Sciare/Abetone mon amour?

by Lorenzo Piccoli


La settimana scorsa, dopo che siamo andati a sciare assieme, il perfido Giallu ha diffuso una foto in cui appaio con espressione glaciale e una mano malamente sanguinante. Old Tom mi ha scritto apposta per dirmi che nei western quando un personaggio assume quell’espressione poi di solito si piega in avanti e appare in bella vista una freccia conficcata al centro della sua schiena. Tanti altri mi hanno chiesto se fosse tutto a posto. Vorrei approfittare di questo spazio per spiegare alle folle cosa è successo.

Il fattaccio accadde approssimativamente verso le 2 di pomeriggio, quando Giallu decise di avventurarsi su un declivio non battuto. Lo seguii, anche se a posteriori vorrei mettere per iscritto che avrei probabilmente preferito il placido e rassicurante tracciato della pista. La discesa, ad ogni modo, non fu memorabile: la neve si presentava infida e la presenza di pietre contribuiva a renderci prudenti. Arrivammo quindi in un punto dal quale era possibile rientrare in pista. Decisi che valeva la pena lanciarmi a folle velocità: il piano, semplicissimo ma evidentemente mal congeniato, consisteva nel rientrare da un passaggio perpendicolare, produrmi in una spettacolare sterzata e ripartire davanti stupore degli umanoidi che scendevano in quel momento per la pista battuta. Non avevo calcolato, o meglio, non m’ero accorto dell’esistenza di circa un metro di dislivello tra il declivio fuori-pista da cui sarei arrivato e la pista stessa. Me ne avvidi solo sul momento, ovvero quando mi trovai sospeso in aria a una velocità che non saprei quantificare precisamente, ma che non esiterei a definire considerevole.

Quel che successe dopo non é facile da descrivere. Penso di aver flesso le gambe, stabilendo quindi un contatto tra il mio deretano e la neve. A quel punto ho provando a risollevarmi spingendo con la mano al suolo, ma con scarsi risultati. Normalmente questa piroetta non avrebbe lasciato conseguenze, ma nella fattispecie non indossavo guanti da sci – già, come mai? Questo interrogativo ne aprirebbe tanti altri, quindi preferisco sorvolare. Gli increduli sciatori che discendevano per la pista in quel momento si videro quindi tagliare la pista da lato a lato da una specie di pazzo accucciato al suolo eppure velocissimo e accompagnato da un gemito sordo (“oooohhhhfuuuuck“) e una scia di sangue a segnare la traiettoria. Tutto effettivamente molto scenico.

A documentare il resto della giornata ci sono due video e tante foto. Il video fatto da mano tremante ma non ancora insanguinata é mio. L’altro, più professionale, é di Gianluca e ritrae me ed Ada.

Advertisements