Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Voto Partito Democratico

Come ogni elezione precedente anche questa volta pubblico sul blog la mia intenzione di voto.

All’elezione del Parlamento Europeo di domenica 25 maggio voterò Partito Democratico e lo farò con convinzione perche condivido il modo in cui finalmente questo partito ha lavorato in maniera coesa, impostando un discorso sull’Europa che apprezzo. Sono contento del modo in cui il partito ha avanzato proposte serie in fatto di immigrazione e cittadinanza. Pur sapendone relativamente poco, mi pare di capire che il PD sia inoltre l’unico schieramento ad avere avanzato proposte realistiche in tema di politiche fiscali e monetarie.

In materia di alleanze, non mi dispiacerebbe poter contribuire a rafforzare le fila del gruppo dei Verdi nel Parlamento Europeo, ma il PD ha deciso di aderire al gruppo dei Socialisti Europei. Si tratta comunque di un passo in avanti importante e cui parte del merito va attribuita all’attuale segretario, che ha compattato il partito precedentemente diviso Socialisti Europei e Alleanza dei Democratici e Liberali. Con il mio voto per il PD, sono contento di dare una preferenza per Martin Schulz come candidato del gruppo socialista alla guida della Commissione europea. Dopo alcune riflessioni, mi pare sia il candidato più solido tra i cinque in corsa.

E se votassi M5S?

In questo post provo a eliminare la componente emotiva e chiedermi: per quali ragioni potrei voler votare il partito di Grillo e Casaleggio?

Proposte per l’Europa. Nel programma Sette Punti per l’Europa il M5S non ha, di fatto, nessuna proposta siccome quasi tutti i punti riguardano l’abolizione di accordi vigenti piuttosto che l’introduzione di nuove politiche. Le uniche proposte concrete riguardano la convocazione di un referendum per la permanenza nell’euro e l’adozione degli eurobond, due punti chiaramente incompatibili dal momento che sarebbe impossibile adottare gli eurobond in caso di uscita dall’euro. Mi pare inoltre poco corretto nei confronti degli elettori non indicare in anticipo a quale gruppo parlamentare il M5S intende fare parte una volta entrato nel Parlamento Europeo, un’usanza fatta propria da tutti gli altri partiti europei in nome della chiarezza con i propri elettori.

Narrativa politica. Ritengo la narrativa un aspetto molto importante nel contesto politico e per questo apprezzo i leader che riescono a costruire un discorso collettivo attorno a una serie di obiettivi ed ideali – vedere la campagna di Barack Obama del 2008 e prima di lui, prima che io nascessi, Enrico Berlinguer, Willy Brandt, William Gladstone. Di converso,il M5S ha spostato acriticamente l’attenzione dalle strutture agli individui, come se i fallimenti del sistema dipendessero esclusivamente dalla somma delle incapacità individuali. Questo significa che una visione di come riformare le strutture risulta completamente inesistente nella narrativa del partito. Peggio ancora, il M5S costruisce la sua esistenza su toni triviali basati esclusivamente sulla denigrazione dell’avversario politico. A questo riguardo, trovo particolarmente pericoloso l’utilizzo di internet come strumento di minaccia, come avvenuto recentemente con  la pubblicazione online di profili personali di politici e giornalisti che finisce spesso e volentieri in un linciaggio virtuale con toni sessisti. Questi atteggiamenti mi disturbano profondamente.

Visione delle istituzioni. Mi pare ormai evidente che l’organizzazione del M5S sia quella dei vecchi partiti : basti vedere il Codice di Comportamento per gli eletti alle Europee, in cui si stabilisce che “Laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle verrá fatto su proposta di Beppe Grillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S” e che “Ogni deputato si impegna a prescegliere e designare due dei predetti assistenti di propria competenza fra i soggetti indicati come componenti del “gruppo di comunicazione M5S” da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio”. A questa visione distorta della democrazia interna si somma un totale analfabetismo istituzionale: come potrebbe una vittoria alle elezioni per il Parlamento Europeo legarsi alla sfiducia dell’esecutivo nazionale e del Presidente della Repubblica, come invocato più volte dal M5S? La re-interpretazione delle regole del gioco a proprio uso e consumo  è probabilmente la componente più nefasta di questo M5S. Gli osservatori attenti non avranno difficoltà a riconoscere in questo un’eredita del berlusconismo. Dal precedente ventennio il M5S ha anche fatto propria la visione della democrazia come un populismo prebiscitario, per cui le scelte sono fatte dal capo politico e il popolo ha il solo compito di ratificarle. Uno dei grandi drammi degli ultimi decenni in Italia è stato l’evidente impoverimento intellettuale del modo di vivere e rispettare le istituzioni: il M5S vive e riproduce questa crassa ignoranza che danneggia profondamente il nostro modo di vivere assieme all’interno di una comunità politica.

In conclusione. Non riesco a vedere ragioni per votare M5S. Questo partito mi sembra schizofrenico, inconcludente, triviale e irrispettoso delle più fondamentali regole della democrazia costituzionale. Magari mi sbaglio. Sarei davvero felice di incontrare sostenitori del M5S che mi dessero una ragione per votare questo partito diversa dal solito refrain “Mandiamoli tutti a casa“. Non ne ho ancora trovato nessuno.