Pisciotta e dintorni

by Lorenzo Piccoli


Dopo la mia tradizionale tonsillite estiva, riparto per la Campania. Nicco ha trovato all’ultimo minuto un’offerta vantaggiosa per una casa a Marina di Pisciotta nel cilento campano: è destino ch’io passi una buona parte di questa estate in compagnia del buon cibo mediterraneo e della faccia del governatore De Luca.

A Firenze ci accomodiamo sulla Swift di Giallu: quella stessa Swift che tre anni fa abbandonammo all’altezza di Pistoia per una foratura. Il mio unico capriccio fiorentino: una schiacciata con pecorino e finocchiona.

Arriviamo veloci a Battipaglia, la patria della mozzarella. Da lì, entriamo nel parco del Cilento. Belle sensazioni, guidare qui. All’imbrunire siamo a Marina di Pisciotta.

Ci mettiamo alcuni giorni a scoprire come sia chiama la padrona della casa dove stiamo: lo facciamo tramite un personaggio bizzarro che vuole venderci il terreno circostante e che ci racconta una storia sordida alla David Lynch nella quale compaiono una suora, un monsignore, tante canne di bambù e un bracciante immigrato. Ad ogni modo, la terrazza della casa, è talmente comoda che praticamente non ci muoviamo da lì per quattro giorni.

Dopo qualche giorno ci raggiunge Fabio, che ha instillato in noi l’amore per queste terre in tempi non sospetti.

Marina di Pisciotta è il tipo di paese in cui si potrebbe facilmente passare un mese a scrivere un libro. Si mangia bene, la vista è conciliante, non ci sono grandi distrazioni, ma potete fare lunghe nuotate. Se siete bravi, potreste anche contrattare un’uscita in barca con i pescatori del posto. Noi non ci siamo riusciti.

Qualche chilometro più in alto c’è Pisciotta, un accozzamento di case forse poco pratico ma romantico.

A chi viene da queste parti raccomando una visita (breve) a Velia sulle tracce di Zenone e Parmenide. A me è piaciuto anche visitare placidamente Camerota, abbarbicata in altura, con case decrepite e un silenzio surreale. Ci siamo goduti anche un pomeriggio ad Acciaroli, dove ho ritrovato Roberto. Per arrivarci abbiamo fatto la strada della morte: i cartelli dicono che è chiusa per frana, ma il buon senso locale la vuole perfettamente percorribile, a patto di moderare la velocità.

Ripartiamo per destinazioni diverse: Fabio tramite Roma torna a Colonia, Nicco ed io transitiamo per Firenze, lui poi va a Londra, io a Neuchâtel, e Giallu se va verso Trapani. Siamo ancora molto mobili ma, ahinoi, certo meno sportivi di quando ci siamo conosciuti.