Chi non vota(va) sinistra in Italia

by Lorenzo Piccoli


C’é un semplice concetto che ho provato a spiegare per anni agli altri giovani elettori: che il centro-destra al governo in Italia ha gestito le finanze pubbliche in maniera disastrosa; mentre il centro-sinistra, pur con tanti distinguo, ha fatto oggettivamente meglio. La stessa cosa é ribadita su un articolo di Michael Braun (Die Tageszeitung) pubblicato su l’Internazionale.

Questo fatto in sé nulla ci dice sulle qualità di Federico Pizzarotti e della sua lista. Ma molto ci dice su tanti di quelli che lo hanno votato al secondo turno. È il voto di chi sceglie un indistinto nuovo, spiegando la sua viscerale antipatia per la sinistra con l’affermazione che “sono tutti uguali”.

Ma è un’affermazione falsa. Se guardiamo i bilanci dei governi di centrosinistra (1996-2001 e 2006-2008) e li confrontiamo con i governi di Berlusconi, vediamo subito la differenza. Prodi e compagnia tenevano in ordine i bilanci, creavano un consistente avanzo primario, introducevano la spending review. Questi successi, che avrebbero permesso all’Italia di affrontare la crisi del 2008 in condizioni molto migliori, sono stati poi puntualmente dissipati dai governi di destra. Abolita laspending review, abolita l’Ici, ridotto all’osso l’avanzo primario: è questo il loro bilancio, ben prima che arrivasse la crisi.

Ma gli stessi elettori che votavano entusiasticamente Berlusconi per poche decine di euro risparmiate sull’Ici ora affermano che i politici in toto “fanno schifo”.

Poi se avete voglia ci sarebbero una lunga serie di tabelle e dati che si potrebbero mostrare per dimostrare queste parole, ma non ho voglia di farlo: tanto la maggior parte degli elettori sono superficiali e ignoranti e lo rimarranno a prescindere.

A proposito, sono gli stessi elettori ignoranti che oggi si limitano a leggere giornali/televisione/radio e non vanno a vedersi in prima persona i contenuti delle manovre del governo Monti. Blaterare é facile, informarsi lo é molto meno.

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