Pale di San Martino

by Lorenzo Piccoli


Partenza da Neuchatel alle ore 14:30 di sabato 28 settembre. Arrivo a Trento alle 20:03. Ricongiungimento con Giallu alle ore 22:30. Riposo. Colazione a Trento alle ore 7.30. Ore 10.00 arrivo a San Martino. Seconda colazione a San Martino per evitare possibili crisi di fame. Funivia per il Rifugio Rosetta. Tosella a metà strada per ovviare al languorino di tarda mattinata. Inizio camminata alle 12:00, con un ritardo di circa tre ore sulla tabella di marcia.

Dal rifugio (2.581 m) prendiamo il sentiero 709 per la trista cima Fradusta (2.939 m) completamente avvolta nella nebbia. Da lì, calata al Rifugio Pradidali (2.278 m) con moto volvente rilassato. Arrivo alle ore 16:00 e salto in branda nel bivacco storico. (Quello nuovo, tutto in legno e vetri, è sigillato ermeticamente). Cena con Costantino e Sandra. Loro sono lì per festeggiare il compleanno di Costantino, a cui piacciono il karate, il tiro sportivo con la pistola, i bonsai e gli infortuni sportivi. A letto dopo esser stati raggiunti da due alpinisti tedeschi poco in vena di socialità.

Il giorno successivo alba spettacolare con sole riflesso sulle pareti circostanti. Partenza senza fretta e con qualche difficoltà nell’indossare l’imbrago. Via ferrata del Porton (un’ora e mezza con scaletta iniziale da brivido) e poi via ferrata Nico Gusella (un’ora e mezza, principalmente a scendere) con passaggio dalla misteriosa Forcella Stephen (2.650 m). Lunga marcia con graduale discesa ed impietosa risalita verso il Rifugio Rosetta, anticipata da un fugace quanto imprevisto ritorno al Pradidali per recuperare la torcia dimenticata in branda. Allungo finale verso Cima della Rosetta (2.743 m) e discesa a San Martino senza funivia, faccia alla bella valle. Ultimo tratto al trotto, approfittando delle piste da sci non ancora innevate: francamente sconsigliabile e possibilmente da non ripetere.