Architetture

by Lorenzo Piccoli


Bell’articolo questo, anche se non dà le chiavi di lettura per decodificare il codice architettonico specifico, avvalorando in tal modo l’orribile criterio attuale dell’ilike versus dontlike. Direi però che molte delle opere sono sovradimensionate, non a misura d’uomo e che spesso non interpretano correttamente il Genius Loci. Sono ovviamente straordinarie, ma spesso autoreferenziali: oggetti di design molto costosi. Herzog & de Meuron, due grandi figure dell’Architettura contemporanea, nella sola Elbphilharmonie di Amburgo hanno speso l’equivalente del costo di progetto (a concorso internazionale) e realizzazione di 40 scuole superiori per 600 studenti! E’ cioè più importante una grande realizzazione, tipo MuSe di Renzo Piano per intenderci, molto costosa nella realizzazione e poi soprattutto nella gestione, che serve ad attirare turismo dall’esterno e magari riscattare un luogo un po’ anonimo o una qualità architettonica alta e diffusa perseguita, come in Südtirol attraverso una stagione di concorsi di progettazione (non di idee, ma di progetto e realizzazione) di opere pubbliche di medio, basso costo (4 – 20 milioni)? Certo, all’estero si costruisce ancora, in Italia ormai è tutto fermo da tempo: negli anni ’60 venivano da noi da tutto il mondo per imparare a fare l’Architetta/o, ora non più. Grazie di avermi dato il modo di riflettere seriamente sulla cosa.

Carlo

PS: Ho letto di recente da parte di un accorto architetto e urbanista italiano che da troppo tempo che non si parla più di Social Housing in Italia; lo estenderei al mondo.