Non esistono vie di mezzo

by Lorenzo Piccoli


Francesco Costa, When in trouble, go big (italian version)

Chi legge questo blog sa cosa vuol dire la frase qui sopra. È una regola che vale per me quasi in tutto, ma soprattutto in politica: quando ci si trova in difficoltà i mediocri minimizzano, si avvitano, vanno sul sicuro, cercano scappatoie e formule di circostanza, mentre i bravi vanno all’attacco e ribaltano la situazione. Barack Obama si è cavato fuori dai guai in questo modo molto spesso. Giorgio Napolitano ha risolto una grossa crisi politica in un momento terribile con quella estemporanea e geniale nomina di Mario Monti a senatore a vita. Andrea Pirlo ci ha vinto da solo un quarto di finale degli Europei (ma qui divaghiamo). When in trouble, go big.

Oggi Bersani si trova in una situazione del genere. Nel suo momento di massima debolezza deve gestire una situazione delicatissima e trattare con un soggetto che invece si trova nel suo momento di massima forza e influenza. Il Movimento 5 Stelle ha tutto da perdere dal votare la fiducia a un governo del PD – non esistono vie di mezzo – e tutto da guadagnare dal fallimento di Bersani o addirittura da un eventuale sciagurato governo con il PdL. Non basta dire “ci vediamo in Parlamento e vediamo se ci manderete a quel paese”: questi non vedono l’ora di mandare il PD a quel paese. Quindi bisogna alzare l’asticella: when in trouble, go big. Ha ragione Stefano Cappellini su Leftwing, sito bersanianissimo: serve “una mossa politica vera”. Ma offrire qualche riforma al M5S non è una mossa politica vera, come dimostra il post di Grillo di ieri.

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