E’ davvero quello che vogliamo?

by Lorenzo Piccoli


Ci sono tantissime cose che si possono dire sul M5S. Io sono affascinato, come molte altre persone, da questa novità e dalla straordinaria leggerezza con cui gli eletti del M5S si stanno muovendo per i palazzi della politica romana. Credo che nessuno possa negare che si tratti di uno scossone alla politica italiana. Se sarà per il meglio, questo lo dirà il tempo. Io ne dubito.

Qui comunque non vorrei parlare dei meriti o demeriti politici degli eletti M5S. Ci sarebbero tante cose da dire, ma altre persone più competenti di me lo stanno già facendo. Vorrei invece fare una riflessione su un aspetto collaterale, ovvero l’utilizzo di internet da parte degli eletti M5S. Mi sembra uno spunto importante, perché per anni molte persone – persone capaci e innovatrici – hanno sognato che internet potesse diventare uno strumento di democrazia. In molti pensiamo ancora che internet possa essere un mezzo utile e straordinariamente positivo.

Eppure il M5S ci sta mostrando in maniera molto cruda tutti i limiti di internet se utilizzato come strumento principe per la comunicazione e la deliberazione politica. Io inorridisco di fronte all’attesa dei giornali per il comunicato stampa serale sul post di Beppe Grillo; mi vergogno degli articoli modellati sui post che appaiono sui profili Facebook degli eletti, se non addirittura nei loro commenti; e mi danno un senso di fastidio anche l’orgia di foto pubblicate su twitter e i commenti oziosi sulle sale per fumatori di Palazzo Madama. Intendiamoci: per migliorare il mondo bisogna partire dalle cose piccole, ma fatico a comprendere il senso di una polemica su twitter per il prezzo del caffè a 70 centesimi mentre il tuo gruppo parlamentare si rifiuta superbamente di scegliere tra candidati assai diversi per la presidenza del Senato. E poi le dirette streaming e le decisioni prese tramite gli i “like” su Facebook e i commenti di un blog: tutte forme perverse di decisione popolare, buone tutt’al più per mettere a morte un Gesù Cristo post-moderno contro il nuovo Barabba.

A me sembra che con questi nuovi mezzi di condivisione, il Grande Fratello si sia infine impossessato della politica e la stia violentando con l’avvallo di tutto il pubblico pagante. E’ davvero questo quello che vogliamo? Ci sono modi molto migliori per usare internet. Io non sono contro l’utilizzo dei blog, di twitter e di altri social media, anzi: sono mezzi straordinariamente utili, a patto che rimangano strumenti di supporto, mezzi, per l’appunto, anziché essere essi stessi i fini ultimi di tutta la vita politica.

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