Difetti

by Lorenzo Piccoli


Secondino Tranquilli nasce il primo maggio del 1900 a Pescina, un piccolo borgo dell’Italia centrale. Comincia ad interessarsi di politica fin da giovane e nel 1921 è tra i fondatori del Partito comunista italiano. La sua attività lo porta a viaggiare molto, soprattutto in Russia, ma anche in Francia e in Spagna. E’ in questo periodo che Tranquilli comincia a usare lo pseudonimo di Silone, al quale aggiungerà in seguito il nome di Ignazio.

Alla fine degli anni Venti, in pieno fascismo, il centro estero del partito comunista italiano si trasferisce in Svizzera e Silone sceglie l’esilio: prima a Lugano e successivamente nella più sicura Basilea. In questo periodo, Silone è affetto da gravi disturbi respiratori ed inizia a scrivere un libro. Dirà più tardi: « credevo di non aver più molto da vivere e allora mi misi a scrivere un racconto … Mi fabbricai da me un villaggio, col materiale degli amari ricordi e dell’immaginazione, e io stesso cominciai a viverci dentro. Ne risultò un racconto abbastanza semplice, anzi con delle pagine francamente rozze, ma per l’intensa nostalgia e amore che l’animava, commosse lettori di vari paesi in misura per me inattesa ».

Fontamara, pubblicato nel 1933 varrà a Silone il plauso di Alberto Camus (« Se la parola poesia ha un senso, è qua che la ritrovi, in questo spaccato di un’Italia eterna e rustica, in queste descrizioni di cipressi e di cieli senza eguali e nei gesti secolari di questi contadini italiani ») e dieci candidature al premio Nobel per la letteratura che, tuttavia, non vincerà mai. (Lo vinse, invece, lo stesso Camus nel 1957).

Nel dicembre del 1930 Silone viene fermato dagli ufficiali elvetici. Ricorderà poi che « dopo lunghe difficoltà, la Polizia degli stranieri svizzera mi riconobbe il diritto d’asilo a condizione che mi astenessi rigorosamente da ogni attività politica e anche da ogni collaborazione giornalistica avente carattere politico ». Silone si trasferisce allora a Zurigo, dove incontra numerosi esuli e intellettuali europei: Bertolt Brecht, Thomas Mann, Robert Musil.

Dopo tredici anni di vita a Zurigo, il 14 dicembre del 1942 Silone viene arrestato con l’accusa di svolgere attività comuniste e anarchiche ai danni dello stato elvetico. Il governo svizzero lo condanna all’espulsione. La pena è poi commutata in internamento, prima a Davos e in seguito a Baden. Poco prima del suo ritorno in Italia, avvenuto nel 1944, ricordando gli 11 anni trascorsi in Svizzera Silone ammise che Zurigo era diventata per lui una seconda patria: « Qui conto molti buoni amici e là dove sono gli amici, è la vera patria ». Dopo la liberazione scrisse: « Dovrò vivere a Roma, ma, ne sono certo, vi vivrò come un triste profugo zurighese. Quello che più mi piace degli svizzeri, a dire la verità, sono i loro difetti. Che il buon Dio glieli conservi! »