fare, oddio”, fissano nel vuoto, mi guardano, ridono, fissano le altre persone, fanno continuamente le stesse operazioni (aprono e chiudono la valigia, vanno a salutare Iris, aprono e chiudono la porta del bagno). Situazione difficile, ma sotto controllo.

19.35: Esco dalla doccia e mi fermo a parlare con Iris e Stephanie. Teddy, che aspettava per la doccia, resta a contemplare il vuoto con occhi sognanti.

21.00: La festa decolla. Marco, Teddy e Patrick sono fuori forma, per cosi’ dire, ma mantengono il contegno. Suzanne intanto mi dice che ha visto Marco che girava in tondo e gli ha chiesto se cercava qualcosa. Lui risponde di si’, allora lei gli chiede cosa stesse cercando e lui risponde: “non lo so” e le scoppia a ridere in faccia.

21.45: Sto facendo qualcosa ma non ricordo cosa.

22.30: Balliamo. La mezzanotte e’ vicina, e noi corriamo veloci.

23.45: Tutti in cucina, ho un magnum di champagne in mano. Musica e cinquanta persone in una manciata di metri quadrati. Luci stroboscopiche, o forse quelle me le sto immaginando io.

00.05: Champagne sulla folla. Mi sento un pilota di Formula 1. Ho alcool ovunque, ma c’e’ chi e’ messo peggio di me.

00.15: Tutti in strada, fuochi e botti. Abbracci e meditazione.

00.25: Iris mi dice di seguirla sul tetto. Qui e’ bellissimo. Fuochi d’artificio ovunque. Sono pazzi questi olandesi. Da ogni parte di guardi, ci sono luci e gente che spara nel cielo. Dominiamo la citta’. Mai visto nulla del genere se non nei film. E’ bellissimo.

00.45: I dirimpettai (quelli della casa dall’altra parte della strada) ci guardano da un po’. Una ragazza perde la pazienza e spara quattro razzi ad altezza uomo verso la loro finestra. Fortunatamente e’ ubriaca e manca l’obiettivo.

01.30: Torniamo di sotto. C’e’ chi balla, chi parla. Alcuni iniziano ad andarsene.

02.00: Tutti nel basement, ora.

03.15: Siamo cotti. Fabio si e’ addormentato. Marco fa cose strane. Patrick mi dice che dobbiamo andare a una festa, poi pochi minuti dopo mi chiede dove ci troviamo. Nicolas ha una faccia stravolta mentre parla al cellulare con qualcuno. Anche io inizio a chiudere gli occhi.

03.45: Vado a dormire. Nel basement con me dormono Fabio (vestito sul divano), Teddy, Marco, Patrick (divano), Chloe (divano), Helene, Celine, Joe, Nicolas (divano). Nel raggiungere il materasso cado su un paio di cadaveri addormentati e rovescio una bottiglia di birra. Buon anno a tutti, e’ stato un 2011 a tratti difficile, ma che restera’ positivamente impresso nella mia memoria. Amo la vita, amo le persone che incontro, sono felice.

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