Hibernation premium

by Lorenzo Piccoli


Facebook ha registrato quasi 18 miliardi di ricavi (+18% annuale) nel primo trimestre del 2020 e un aumento sino a quasi 3 miliardi di utenti attivi sulle sue piattaforme, che comprendono anche WhatsApp e Instagram (Business Insider). Anche Microsoft ha comunicato che la pandemia ha avuto un impatto “minimo” sugli affari: le vendite nel primo trimestre sono cresciute del 15%, portando i ricavi a 35 miliardi di dollari (Cnbc). Spotify ha visto crescere i propri utenti attivi nel mondo a 286 milioni (+31%) (The Verge). Netflix, a sua volta, ha registrato un aumento di circa 18 milioni (Cnbc). Non ho i dati di Zoom, ma anche questa compagna ha registrato incassi enormi a inizio 2020.

E’ l’hibernation premium: compagnie che spostano la nostra vita su internet hanno guadagnato moltissimo da questo periodo di ibernazione. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che si tratti di un cambiamento repentino: una parte importante della nostra vita era già mediata dagli schermi prima della pandemia. Quel che è successo questa primavera non ha fatto altro che accelerare un processo già in corso.