Il patriarcato

by Lorenzo Piccoli


Prima o poi mi piacerebbe avere una prole. A un certo punto, mi toccherà spiegare loro che, dalla nascita della Repubblica nel 1948 a oggi, tutti e sessantasette i primi ministri della Repubblica Italiana sono di sesso maschile.

Poi aggiungerò che anche i direttori di banca, i registi, i dirigenti d’azienda, i rettori universitari, i magistrati, i direttori dei giornali: praticamente tutti uomini.1 Perfino i sacerdoti, pensate un pò, haha- e poi trasformerò quella che voleva essere una risata in un finto colpo di tosse. Comunque è questo il patriarcato, lo so che sembra un parolone, ma la definizione semplice-semplice è quella di è un sistema sociale in cui gli uomini detengono principalmente il potere e predominano in ruoli di leadership politica, autorità morale, privilegio sociale e controllo della proprietà privata. L’Italia in cui sono cresciuto.

Forse loro, i miei interlocutori immaginari, mi chiederanno come ci stavo io, in una società che ha di fatto istituzionalizzato la subalternità delle donne. Spiegherò tronfio che scrivevo post indignati sul mio blog. Poi mi schermirò dicendo che ho passato tanti anni all’estero. Per carità, aggiungerò con simulata indifferenza, non che in Belgio, Canada, Francia e Svizzera non ci fosse un patriarcato. Però almeno il dibattito pubblico non era monopolizzato da uomini. Per essere concreti: roba come questa, in Svizzera, io non l’ho mai vista.

Forse dirò perfino che le persone che erano direttamente superiori a me sul lavoro erano donne, Jelena e Nicole. Non so se aggiungerò che i direttori erano però due uomini e che la maggior parte delle persone con cui ho pubblicato articoli sono uomini. Sarà probabilmente a questo punto che loro (la mia prole, ancora immaginaria) mi inchioderanno: ma come fai a parlare tu, se tutte le liste di libri che hai fatto negli anni sono dominate da scrittori uomini?

Sotto-sotto lo ho sempre saputo che tenere questo blog si sarebbe rivelata una pessima idea.


1 Stando ai numeri di quest’articolo, nell’Italia del 2020, su 76 rettori universitari e 6 rettrici; 20 membri maschi del consiglio superiore della magistratura e 4 donne; e sono sempre 4 le donne al comando di una redazione su un totale di 65 testate giornalistiche.