La prima cosa

Arrivati a Firenze, quello che subito salta all’occhio è il bianco dei capelli. Siamo circondati da persone anziane. Sarà forse il contrasto con Parigi, dove la popolazione è mediamente molto giovane, tra hipster in bicicletta e famiglie con le borse sotto gli occhi. E sarà anche perché adesso a Firenze non ci sono turisti, che almeno di poco l’età media l’abbassavano. (Un inciso per chi leggerà questo post tra qualche anno e non ricorderà il contesto: siamo ancora nel mezzo di una pandemia mondiale e il governo italiano ha chiuso tutti i negozi. La gente passa gran parte del tempo a casa, il turismo non esiste più e alcune città ne escono completamente trasformate. Le vie del centro sono vuote, silenziose, ed è un privilegio poterle vivere così).

Sia come sia, l’anzianità della popolazione è impressionante. E non si tratta solo di un’impressione: l’Italia è il paese con l’età media più alta d’Europa; in Italia, la Toscana è la terza regione per anzianità (47.3).

Le altre cose che notiamo sono i suoni (tazzine di caffé, autobus scalcagnati, panni sbattuti, pigolio di usignoli, pettirossi, cuculi e cardellini), i vestiti di quei pochi giovani che girano per le strade (vistosi, esagerati, elaborati) e dei tanti anziani (eleganti, ragionati, formali), il giallo delle case e il blu del cielo.