Campioni

by Lorenzo Piccoli


I campioni dello sport sono considerate persone straordinarie, che dovrebbero ispirare e fornire un esempio. Sono tali non sono per quello che fanno nella loro disciplina, ma anche per il modo in cui vivono la loro vita e per come si presentano al pubblico. Molti di loro fanno discutere. Non si tratta quasi mai di personaggi lineari, ma di personalità complesse e con tanti difetti. E’ sempre stato così (Maradona, Pantani, Best, Bartali, Jordan, Villeneuve), ma mi pare di capire che oggi alcune caratteristiche diseducative che trascendono i meriti sportivi e si riferiscono all’atteggiamento del campione siano esaltate, causa probabilmente di una infanzia inesistente (oggi molti campioni hanno meno di 20 anni) e di una enorme sovraesposizione mediatica. Ecco che quello che dovrebbe essere un campione diventa, per quanto mi riguarda, un personaggio assolutamente negativo, diseducativo, antipatico, immaturo. Questo é il mio elenco provvisorio.

1. Zlatan Ibrahimovic: il peggiore di tutti. Nella società sarebbe considerato un delinquente se non facesse il lavoro che fa. Antipatico, violento e senza nessuna fedeltà. Un ottimo esempio di anti-sportivita.

2. Federica Pellegrini: viziata e presuntuosa.

3. Marcello Lippi: allenatore sgarbato e arrogante, innamorato di se stesso e di quel principio mafioso che o sei un amico o sei uno sbirro.

Due personaggi antipaticissimi, ma su cui sospendo il giudizio sono Lance Armstrong e Mourinho.

Ovviamente la stampa – per via della sindrome di Stoccolma da cui tutti i media, ma soprattutto quelli italiani, sono gravemente affetti – si trova spesso in un rapporto empatico, se non addirittura di esaltazione, per questi personaggi umanamente mediocri.

Sono gradite segnalazioni nei commenti.

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