Discorso di Toro Seduto

by Lorenzo Piccoli


Non lo sapevo: la lingua degli indiani sioux risulta famosa fra i discendenti dei nativi americani per il vocabolario ricco e fantasioso del turpiloquio. Ne diede prova negli ultimi anni di vita Toro Seduto, durante i suoi show europei sotto le luci del circo Barnum, alla fine dell’Ottocento.

Nell’estate del 1883, il celebre circo Barnum girava in tournée l’Europa, con al seguito le due superstar dello spettacolo dedicato al Far West. La prima, come noto, era Buffalo Bill, un cowboy in pensione, precedentemente uccisore degli animali cui doveva lo pseudonimo e lui stesso causa affatto secondaria della loro oramai prossima estinzione. Bill infatti, come insegna la canzone, prima di darsi alla carriera da circo, sterminava a fucilate i bovini al fine di consentire la costruzione della linea ferroviaria attraverso i pascoli di quelle bestie solitamente ostili al passaggio di treni sui loro territori (insomma si fermavano a brucare sulle rotaie, e convincere un bisonte di tre tonnellate a togliersi dai binari per lasciar passare il progresso era un bel guaio, se almeno non gli sparavi in testa).

L’altra stella dello spettacolo era l’ex capo sioux Toro Seduto. Già vincitore a sorpresa nella battaglia di Little Big Horn, ove l’esercito statunitense, raro caso nella sua storia, fu letteralmente annientato dal nemico, nell’evenienza gli indiani. Lo stesso comandante, il generale Custer – ai tempi all’apice della carriera, glorioso reduce di guerre vittoriose, fiero ammazzatore di sioux poco concilianti e aspirante presidente USA – rimase ucciso a Little Big Horn quasi subito, e in una maniera piuttosto cruenta che comunque, in mancanza di superstiti, nessuno dei suoi soldati ebbe modo di raccontare. Il vecchio Toro Seduto, anni dopo, venne comunque catturato e costretto ad abitare in una riserva, e ringraziasse la madonna di esser ancora vivo anziché appeso a un albero per il collo. Il prigioniero Toro Seduto ottenne il permesso di lasciarsi assumere come attrazione dal circo più famoso dell’epoca e della storia, il Barnum, e di andarsene con tale compagnia oltre mare, in quella sorta di esilio itinerante.

Dunque sotto la tende del Barnum, Toro Seduto, per certi versi contro la sua volontà, si esibiva, per lo più a cavallo. Il suo numero consisteva in questo: declamare di fronte al pubblico un lungo discorso nella misteriosa lingua sua e dei suoi avi, ovviamente incomprensibile agli astanti. Ora, molti ritenevano che quelle orazioni solenni contenessero racconti. O che fossero rituali magici, o poemi, o comunque qualcosa di suggestivo. Nessuno osava immaginare che viceversa Toro Seduto insultava in maniera assai colorita gli spettatori, i proprietari del circo, il mondo intero.

Una digressione di Confuso

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