Minoranza

by Lorenzo Piccoli


Questo post nasce da un altro post in cui Marco Bracconi de la Repubblica commentava gli sviluppi presenti e futuri del Movimento 5 Stelle, il partito fondato da Grillo. Come Bracconi stesso ha avuto a riportare in un post successivo, in questa circostanza “il florilegio di insulti ha raggiunto l’apice dell’eleganza. Si va da un generoso impiccati al prezzolato, passando per vendutoservile,nauseabondo. E ancora, tanto per essere esaustivi: coglione, marcio, idiota, viscido, merdaccia, schifoso, drogato, corrotto, malato, leccaculo, porco”.

E’ solo una delle tante manifestazioni della degenerazione di un movimento, ora fattosi partito, in cui io stesso inizialmente avevo creduto. Con giusto scetticismo, certo, perché sono sempre diffidente rispetto ai fenomeni di entusiasmo collettivo, a costo di pentirmene a posteriori (con Veltroni fui molto tiepido nel periodo in cui tutti lo idolatravano: ora sono tra gli unici a difenderlo e a rivendicare alcune delle sue scelte; e la stessa cosa con Obama, rispetto al quale partii con atteggiamento molto tiepido). In effetti, nonostante anni fa (penso fosse il 2007, o giù di li) provassi un certo moto di empatia con le iniziative di Grillo contro il berlusconismo imperante, a differenza di molti amici non partecipai alle varie raccolte firme che furono portate avanti in suo favore. Così come non cedetti mai alla tentazione di pietrista, nonostante per un certo periodo il suo partito mi paresse una valida alternativa ad un Partito Democratico incancrenito su ridicole beghe interne. Fu evidentemente un abbaglio: oggi l’Italia dei Valori, come pure il Movimento 5 Stelle, sono due componenti politiche miserevoli ai miei occhi, senza dubbio pericolose almeno quanto i rispettivi leader e i loro slogan violenti, volgari, populisti e forcaioli.

Fino a qualche anno fa non capivo come le persone potessero votare e sostenere persone di questa risma, che e’ poi la stessa della Lega Nord e di molti partiti di sinistra, come quelli ad esempio che fanno riferimento a Ferrero o Diliberto. Davvero non lo capivo. Ora sono giunto ad una consapevolezza diversa. Usciti dalle scuole, i giovani diventano individualisti, paurosi, ipocriti e spesso vigliacchi. E’ un cambiamento di personalità, finanche di orientamento politico. Sono pochi a mantenere l’idealismo degli anni più giovani. E così come succede alle persone, devo constatare che la stessa cosa e’ successa a tutti i partiti di cui sopra, che hanno sperimentato un invecchiamento precoce e hanno perso tutto il loro slancio ideale per diventare formazioni mirate alla violenta auto-conservazione. E per paradosso questi partiti iniziano a nutrirsi dei voti di persone forse un tempo idealiste, ora senz’altro mediocri ed indivualistiche. Una specie di spirale che si auto-alimenta.

Dal punto di vista umano, viaggiando e partecipando attivamente alla vita di associazioni culturali e universitarie ho avuto la rara fortuna di conoscere un numero relativamente alto di persone capaci di non perdere il loro idealismo con il tempo e di mantenere dei principi sociali piuttosto che individualistici e mirati all’autodifesa. Ma purtroppo, me ne rendo conto, restiamo pur sempre un’esigua minoranza al cospetto dell’enorme massa umana.