Scritto così, di getto

by Lorenzo Piccoli


Siamo arrivati a Firenze e ci hanno accolto gli amici. Quelli di un tempo e quelli nuovi. Ci siamo seduti in terrazza a mangiare cime di rapa, pecorino e finocchiona. Abbiamo scherzato sul camionista Mario e ci siamo subito trovati con Marco, Ludo, Giallu, con Maurizio l’ortolano e con Matte e Ludi. Le cene sul balcone sono poi diventate cene nel giardino di Marco con Oliver il gatto. Ad aprile e maggio di quest’anno il nostro baricentro è via San Gallo, i suoi abitanti e i suoi commerci.

Ma per me c’è stato anche il su e giù per Villa Malafrasca, il caffé Marino a San Domenico dove il primo giorno di lavoro sono arrivato di gran carriera perché avevo bisogno assoluto di andare in bagno, il bar Le Fontanelle, Piatti e Fagotti e le schiacciate nel prato degli ulivi. E un altro Maurizio, quello della Cooperativa Verde, che fa le consegne di vegetali all’Istituto.

Le strade del centro sono ancora buie e anguste, ma qui e là fanno capolino fiori coloratissimi.

Giallu mi ha subito rimesso in sella e continuo a stupirmi della vastità infinita della campagna a due passi dal centro. Grazie ad Andrew mi sono aggregato a un gruppo ciclistico e con loro sto macinando chilometri nel fine settimana.

Perfino Minda è risorta dopo due anni di abbandono alle soglie della provincia. Nessuno l’ha voluta rubare e allora me la riprendo io.