22 marzo

by Lorenzo Piccoli


In un momento tragico come questo è opportuno ricordare che le atrocità contro la popolazione civile belga hanno segnato alcuni dei momenti più drammatici, ma anche più nobili, della storia europea.

Quando, nell’agosto 1914, la Germania invase il Belgio neutrale, macchiandosi di massacri, molti pacifisti di altri Paesi sentirono il dovere morale di schierarsi e partire volontari. Fra questi, in Inghilterra, il laburista Clement Attlee, allora docente a LSE, che pure aveva più di trent’anni e dunque non rispettava i requisiti di arruolamento. Al celibe Attlee, tuttavia, ripugnava l’idea che uomini con moglie e figli fossero costretti a sacrificarsi al suo posto – e su questo si scontrò duramente col fratello Tom, obiettore di coscienza –. Durante il conflitto, Attlee diede prova di eroismo, venendo ferito due volte e guadagnandosi i gradi di Maggiore. Tornato in patria, decise di dedicarsi alla politica attiva, arrivando – nel 1945 – a divenire Primo Ministro, uno dei più amati e rispettati nella storia del Regno Unito.

A nessuno di noi sarà richiesto, spero, di compiere le stesse azioni di Attlee per difendere democrazia e libertà in Europa. Il suo coraggio, la sua ‘decency’ e il suo istintivo senso di giustizia potrebbero, però, essere una preziosa fonte d’ispirazione.

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Old Tom

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