Pacta sunt servanda

by Lorenzo Piccoli


Da tanti anni guardo tra il preoccupato e il divertito alla sinistra italiana, quella a sinistra dei Democratici di Sinistra e del Partito Democratico per capirci, quella che va da Bertinotti ai piccoli gruppi locali. Old Tom dice giustamente che la sinistra radicale non é una forza politica, ma un genere letterario. Oltre che un circo.

Non me ne vorranno i miei amici: molti di loro sono impegnati in prima persona e credono profondamente nella causa. Ma a me pare che negli ultimi anni coloro che rappresentano questa sinistra nelle istituzioni siano persone completamente fuori dal mondo. Ferrero, Diliberto, Ingroia: intellettuali mediocri barricati nella loro torre d’avorio chic costruita duecento anni fa e sbiancata nel Sessantotto.

Questa volta cosa é successo? Ridotta alla completa irrilevanza politica, per una volta che la sinistra ottiene un risultato dignitoso lo manda subito in farsa. Non ho votato L’Altra Europea per Tsipras; tuttavia, se fossi un elettore chiederei a Barbara Spinelli ‘Ma che cazzo fai?‘. Non ci resta che fare un sorriso, perché le miserie della politica italiana bisogna prenderle con ironia. Ma in fondo é un peccato, perché sarebbe bello avere una sinistra coerente e capace di dire la sua al posto di questo branco di cialtroni.

 

 

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