M.

by Lorenzo Piccoli


E’ difficile dire se M. fosse una persona buona o malvagia. Comprendere l’animo umano é compito difficile, soprattutto quando si tratta di persone ancora giovani, che nutrono sentimenti spesso contrastati. Questo era certamente il caso di M.

Attenendoci esclusivamente ai fatti, possiamo dire senza dubbi che M. fosse solito essere molto generoso con le persone che lo circondavano. Talvolta, era perfino più generoso con gli sconosciuti che con i suoi amici. Anzi, con l’andare del tempo questa divenne la norma; e gli amici di sempre, come pure la sua ragazza, lo rimproveravano di dedicare troppo poco tempo ai veri affetti e non coltivare le relazioni. Era una critica ragionevole: M. amava intrattenersi con le persone che aveva appena conosciuto. Riteneva fosse parte del suo carattere: era affascinato dalla natura umana e dai diversi modi di esprimere la propria individualità. Le nuove conoscenze lo entusiasmavano. Questo, tuttavia, andava spesso a scapito dei suoi amici di sempre, i cui inviti erano sovente rifiutati da M., troppo impegnato nell’intrattenersi in nuove conoscenze.

Alcuni amici, infine, inizialmente per scherzo, poi per provocazione, infine per gelosia, arrivarono a convincersi che M. avesse un secondo fine. La sua gentilezza altro non era che opportunismo e interesse nel raccogliere favori. Ancora una volta, é per noi impossibile stabilire se questo corrispondesse al vero. Quel che possiamo dire é che quest’immagine si consolidò nel tempo. M., che inizialmente respingeva queste accuse con forza, iniziò infine a convincersi che questa descrizione avesse un suo fondamento. Si persuase, dunque, che la sua natura non era generosa; ma malvagia, opportunista. Negli anni successivi si adattò a quest’immagine e si comportò di conseguenza. Quando venne il momento di ritirarsi dal suo lavoro, nessuna delle tante persone che lo conoscevano dubitavano che fosse, in effetti, divenuto tale.