Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Nightmares

I could have never expected, and I cannot explain such a terrible disaster.

update 7.30PM: I was in Bolzano this afternoon. When I left the city, the exit polls said that the Partito Democratico was by far the first party and the centre-left coalition was expected to win easily. When I got off the train the centre-right coalition was leading the polls. Now the M5S is the first party and none of the coalitions seems to have a stable majority.

update 7.45PM: spectacular how the centre-left managed to find a way not only not to dominate the elections as it was expected, but even to loose them

update 9.45PM: turns out I did actual expected these results. In fact, I just found out that in October I made a bet with my friends. Among those betting on Bersani, Berlusconi, and Monti, my forecast for the outcome of these elections was ‘total mess, complete disaster, no clear winner’. Turns out, I was right. I know, I am pretty good. That’s why I have a blog.

update 1.45AM: the situation looks depressing. Tomorrow is going to be an interesting day on the markets with uncontrolled speculation and lot of fun with the spread.

Chicago sucks

[Giuseppe Sciortino, Corriere di Bologna, 23 febbraio 2013]

Sino a qualche giorno fa provavo una discreta antipatia per Oscar Giannino. Nulla di personale. Non apprezzavo i suoi esecrabili panciotti. Il mio organismo non si era ancora ripreso dalle conseguenze dalla lettura, su Vanity Fair, dell’intervista alla consorte, ove essa si spingeva lì dove persino gli angeli temono di posare il piede: raccontava al lettore come Giannino sia uso chiamarla «topolì» mentre lei lo vezzeggia con uno squillante «topolù». A rendermelo antipatico era piuttosto il  sistematico elogio e coinvolgimento dell’infernale genia degli economisti italici trapiantati negli Stati Uniti. Nel variegato mondo degli accademici transnazionali, questa tribù è infatti l’unica che riesca a realizzare il miracolo di esportare i cervelli  lasciando al tempo stesso in patria la loro presunzione e boria.

Da quando tutto è crollato intorno a lui, provo invece una grande simpatia umana per il suo personaggio. Ci vorrebbe infatti un aedo greco per cantare un uomo così improvvisamente colpito, sulla soglia stessa del successo, da coloro che aveva contribuito così tanto a divinizzare. Leggendo, piuttosto avidamente lo ammetto, le notizie di stampa, ho avuto la spiacevole sensazione di aver mancato di carità. Giannino non era colluso con gli economisti-on-the-rocks, ne era innamorato. In modo profondo, atroce, struggente (ed evidentemente non ricambiato). Cosa, se non l’innamoramento, può spiegare perché un uomo intelligente, vivace, che si trova nella rara condizione di godere di un successo ampiamente meritato, senta il bisogno di attribuirsi svariate lauree e master a Chicago? Cosa, se non per il bruciante desiderio di essere come «loro»? Di potersi sentire, almeno nella finzione pubblica, alla «loro» altezza?

Leggi il resto sul blog di Claudio Giunta (la sentenza finale racchiude la morale della favola, o della tragedia greca).