Devi aspettare e capirai che la coerenza e la sincertà pagano tanto

by Lorenzo Piccoli


Ho finito di leggere il libro del mio amico Piergiorgio. Si intitola Solo al comando. Dellai, i gregari, il trentino. E’ un libro di un orizzonte incredibilmente ampio: pur ruotando attorno a una sola persona, Piergiorgio riesce a fare filosofia, a trasmettere passione ed entusiasmo. Si tratta di una testimonianza di impegno civile perché, come dice Piergiorgio, anche scrivere sui giornali o scrivere un libro vuol dire far politica. Le sue riflessioni, come quelle che leggevo in Walter Micheli, trasmettono una dimensione della politica onesta, fatta di valori, sincerità, ricerca della comunità, dell’alterita, del rapporto, dei piccoli ideali quotidiani contrapposti alle grandi ideologie massimaliste. Piergiorgio mi ha trasmesso questi valori; o per lo meno ci sta provando attraverso la sua enorme saggezza.

Nell’introduzione del libro, Alberto Faustini dice questa cosa molto intelligente: “Le parole scritte sui giornali sono assai diverse da tante parole pronunciate dai politici. Le prime restano, prendono persino vigore con gli anni, e permettono – anche a distanza di tempo – un’analisi che storicizza il presente; le seconde cambiano di giorno in giorno, quasi approfittando del fatto che non esista più, in molti cittadini, quella cosa preziosa che si chiama memoria, quella cosa di cui Piergiorgio é un servo fedele e intelligente” .

Il mio libro ora é tutto un guazzabuglio di note e sottolineature. Mi limito a trascrivere solo quelle tratte dalle prime venti pagine, che rendono il senso e la passione dell’impegno civile che Piergiorgio ha saputo trasmettere anche a me. Lui mi perdonerà se faccio questo frettoloso collage. Le altre citazioni le potete trovare da soli: il libro é edito da Curcu&Genovese e si trova in tutte le librerie di Trento.

“Pensatori come Mounier, Maritain, Ricoeur e molti altri ci hanno lasciato una precisa visione della maniera in cui l’individuo può diventare pienamente persona: tendere a una vita buona, con e per gli altri, all’interno di istituzioni giuste. […] Il principio di responsabilità: ecco da dove partire. Dall’imperativo categorico di Kant, da cui scaturisce l’idea di dover agire in una certa circostanza come se, in quel momento, tutti gli uomini agissero come tu stesse stai per fare. […] Anche scrivere sui giornali vuol dire far politica. […] La critica e’ essenziale per la vita e per la democrazia. Non e’ una colpa, ma e’ un pungolo per il rinnovamento. Guai a una società dove tutti sono d’accordo, dove il fuoco della polemica e’ soffocato dalla cenere dell’omertà. […] Parte della società può essere attratta dal mito dell’efficienza incurante delle regole, e non disdegnare un sistema in cui, se sai essere amico delle persone giuste, sei a posto. Noi confidiamo che sia una minoranza: in nome della dignità e del futuro”.

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