In tre giorni

by Lorenzo Piccoli


L’ennesimo incomprensibile numero da circo della vecchia classe dirigente del Partito Democratico: rompere l’intaccabile Carta d’intenti con SEL e Tabacci, candidare un ex sindacalista democristiano, bruciare Romano Prodi, rifiutarsi  ostinatamente di eleggere Stefano Rodotà o Emma Bonino. In questo modo Silvio Berlusconi potrà eleggere il proprio candidato alla Presidenza della Repubblica (se stesso?) dopo le dimissioni di Napolitano, che seguiranno la vittoria di PdL e M5S alle elezioni anticipate di quest’autunno (nelle quali il PD prenderà una mazzata colossale). E intanto Finocchiaro, Letta, Fioroni, Franceschini  ostentano pure pacata ma convinta soddisfazione. Io sono furibondo.

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