Una storia molto svizzera

by Lorenzo Piccoli


Si dice che Friedrich Dürrenmatt non amasse particolarmente i cani. Egli, tuttavia, ne possedette almeno cinque nel corso della sua vita. Questi animali era fonte di ispirazione per lo scrittore svizzero: nei suoi racconti essi rappresentano la spiritualità e -talvolta- sono portatori di messaggi di morte.

Alcuni studiosi hanno scritto degli articoli accademici, analizzando la complessa relazione tra lo scrittore e questi animali. In questo blog tuttavia vogliamo interessarci dei cani posseduti da Dürrenmatt e da uno in particolare, protagonista di una vicina che ai miei occhi appare assai svizzera, nel bene e nel male.

Tutto quel che sappiamo di questo cane è che si trattava di cocker inglese regalato a Dürrenmatt da un vecchio colonnello bernese poco dopo il trasloco dello scrittore a Neuchâtel. Questo cane fu colpevole del rapido deterioramento del rapporto tra Dürrenmatt e la sua Vicina. Pare che all’epoca di finalizzare l’acquisto della magione, ella avesse chiesto – con uno sguardo scettico seppur pieno di formale benevolenza – se egli possedesse animali domestici. La persona che si era precedentemente interessata all’acquisto della casa aveva intenzione di trasformarla in un canile: la Vicina era riuscita a proibire la vendita, dal momento che odiava i cani, e aveva intenzione di fare lo stesso con il famoso scrittore nell’eventualità di cui egli si fosse rivelato possessore canino. Rassicurata dal fatto che Dürrenmatt arrivasse accompagnato dalla sola moglie, la Vicina aveva approvato la vendita della casa. Un voisinage vaguement aimable s’institua entre nous, à la mesure, bien entendu, de la froideur neuchâteloise, scrive allora Dürrenmatt.

Poi arriva in scena il cocker inglese; ed effettivamente fa molto rumore. La Vicina intraprende una personale guerra. Lo scontro si svolge, tipicamente, per mezzo di lettere raccomandate accompagnate da una buona bottiglia. In queste lettera la Vicina tenta di persuadere lo scrittore ad affidare la bestia a un vero amante dei cani, certo non come lui, che tuttavia iniziava a nutrire una vera affezione per questi animali come risultato di questo bombardamento epistolare.

Lo scrittore raccontava agli amici di aver risposto alle lettere ringraziando la Vicina per le segnalazioni e dicendo che avrebbe parlato della questione al cane, pregandolo di considerare attentamente il problema. In realtà Dürrenmatt non rispose mai a queste lettere; la Vicina gli tolse il definitivamente il saluto e gli fece causa, ma non fece in tempo a vincerla perché il cane le giocò un ultimo tiro e morì di vecchiaia prima che il Consiglio Municipale giungesse ad una decisione.