Buonasera a tutti i viaggiatori

by Lorenzo Piccoli


La sera, quando capita, ascolto alla radio Zapping 2.0, un programma di attualità politica. Qualche giorno fa interviene in trasmissione uno dei solito gasparros, o forse un esponente politico della Lega. Il suo esordio e’ un pigro “Buonasera a tutti i viaggiatori”.

Ma come? Quindi la radio ora e’ solo un mezzo per automobilisti di ritorno dal lavoro, o al massimo per qualche camionista costretto a lunghe trasferte. Il gasparros ha ragione. Sono pochi ad ascoltare la radio in casa, mentre sempre piu famiglie si circondano di televisori e megaschermi. Io, che non ci sono abituato, quando mi trovo in una casa o in un locale con un televisore acceso non riesco a seguire la conversazione. Sono catturato dai colori e dalle immagini dello schermo e per quanto mi sforzi perdo completamente il filo di ogni conversazione.

A questo forse contribuisce anche la mia fascinazione per la radio e la profonda convinzione che sia uno strumento superiore al tubo catodico. I notiziari, ad esempio: i giornalisti radio devono usare un linguaggio preciso e allo stesso tempo chiaro, devono riuscire a descrivere situazioni complesse in pochi secondi senza annoiare, devono stimolare la fantasia. In un telegiornale non troverete nulla di questo: bastano poche immagini, le frasi dei giornalisti sono spesso incoerenti e la storia e’ lasciata ai protagonisti anziché appartenere al narratore. La televisione, inoltre, si guarda distrattamente. La radio, invece, oltre a stimolare la fantasia, e’ anche la migliore alleata della concentrazione.

Peccato, quindi, che la radio diventi uno strumento per soli viaggiatori. Per quanto l’idea sia romantica, personalmente sono affezionato alla radio durante momenti della quotidianità, come la colazione, la barba, oppure mentre cucino. Fosse per me, imporrei una radio in ogni casa, e bandirei tutte le televisioni. O se non tutte, almeno quelle nelle cucine e nelle sale da pasto.

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