Daje ‘n’altra chance

by Lorenzo Piccoli


Girava questa barzelletta, qualche anno fa.

Un giorno tutti i giocatori della Roma si riuniscono nello spogliatoio con il mister per un’interrogazione di matematica. Il mister sceglie Cassano e gli chiede: “Quanto fa 5+7?”. E Cassano risponde: “13!”. E tutti i compagni gridano: “Daje ‘n’altra chance! Daje ‘n’altra chance! Daje ‘n’altra chance!”.

E il mister gli da un’altra chance; gli chiede: “Quanto fa 4+4?”. E Cassano risponde: “7!” E tutti: “Daje ‘n’altra chance! Daje ‘n’altra chance! Daje ‘n’altra chance!”.

E il mister gli da un’altra chance; gli chiede: “Quanto fa 3+2?” E Cassano risponde “5!”. E Totti in mezzo al gruppo si alza e grida: “Daje ‘n’altra chance!…”

Ora, molti colleghi stranieri mi chiedono cosa ne penso di Matteo Renzi. Non lo so: non ho ancora piantato la mia bandierina e devo elaborare un’idea precisa al riguardo. So che i miei amici a Firenze dicono che sia un sindaco fuori dal comune. Letteralmente.

Io penso, tuttavia, che a livello nazionale Renzi debba essere messo nelle condizioni di poter passare dalle parole ai fatti. Vorrei che gli fosse data un’altra chance. Vorrei, in altre parole, che fosse messo davvero nelle condizioni di fare le politiche e non più di fare solo politica. Solo così, con un partito che non disperde una parte considerevole delle proprie energie nel tentare di sparargli alle spalle, potremo capire se quest’abile politico vale qualcosa al di la’ dei proclami. Forse poi ci pentiremo tutti di averci creduto. Ma sarebbe davvero un errore, oltre che un peccato, non dargli neppure questa chance.

Nota: avevo scritto questo post nel settembre 2013. Poi non lo ho mai pubblicato, non so bene perché. Oggi Matteo Renzi ha vinto le primarie del Partito Democratico con oltre il 70% dei voti. Bene. Penso che dovremmo dare merito a Guglielo Epifani, che a marzo ha preso un partito dilaniato e lo ha condotto serenamente a queste primarie.

Advertisements