Sacré-Cœur

by Lorenzo Piccoli


Con circa 10 milioni di visitatori all’anno (prima dell’inizio della pandemia), la Basilica del Sacro Cuore di Montmartre a Parigi è il secondo monumento storico più visitato in Francia dopo Notre-Dame de Paris. Tanto per capirci, l’afflusso di persone che salgono in cima a butte Montmartre, dove si trova la Basilica, è superiore a quello di persone che si recano al Louvre e alla Tour Eiffel.

Fino a poco tempo fa ignoravo che questa basilica è particolarmente divisiva nel dibattito francese. La struttura che vediamo oggi fu eretta dopo la Comune di Parigi del 1871: secondo un decreto dell’Assemblée nationale del 24 luglio 1873, la costruzione dell’edificio serviva a “espiare i crimini della comune .. e affermare l’ordine morale”.

Non a caso, il diciottesimo arrondissement è uno dei quartieri più popolari di Parigi e anche il luogo in cui il 18 marzo 1871 il popolo parigino si era sollevato. Il 24 maggio 1873, François Pie, vescovo di Poitiers, avanzò il desiderio di rinnovamento spirituale della Terza Repubblica, espresso attraverso il “Governo di Ordine Morale” che collegava le istituzioni cattoliche a quelle laiche, in “un progetto di rinnovamento religioso e nazionale, le cui caratteristiche principali erano la restaurazione della monarchia e la difesa di Roma all’interno di un quadro culturale di pietà ufficiale”, di cui la basilica del Sacro Cuore avrebbe dovuto essere il principale monumento. Vista da questa prospettiva, l’imponente struttura che domina sul diciottessimo arrondissement assume un significato vagamente minaccioso.

Grazie ad Aurélie, ho scoperto che tre anni fa un parigino propose, nel quadro di un bando partecipativo della città di Parigi, di radere al suolo la basilica. Fu il progetto più “likato” di sempre. La sindaca Anne Hidalgo non diede però seguito alla proposta.