Brexit: a new beginning?

by Lorenzo Piccoli


Non ho parole, quindi mi limito a condividere commenti intelligenti.

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Jean-Thomas. How did Churchill say again? If you cannot stand the heat, get out of the kitchen.

Marie. And here is what happens when mainstream parties structure their political project on populist narratives. Congratulations to the Tories for creating a monster they can no longer control.

Old Tom. Ti dico la verità: dipende. Dipende da che piega prende la cosa. E’ chiaro che se passa la linea Farage è la fine. O la linea May, che è molto più insidiosa. E’ abbastanza chiaro che i Brexiter hanno almeno due visioni incompatibili. Da un lato c’è un nazionalismo little englander tendenzialmente protezionista e populista, molto anti-establishment e anti-londinese. Dall’altro c’è l’idea di trasformare UK in una specie di Singapore. O una super-Svizzera. Queste visioni NON sono conciliabili e fanno riferimento a costituency del tutto diverse. Per come la vedo io Farage è da un lato dello spettro, Johnson dall’altro. Osborne ora si ricollocherà con Johnson.

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Cristiano. Sinceramente sono contento che il Regno Unito sia uscito dalla UE. In primo luogo perche’ non e’ possibile che esista un paese che vuole stare dentro la UE e allo stesso tempo continua a pretendere concessioni. E in secondo luogo perche’ finalmente sara’ possibile vedere le conseguenze dell’uscita di un paese dal sistema comunitario: se affonda, smetteremo di ascoltare lo stronzo di turno che ci spiega come si stava meglio quando si viveva con una moneta che non valeva nulla; se rinasce, allora sara’ la dimostrazione che la comunita’ europea e’ ormai un grande sistema burocratico che deve essere riformato.

 

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