Trenitalia e gli stereotipi anti-italiani

by Lorenzo Piccoli


Devo partire per Berlino. La linea ferroviaria e’ interrotta: il
personale trenitalia ci manda ad aspettare il bus fuori dalla stazione. Non sono sicuro su dove fermi, anche perché i tabelloni luminosi indicano comunque binario 3. Chiedo conferma a tutti gli sportelli, che mi assicurano che il bus ferma proprio fuori dalla stazione. Sbagliano: il bus in realtà non passa, avremmo dovuto prendere il treno ormai drammaticamente perso. Protestiamo, ma quelli stessi addetti danno la colpa a noi, che non abbiamo sentito l’annuncio dagli speaker (per forza: eravamo fuori dalla stazione ad aspettare un fantomatico bus). Il biglietto non ci viene rimborsato, ma la cosa più incredibile e’ che nessuno del personale intende scusarsi. “Non e’ colpa nostra, ma dei colleghi tedeschi dal Brennero che non ci hanno avvisato. Noi non abbiamo responsabilità”. Quando poi provo a comprare un biglietto per il treno successivo, l’addetto non vuole saperne. “Non voglio altri guai” dice nervoso. Io prendo la telecamera e lo riprendo, voglio mandare tutto a un giornale. Lui inizia a urlare, minaccia di “spaccarmi la telecamera in testa” e cerca di strapparmela dalle mani. Vorrei che a questo signore fosse aperto un procedimento disciplinare, ma non so a chi rivolgermi – Federconsumatori? Un giornale? Quale?

Ps: arrivati in Germania, il treno austriaco accusa 10 minuti di ritardo. Per scusarsi del grave disagio causato, i dipendenti OBB hanno regalato a tutti i passeggeri bottiglie di acqua minerale.

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