Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Category: liste

Weekend long reads, February 2021

Joshua Rothman, What If You Could Do It All Over?, The New Yorker. Sam Anderson, The Last Two Northern White Rhinos on Earth, The New York Times Magazine. Tom Vanderbilt, The joys of being an absolute beginner – for life, The Guardian. Joshua Chaffin, How the far-right fell into line behind Donald Trump, The Financial Times. Leonardo Piccione, An angle no one else could have, Bidon. Annamaria Testa, L’arte di ascoltare, Internazionale.

Alcune cose a caso, da luoghi diversi

Il vento che sposta le canne nel canneto. Radiofreccia nella macchina, la notte buia, ma con qualche luce di lampione e di casa qua e là sulla collina. Il blu, quel blu tipico di Parigi, di cui è colorata la moquette posta sui quattro piani di scale che portano a casa. Il panettiere cordiale del quartiere e la baguette che è appena uscita dal forno. Il clic clac degli sci sulla neve fresca, nel bosco, la luce del sole tra gli alberi. Una voce famigliare alla stazione.

2021: resolutions

Change house, job, and shoes. Sign up for one cross country skiing race. Free ride on the mountains. Draw on a sketchbook. Polish up the archive of pictures taken over the last few years. Write some letters in French. Plan. Write an academic manuscript. Have a big meal, in a vineyard, from midday to midnight, with a huge group of friends. Update the blog regularly and publish some inflammatory political posts. Visit Peace River. Race a go-kart race. Hike on the mountains (via ferrata) with Arianna, Giallu, Ludo, Nicco, and a big group. Translagorai! Spend time with Camilla and Isabella. Play, often. Relaunch the Gingerello s.p.a. Go sailing. Spend new year’s eve with the Canadians.

Librerie

Rimpiango non essere stato un cultore delle librerie ai tempi del mio erasmus a Dublino, in Irlanda e trovo strano che la straordinaria Library del Trinity College non abbia acceso la mia latente bibliofilia. Quest’ultima rimase nascosta anche durante il mio periodo di studio a Victoria, Canada, dove pure ci sono sicuramente librerie uniche al mondo. A Bruxelles confesso di non aver mai avuto una libreria indipendente e di aver sempre frequentato Filigranes, che credo sia una delle più grandi d’Europa.

La prima libreria indipendente che ricordo davvero con affetto è la Armchair Books di Edimburgo, dove capitai per caso quando stavo lì nel 2014. Poi a Firenze mi innamorai della Todo Modo e ancora oggi ci torno sempre appena posso. A Torino, dove vissi tra 2016 e 2017, ero un assiduo frequentatore della sobria ed elegante Luxembourg a due passi da Piazza Carignano. Quando torno in Trentino mi concedo spesso una deviazione a Rovereto per visitare l’Arcadia, anche se lo scorso anno Stefania mi ha fatto scoprire una nuova libreria nel quartiere di San Martino: la Due Punti. A Neuchâtel frequento il Centre Social Protestant, che non è proprio una libreria ma ha un’ampia selezione di volumi usati di cui faccio incetta. A Parigi ci sono due librerie vicine a casa nostra: l’Odeur du Book per libri usati ormai fuori commercio, con una bella selezione legata all’arte, al cinema, e alla filosofia; e l’Humeur Vagabonde, con fumetti e fotografia. Risalendo verso Lamarck c’è un posto polveroso per fumetti usati, Encre du Chine, dove si trova letteralmente di tutto. Ogni tanto mi piace sperperare soldi nelle varie sedi di Gibert Joseph – soprattutto in quella del Quartiere Latino, che però sta per chiudere.

Ci sono anche librerie viste quasi di sfuggita. Lo scorso anno sono finito in un posto bellissimo a Madrid, pieno di scaffali e legno, specializzato in volumi di montagna: la Desnivel, a due passi da Anton Martìn. Mi è spiaciuto non averci portato Arianna, che era appena ripartita. Altre librerie visitate di sfuggita e nelle quali spero un giorno di tornare sono l’ampa ed enorme Libreria di Palazzo Roberti a Bassano e l’elegantesca e variopinta Hoepli a Milano. Sempre a Milano, Dani mi ha portato una volta alla Libreria del Mare: mi sarei comprato tutte le carte nautiche, anche se non le so interpretare. Sui muri di casa, però, farebbero un figurone.

Ricette amichevoli

Anatra culo-allegro alla Matteo Bulgaresi (Firenze)
Arista infornata con mela, noci, uvetta alla Paolo Bulgaresi (Firenze)
Beer chicken di Thomoose (Firenze)
Cool-Cous alla Niels (Torino, già presentato qui)
Cuori di carciofo saporitissimi in salsa di prezzemolo alla zio Ale (Trento)
Frittata parigina con tanti funghi alla Giantommaso e variante Giacomea (Neuchatel/Bruxelles)
Gnocchi di patate da tre punti, con mamma e babbo che li tirano in pentola dalla distanza (Trento)
Hornazo di carne varia pero sobretodo cerdo alla Pablo (Salamanca)
Linguine al pesto all’Arianna, eh vabbé (Parigi)
Orzo paraculo con pesto, pomodoro e mozzarella danielosa (Firenze)
Parmigiana all’Andrea, con un goccetto di olio (Firenze)
Pasta alla Giallu con quello che c’è: pane e tante acciughe (Firenze)
Pasta alla Jonas con colesterolo: pomodori, panna e parmigiano (Firenze)
Pasta alla Marco senza labrusco: sangiovese, salsicce, e panna  (Dublino)
Pinza trentina con tanta lucanica del babbo (Trento)
Quiche alla Ada con infornata di salmone (Firenze, da qualche parte sullo sfondo qui)
Salmorejo alla Anna con uova, pancetta e un pizzico di balsamico (Granada)
Salsicce alla zia Luisa in salsa rossa (Trento)
Spaghetti alla Moe in salsa affumicata: tutto sotto controllo (Bruxelles)
Risotto alla Lorenzo con vino rosso, meglio se Teroldego (Victoria)
Tiramisu in faccia di zio Paolo (Trento)
Torta morbidina alla cioccolata targata Anna (Trento)
Vellutata di zucca e patate con semi di girasole alla mensa dell’università (Neuchatel)
Zuppa di cipolle di zia Elisabetta (Trento, ma addocchiata per la prima volta a Bardonecchia)
Zuppa di salmone gratinato alla Johannes (Firenze)
Zuppa di agnello toncato nel pane alla Jean-Baptiste (Reykjavik)

Weekend long reads, November 2020

Andrew Sullivan, Trump is gone. Trumpism just arrived, Substack. Dana Goodyear, The iconoclast remaking Los Angeles’ most important museum, The New Yorker. Peter Hessler, Nine days in Wuhan, the Ground Zero of the pandemic, The New Yorker.

Podcasts, 2020

In 2018 I made a list of the podcasts that I listen to. Since then, podcasts have continued to grow in popularity. Last month, The New Yorker started to systematically review podcasts in its art section, alongside movies, theatre plays, and ballets. For me, personally, podcasts are good way to spend some time away from the screen. This year, I stopped going to work on my bike and began to walk instead, as a way to be able to listen. Time is ripe for an update of my list. These new entries are all in Italian, except one: Lezioni di Storia con Alessandro Barbero, M: Il figlio del secolo, Cautionary Tales, Morgana (from Arianna), Da Costa a Costa. Get in touch if you have any other suggestion.

Weekend long reads, August/September 2020

Francesco Guglieri, In roulotte con Goethe, IL. Lexington, Trouble in Trumplandia, The Economist. Mira Kamdar, Paris is about to change, The Atlantic. Evan Osnos, Can Biden’s centre hold?, The New Yorker.

Weekend long reads, June 2020

Sarah Stillman, Will the coronavirus make us rething mass incarceration?, The New Yorker. Dexter Filkins, The twilight of the Iranian revolution, The New Yorker. Brooke Jarvis, Where do eels come from?, The New Yorker (when I was in Florence in February I went to the Todo Modo and spoke briefly to Piero, the owner, who gave me a long speech on this book he was reading. It was more of a theatre play than a speech, really. Piero is magnificent. The book seems intriguing).

Weekend long reads, May 2020

Valerio Millefoglie, Ricordi di una vita in bottiglia, Il sole 24 ore. Bill Buford, Baking bread in Lyon, The New Yorker. Anthony Lane, The enduring pleasure of night ride, The New Yorker. Paul Theroux, Paul Theroux recalls a fear-filled lockdown, The New Yorker.

“In times of crisis we should all be diarists and documentarians. We’re bound to wail and complain, but it’s also useful to record the particularities of our plight … Still writing gives order to the day and helps inform history”.