Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

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Tre piccioni

Non amo i piccioni, animali goffi e paurosi. Oggi però ne ho trovati tre capaci di ispirare simpatia. Facevano il bagno davanti alla fioreria che si trova in fondo alla strada dove abitiamo. Li guardavo mentre facevo la coda al panificio, un panificio sempre molto frequentato. Come gli altri avventori ero goffo, con la mascherina e gli occhiali appannati, mantenendo le distanze in maniera innaturale (un pò come in questo cartoon del New Yorker). Loro, i piccioni, erano a mollo nell’acqua che usciva abbondante da un tombino. Sembravano in spiaggia, contenti e perfettamente a loro agio.

Un Paese maschio

Fa abbastanza impressione notare come le “nove firme”, tutte maschili, di Repubblica parlano di un paese fatto di soli uomini.

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Viste da fuori queste cose sono inconcepibili. Mi domando come sia possibile che in Italia siano solo una minoranza, tra l’altro una minoranza di sole donne, a scandalizzarsi di fronte ad una narrativa così parziale della realtà.

Hibernation premium

Facebook ha registrato quasi 18 miliardi di ricavi (+18% annuale) nel primo trimestre del 2020 e un aumento sino a quasi 3 miliardi di utenti attivi sulle sue piattaforme, che comprendono anche WhatsApp e Instagram (Business Insider). Anche Microsoft ha comunicato che la pandemia ha avuto un impatto “minimo” sugli affari: le vendite nel primo trimestre sono cresciute del 15%, portando i ricavi a 35 miliardi di dollari (Cnbc). Spotify ha visto crescere i propri utenti attivi nel mondo a 286 milioni (+31%) (The Verge). Netflix, a sua volta, ha registrato un aumento di circa 18 milioni (Cnbc). Non ho i dati di Zoom, ma anche questa compagna ha registrato incassi enormi a inizio 2020.

E’ l’hibernation premium: compagnie che spostano la nostra vita su internet hanno guadagnato moltissimo da questo periodo di ibernazione. Sarebbe tuttavia sbagliato pensare che si tratti di un cambiamento repentino: una parte importante della nostra vita era già mediata dagli schermi prima della pandemia. Quel che è successo questa primavera non ha fatto altro che accelerare un processo già in corso.

Morire soli

Scrive Simone: “L’unica forma di provare dare chiavi di lettura socio-antropologiche al tempo che stiamo attraversando, almeno in questo qui e ora, è quella di partire dalle micro-storie che stanno sotto il velo dei numeri di contagi, decessi e guariti da cui siamo continuamente bombardati. Le storie di chi si è ammalato, di chi presta lavoro di cura in ospedale e fuori, di chi deve uscire di chi deve star chiuso in casa, di chi una casa non ce l’ha e di chi non ci vuole stare. Se guardiamo, ad esempio, all’emergenza sanitaria non è solo la mancanza di letti di terapia intensiva che può far capire la tragedia sociale che stiamo attraversando ma il fatto che un/a volontario/a, un/a infermiere/a e un/a medico debba ergersi, senza che sia suo compito, e senza essere stato addestrato/a a farlo, a giudice di vita o di morte. Se osserviamo i decessi, non è l’immenso numero di questi giorni che sovverte l’ordine sociale, giustificando le misure di restringimento delle libertà individuali, ma il fatto che alla morte sia negata la propria natura sociale di rito di passaggio. Spesso si muore soli, ma solo in circostanze a-normali si nega la celebrazione sociale del passaggio, rendendo incomprensibile e incommensurabile la perdita“.

E poi questo articolo.

Quarantena, appunti

Con Arianna.

Cuciniamo: tiramisu (idea di Pierluigi), ragù (idea di Luca e Marco), pasta al pesto, cosce di pollo (idea di Daniela), zuppa d’aglio e zuppa di lenticchie (idee austriache), tartare di salmone (idea di Marco P), polpette di melanzane, zuppa di ceci, risotto di zucchine, piselli con carciofi, polpette di spinaci, risotto al Saint-Émilion (omaggio all’ultimo capodanno), crespelle, zuppa di salmone (omaggio a Johannes).

Corriamo: brevi escursioni sulla collina che porta al Sacro Cuore salendo dal versante nord, quello meno conosciuto ma anche più bello. Passiamo dalla Square Joel le Trac, Maison Rose, Lapin Agile, la vigna di Montmartre, place du Tertre: sono luoghi incantanti, sempre, ma in primavera e con le strade sgombre ancora di più. Quando verrete a trovarci ve li faremo vedere.

Lavoriamo: quanto e forse più di prima, con gli occhi piantati sugli schermi.

Messaggiamo: io ho iniziato a usare Whatsapp assiduamente. Si scherza quanto possibile con tanti amici e parenti. Una quarantena senza internet sarebbe assai diversa. Ho anche sentito cari amici con cui ultimamente si erano persi un poco i contatti: Pierre-Alban e Roberto.

Leggiamo: Arianna divora Metà di un sole giallo di Chimamanda Ngozi Adichie e lo consiglia a tutti. Per me niente libri purtroppo: sono ossessionato dalla situazione attuale e le sue conseguenze in termini di salute, economia, finanza, mobilità, migrazioni. A tal riguardo consiglio due articoli comparsi su The JacobinThe Guardian. Vorrei anche segnalarvi un’espressione che ho appreso dai giornali in questi giorni: “nose-dive“, riferita all’andamento delle borse (e dei miei risparmi).

Smoothie: uno al giorno, ricordando Pietro.

Balliamo: rock and roll (più o meno).

Pensiamo: arrabbiati, a quando tutto questo già succedeva in Italia e la Francia guardava con condiscendenza. Qui si rivive lo stesso film, ma con circa dieci giorni di ritardo.

Idee per i prossimi giorni: ricominciare a giocare online con amici, disegnare, .

Swiss Saturdays

The morning farmers’ market: cheese (Gruyer salé, Vacherin, Brebis), bread (baguette aux olives, tresse tessinoise), vegetables (that changes depending on the season).

The New Yorker at l’Aubier in Winter, at L’Univers in Spring.

Lunch at Le Cardinal.

Fip radio, Thomoose’s Spotify playlists, or KEXP Live sessions.

Pipe and scotch.

My blog.

A bloc notes.

Update: here is the fair comment I received from an anonymous reader: ‘I had to laugh a bit about the random intellectual drops you mention (scotch, pipe, reading the New Yorker, writing in your bloc-notes while staring out of the window – I see you). Let me know when the Philip Roth transformation is complete‘.

 

Movie directors

I love making list: I suppose it is a coping strategy to keep my memory alive. Yesterday I made a list of the movies that I watched over the last twelve months or so. There is one feat that should strike you right away. I am not talking about my crabbed handwriting.

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All the movies I recently watched were directed by white men. Why is it? I tend to pick very mainstream movies. And a recent report by the University of Southern California shows that 96% (!) of the 1,200 highest-grossing films of the last decade were directed by men. So there are 46 female directors out of 1,200.

And they are mostly white. In fact, out of 1,200 Hollywood directors there are only 4 black women (0.33%). According to the latest US census, black women are 12% of the US population.

Impressioni

Mettere qua e là informazioni irrilevanti è un ottimo modo per risultare un brillante conversatore. Come diceva Guglielmo da Baskerville, se non puoi lasciare un’impronta, tanto vale lasciare un’impressione.

Alpine skiing, 2019

February 3: Chasseron with Yvan, Jean-Thomas. Horrible weather and station purri, first freestyle experience in the forest, okay food in a picturesque chalet

February 16 and17: Zinal with Pierlu, Maria, Laure, Fabian. Fantastic weather, good group keeping up the pace wonderfully

March 10: Verbier with Yvan, Jean-Thomas and Yvan’s friend. Fantastic weather, rail n’ ski at 7 in the morning, Mont Fort.

Marc 22: Verbier with Pierlu. Car at 7 in the morning, fantastic weather, excellent lunch, sunset over Lake Leman on the way back.

March 30: Portes de Soleil with Pierlu. Car at 6 in the morning, fantastic weather and organisation, eight hours with two small breaks.

April 15: Portes de Soleil, alone. Train to Lausanne, Aigle, Champery. Bad food on the French side.

Wines

Sontuosi

Hermitage La Chapelle Paul Jaboulet Aine: named after the chapel that was created by a wounded knight of the King who took permission to retire and meditate in 1400. Jaboulet owned the chapel since the end of the First World War. It is an icon of this part of the Rhone Valley and marks where the best vines are grown

Chianti Classico Castello di Brolio: original Chianti recipe (70% Sangiovese, 15% Canaiolo and 15% Malvasia bianca) from the barone di Ferro Bettino Ricasoli

Solaia Antinori: the Antinori family revolutionised the original recipe starting from 1978: 60% Cabernet Sauvignon, 20% Cabernet Franc, 20% Sangiovese

Eleganti

Nero d’Avola biologico Barone Montalto: served at a restaurant in Reykjavik with very low expectations (What wine do you have? An Italian wine. But What wine? A red wine. Ah, okay). Soft and nice.

Primitivo di Manduria Cantina Giordano. My favourite Neuchatel treat.

Semplici

Madiran Chateay Montus: one of the few wines from the Pyrenees, il paradosso della Guascogna, how can they eat so fat and live for so long?

Domaine Fond Croze Cotes du Rhone: casual discovery thanks to François

Lagrein Dunkel Cantina Bellaveder di Faedo: sapori di casa

Pop

Chardonnay De Marchi Isole e Olena

Chateau Musar: Lebanese wine that resisted during the war

Moulin-a-vent Georges Duboeuf: un buon beaujolais

Das Phantom K+K Kirnbauer: Austrian rarity