Time for books / 2

by Lorenzo Piccoli


During the last month I did not have much time to read. Only in the last couple of weeks I managed to catch up a bit during some long trips on Italian trains, and I went through some very interesting books.

The most intriguing novel was indeed The Catcher in the Rye (in Italian it reads: Il Giovane Holden). I wanted to read this book for a long time, but never had the chance. Then I decided to begin it when I was on my way to Bolzano, on the train, and I almost finished it in one day. It made sense to read it after The Great Gatsby. Here, too, it is not the story itself but rather the way it is written that is absolutely compelling.

Again, there are also a couple of high-quality comic strips among my reads. I already dedicated a post to Moebius’ Arzach, as it was a stunning discovery. Corto Maltese is every-present in my lists, and this month I read Favola a Venezia as (but not while) I was traveling in Venice. This was the third time I read this strip, and every time it gets more intriguing, as there is something more I understand. It is fascinating to read a Corto Maltese’s book about a place and then actually go there: it makes you see things.

A Lugano ho letto La Distinzione. Critica sociale del gusto, un libro di Pierre Bourdieu del 1979 che mi fu regalato nel 2008 da Simona, Matteo e Miriam. Per chi non lo conoscesse, Bourdieu è uno dei più famosi sociologi francesi, cresciuto nella generazione di Foucault e Aron. Questo libro (che, invero, avevo già letto frettolosamente più di una volta) distingue il piacere dal godimento e mostra come la cultura sia, in realtà, un sistema di pratiche di consumo, simboliche e materiali, che costituiscono un modo di vita socialmente differenziato. In buona sostanza, mostra come i bisogni culturali siano determinati dall’origine sociale. Lo fa tramite una vasta ricerca quantitativa in cui si chiede a persone dalle diverse possibilità economiche quali siano le rispettive attività e percezioni culturali. E’ più facile leggerlo che spiegarlo.

Sempre a Lugano ho letto Alzaie, di Erri De Luca (credo che la prima edizione sia del 2004). l libro é fatto di circa 120 riflessioni di una pagina su temi diversi, guidati da una parola, una suggestione. Inizialmente faticavo ad incedere, dovendo continuamente riadattarmi ad una diversa riflessione. Poi ci ho preso gusto e credo che questo libro sia tra le migliori letture degli ultimi tempi, e probabilmente tornerò a leggerlo più di una volta in futuro.

Infine una lettura snella, ma grandiosa: L’uomo che piantava gli alberi (in French it reads L’homme qui plantait des arbres), di Jean Giono. Una splendida riflessione su come vivere una vita autentica che avevo letto per la prima volta da piccolo. Ora lo inserisco nella mia personale lista dei cinque libri che chiunque dovrebbe leggere.

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