Ecco come si sviluppa una dipendenza

Premessa: quella per le biciclette non è una dipendenza del tutto nuova. Già da bambino c’erano periodi in cui andavo in bici ogni giorno e passavo lunghe giornate di sole incollato davanti alla televisione a guardare Giro d’Italia e al Tour de France. La colpa è principalmente di mio padre, che a sua volta ha sofferto di questa patologia per lunghi tratti della sua vita e come lui pure diversi zii. Come altre dipendenze è dunque una questione ereditaria. In questo caso poi si è trattato di una ricaduta, perché tra il 2009 e il 2015 non sono quasi mai andato in bici e non ho perso tempo guardando le corse professionistiche in televisione.

Settembre 2015: ho portato una delle miei due bici da corsa Bianchi a Firenze in treno. Quest’anno avrò fatto sì e no tre uscite, inclusa quella follia di mezza estate con Giallu e Niccolò. Spero di poter pedalare un po’ con loro questo autunno.

Ottobre 2015: non ricordavo che fosse così divertente andare in bici. Ho fatto le prime uscite con Giallu, tra Fiesole e Pontassieve. Pedalare in Toscana è diverso dal Trentino, come immaginavo. Le salite sono più brevi e ombrose, le strade strette, le campagne bellissime.

Dicembre 2015: fa freddo, ma continuo a pedalare. I paesaggi sono splendidi, soprattutto al tramonto. Sto scoprendo una geografia toscana che non conoscevo. Mi sento arricchito, in un certo senso. Ho smesso di bere alcool e di uscire la sera.

Gennaio 2016: ho deciso di iscrivermi a una Gran Fondo. E’ nel retro dei miei pensieri da diversi anni. Penso sia giunto il momento di mettermi in gioco.

Febbraio 2016: ho pedalato 1000km in un mese, quasi sempre da solo, all’alba, al freddo, e sotto la pioggia. Non è stato poi così orribile come sembrerebbe. Mi piace studiare le mappe, prepare un percorso, scoprire nuove vallate, rivedere gli stessi luoghi in momenti diversi della giornata, in condizioni completamente mutate. Apprezzo di più il caffè caldo, le docce, le lenzuola profumate. Sto più attento alla qualità del cibo che mangio. Continuo a non bere alcol.

Marzo 2016: ho finito la Gran Fondo in brillantezza. I miei amici pensano sia la fine di questa mia ossessione. Illusi. Questo è solo l’inizio.

Aprile 2016: sono stato tre settimane in Spagna e ora mi sono trasferito a Neuchatel. Sono fuori allenamento e senza bici. Maledizione. Però appena arrivato qui ho scoperto il Black Office. Questo posto è meraviglioso. Ho come la sensazione che ci passerò molto tempo.

Maggio 2016: ho comprato una bici da corsa usata alla Bourse du Velo di Neuchatel e poi, non pago, ho portato dall’Italia una delle due bici Bianchi – grazie al mio impagabile babbo e a zio Paolo. In un mese ho pedalato per 600km, esplorando in lungo e in largo il cantone di Neuchatel. Ho anche passato diverse serate facendo il volontario al Black Office e inizio finalmente a capire come si ripara una bici. Continuo a non bere e a non uscire la sera. Inoltre, vado al lavoro alle 8 di mattina in modo da poter smettere tra le 16.00 e le 18.00 per guardare la tappa del Giro d’Italia – ho fatto un abbonamento speciale su Eurosport a questo proposito. Oggi ho partecipato alla Critical Mass qui a Neuchatel: eravamo venti-venticinque e a un certo punto mi sono ritrovato a pedalare in una rotonda accanto a una madre con il bambino che urlavano ‘Woooohh! Le velo c’est cool!‘ scampanellando come i pazzi. Ecco: lì ho capito che questo mio rapporto con le biciclette mi sta portando un po’ oltre. Intanto però ho deciso di partecipare alla Gran Fondo di Fiesole, che sarà domenica 29 maggio, dopodomani. Domattina alle sei prendo il treno e torno a Firenze. Ci vediamo lì?

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