Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Category: liste

Refugees

Jesus and his family, Dante, Camille Pissarro, Karl Marx, Joseph Conrad, Sigmund Freud, Marc Chagall, Vladimir Nabokov, Vladimir Lenin, Claude Lévi-Strauss, Anne Frank, Thomas Mann, Albert Eistein, Hanna Arendt, Bertold Brecht, Walter Gropius, Fritz Lang, Piet Mondrian, Henry Kissinger, Aleksandr Solzhenitsyn, Bob Marley, Freddie Mercury, Madeleine Albright, Rigoberta Menchú, Claude-Michel Schonberg, Mona Hatoum, Isabel Allende, Wyclef Jean, Tenzin Gyatso, Edward Snowden.

Weekend long reads, April 2021

Rachel Aviv, How Elizabeth Loftus Changed the Meaning of Memory, The New Yorker. James Parker, The relentless Philip Roth, The Atlantic.

Itinerario fotografico a Parigi

Marais

Qui ci sono due piccole gallerie, una grande galleria, un grande museo e due negozi. Le piccole gallerie dove ci sono mostre di grande qualità sono la Polka Galerie e la Fondation Henri-Cartier Bresson. Sono poco lontane l’una dall’altra. Poco più a sud, scendendo verso la Senna, la Maison Européen de la Photographie ospita regolarmente grandi mostre. Nella stessa area, al Centre Pompidou è sempre possibile trovare due o tre mostre fotografiche. I negozi che mi sono segnato sono Images et Portraits all’interno del Marché des Enfants Rouges (per stampe e cimeli) e Comptoir de l’Image (per libri).

Montmartre

Qui c’è la sede di Magnum Photos , che è sempre possibile visitare e ha periodiche esibizioni. A Le Bal  c’è un’originale selezione di libri, e un bello spazio per leggerli.

Altri arrondissement

Vicino a Gare de l’Est c’è una libreria specializzata in fotografia: La Comete. Nella zona di Odeon, La Chambre Claire ha una selezioni di libri rari. La maggior parte delle mostre fotografiche che ho visto a Parigi le ho visite a Jeu de Paume, a Concorde. Infine, a Hotel de Ville capita talvolta di trovare una mostra di fotografia.

Weekend long reads, March 2021

Alfredo Giacobbe, Io sono scarso, L’Ultimo Uomo. Wolfgang Streeck, Vaccine debacle, The New Left Review. Julie Beck, Hiking Is an Ideal Structure for Friendship, The Atlantic. Cal Newport, E-mail is making us feel miserable, The New Yorker. Sarah Stillman, The Race to Dismantle Trump’s Immigration Policies, The New Yorker.

Weekend long reads, February 2021

Joshua Rothman, What If You Could Do It All Over?, The New Yorker. Sam Anderson, The Last Two Northern White Rhinos on Earth, The New York Times Magazine. Tom Vanderbilt, The joys of being an absolute beginner – for life, The Guardian. Joshua Chaffin, How the far-right fell into line behind Donald Trump, The Financial Times. Leonardo Piccione, An angle no one else could have, Bidon. Annamaria Testa, L’arte di ascoltare, Internazionale.

Alcune cose a caso, da luoghi diversi

Il vento che sposta le canne nel canneto. Radiofreccia nella macchina, la notte buia, ma con qualche luce di lampione e di casa qua e là sulla collina. Il blu, quel blu tipico di Parigi, di cui è colorata la moquette posta sui quattro piani di scale che portano a casa. Il panettiere cordiale del quartiere e la baguette che è appena uscita dal forno. Il clic clac degli sci sulla neve fresca, nel bosco, la luce del sole tra gli alberi. Una voce famigliare alla stazione.

2021: resolutions

Change house, job, and shoes. Sign up for one cross country skiing race. Free ride on the mountains. Draw on a sketchbook. Polish up the archive of pictures taken over the last few years. Write some letters in French. Plan. Write an academic manuscript. Have a big meal, in a vineyard, from midday to midnight, with a huge group of friends. Update the blog regularly and publish some inflammatory political posts. Visit Peace River. Race a go-kart race. Hike on the mountains (via ferrata) with Arianna, Giallu, Ludo, Nicco, and a big group. Translagorai! Spend time with Camilla and Isabella. Play, often. Relaunch the Gingerello s.p.a. Go sailing. Spend new year’s eve with the Canadians.

Librerie

Rimpiango non essere stato un cultore delle librerie ai tempi del mio erasmus a Dublino, in Irlanda e trovo strano che la straordinaria Library del Trinity College non abbia acceso la mia latente bibliofilia. Quest’ultima rimase nascosta anche durante il mio periodo di studio a Victoria, Canada, dove pure ci sono sicuramente librerie uniche al mondo. A Bruxelles confesso di non aver mai avuto una libreria indipendente e di aver sempre frequentato Filigranes, che credo sia una delle più grandi d’Europa.

La prima libreria indipendente che ricordo davvero con affetto è la Armchair Books di Edimburgo, dove capitai per caso quando stavo lì nel 2014. Poi a Firenze mi innamorai della Todo Modo e ancora oggi ci torno sempre appena posso. A Torino, dove vissi tra 2016 e 2017, ero un assiduo frequentatore della sobria ed elegante Luxembourg a due passi da Piazza Carignano. Quando torno in Trentino mi concedo spesso una deviazione a Rovereto per visitare l’Arcadia, anche se lo scorso anno Stefania mi ha fatto scoprire una nuova libreria nel quartiere di San Martino: la Due Punti. A Neuchâtel frequento il Centre Social Protestant, che non è proprio una libreria ma ha un’ampia selezione di volumi usati di cui faccio incetta. A Parigi ci sono due librerie vicine a casa nostra: l’Odeur du Book per libri usati ormai fuori commercio, con una bella selezione legata all’arte, al cinema, e alla filosofia; e l’Humeur Vagabonde, con fumetti e fotografia. Risalendo verso Lamarck c’è un posto polveroso per fumetti usati, Encre du Chine, dove si trova letteralmente di tutto. Ogni tanto mi piace sperperare soldi nelle varie sedi di Gibert Joseph – soprattutto in quella del Quartiere Latino, che però sta per chiudere.

Ci sono anche librerie viste quasi di sfuggita. Lo scorso anno sono finito in un posto bellissimo a Madrid, pieno di scaffali e legno, specializzato in volumi di montagna: la Desnivel, a due passi da Anton Martìn. Mi è spiaciuto non averci portato Arianna, che era appena ripartita. Altre librerie visitate di sfuggita e nelle quali spero un giorno di tornare sono l’ampa ed enorme Libreria di Palazzo Roberti a Bassano e l’elegantesca e variopinta Hoepli a Milano. Sempre a Milano, Dani mi ha portato una volta alla Libreria del Mare: mi sarei comprato tutte le carte nautiche, anche se non le so interpretare. Sui muri di casa, però, farebbero un figurone.

Ricette amichevoli

Anatra culo-allegro alla Matteo Bulgaresi (Firenze)
Arista infornata con mela, noci, uvetta alla Paolo Bulgaresi (Firenze)
Beer chicken di Thomoose (Firenze)
Cool-Cous alla Niels (Torino, già presentato qui)
Cuori di carciofo saporitissimi in salsa di prezzemolo alla zio Ale (Trento)
Frittata parigina con tanti funghi alla Giantommaso e variante Giacomea (Neuchatel/Bruxelles)
Gnocchi di patate da tre punti, con mamma e babbo che li tirano in pentola dalla distanza (Trento)
Hornazo di carne varia pero sobretodo cerdo alla Pablo (Salamanca)
Linguine al pesto all’Arianna, eh vabbé (Parigi)
Orzo paraculo con pesto, pomodoro e mozzarella danielosa (Firenze)
Parmigiana all’Andrea, con un goccetto di olio (Firenze)
Pasta alla Giallu con quello che c’è: pane e tante acciughe (Firenze)
Pasta alla Jonas con colesterolo: pomodori, panna e parmigiano (Firenze)
Pasta alla Marco senza labrusco: sangiovese, salsicce, e panna  (Dublino)
Pinza trentina con tanta lucanica del babbo (Trento)
Quiche alla Ada con infornata di salmone (Firenze, da qualche parte sullo sfondo qui)
Salmorejo alla Anna con uova, pancetta e un pizzico di balsamico (Granada)
Salsicce alla zia Luisa in salsa rossa (Trento)
Spaghetti alla Moe in salsa affumicata: tutto sotto controllo (Bruxelles)
Risotto alla Lorenzo con vino rosso, meglio se Teroldego (Victoria)
Tiramisu in faccia di zio Paolo (Trento)
Torta morbidina alla cioccolata targata Anna (Trento)
Vellutata di zucca e patate con semi di girasole alla mensa dell’università (Neuchatel)
Zuppa di cipolle di zia Elisabetta (Trento, ma addocchiata per la prima volta a Bardonecchia)
Zuppa di salmone gratinato alla Johannes (Firenze)
Zuppa di agnello toncato nel pane alla Jean-Baptiste (Reykjavik)

Weekend long reads, November 2020

Andrew Sullivan, Trump is gone. Trumpism just arrived, Substack. Dana Goodyear, The iconoclast remaking Los Angeles’ most important museum, The New Yorker. Peter Hessler, Nine days in Wuhan, the Ground Zero of the pandemic, The New Yorker.