La civatata

by Lorenzo Piccoli


Sto ancora pensando se andare a votare alle primarie del Partito Democratico. Votassi, voterei per Matteo Renzi. Non mi interessa fare l’intellettuale anti-conformista: a me Renzi va benissimo e per quel che ho visto fino ad ora penso che sarebbe un segretario di partito quantomeno decente.  Ma c’e’ anche un’altra ragione, molto forte, per votare Matteo Renzi: il voto “contro”. Ho raggiunto il limite di pazienza nei confronti dell’establishment della sinistra: D’Alema, Bindi, Marini,  Camusso, io vi odio. E trovo insopportabile  che dopo aver attivamente sostenuto l’elezione di Bersani alla segreteria e la conseguente mazzata elettorale ora diciate che “bisogna votare Cuperlo per ricostruire il partito”.

Il voto contro, quindi. E qui, tra me e Fabio si sta facendo largo anche un’altra idea: quella di fare la civatata. Che bello se entrambi, Renzi e Civati, asfaltassero Gianni Cuperlo e tutti coloro che gli fanno cerchio tutt’attorno. Un voto incosciente, quello per una persona che in fondo in fondo non vorrei come segretario. Un’azzardo, certo; un piacere sottile, una tentazione. Un’idea malefica e geniale. Se mi vedeste adesso, la mia espressione sarebbe più o meno questa.

 

Advertisements