Future generazioni di insegnanti

by Lorenzo Piccoli


Che le cose nella scuola italiana vadano a rotoli, si sa. Due citazioni per una riflessione .

Durante il periodo in cui fu ministro, W. von Humboldt emanò un solo editto: per una seria selezione degli insegnanti

P. Blaettner, Storia della pedagogia moderna e contemporanea, Roma 1968, p. 236

Il buongiorno si vede dal mattino ed ecco che il primo quesito del mio test era (non scherzo) “Chi ha scritto ‘Oceano mare’? “.
Ma non è questo il punto della questione. Complessivamente, le prime 50 domande (le altre 10 riguardavano la comprensione di due testi scritti) trasmettono una concezione aberrante della formazione che ci si aspetta dai futuri-aspiranti docenti e, di conseguenza, una analoga concezione dell’insegnamento. In una parola: nozionismo, puro e semplice. Per rispondere alle domande riguardanti la letteratura non serviva aver letto nessuna opera, bastava sapere a memoria una brava lista di Autori, Titoli, Anni di edizioni, Dedicatari. Punto.
Lo stesso vale per le domande di storia: solo date, non era richiesta il possesso di nessun ‘contenuto vero’.
Certo, le date sono importanti, certo le nozioni bisogna averle, ma non basta: tanto varrebbe registrare una lezione-tipo e trasmetterla in tutte le classi d’Italia, se l’insegnamento fosse limitato a questo. Già.

Matteo, mio (brillante) amico, che questa mattina ha partecipato al concorso per l’abilitazione all’insegnamento di materie letterarie nelle scuole medie e nelle superiori

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