Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Category: pictures not recorded on camera

Tre samoiedi

Calda notte in piazza della Repubblica a Firenze: si vedono persone in maniche corse. Alcune ragazze ridono meravigliate. Sono appena state superate da un signore sulla settantina che pedala con espressione insofferente. Sulla bicicletta sono montanti tre cestelli: uno a destra, uno a sinistra, uno dietro. In ogni cestello sta un cane samoiedo: ciascuno di loro ha il lungo pelo bianco cullato all’indietro dalla brezza e la lingua di fuori. Hanno un’espressione felice: non fossero cani, li definirei alticci e divertiti.

Passage Cottin

Due corsie con corrimano in mezzo, centoventi gradini che salgono, una rampa ripida, stretta tra case piuttosto malridotte. E’ giorno, luce limpida e tersa, ma sono comunque caratteristici i quattro lampioni in stile belle époque. Sulle finestre di una casa sono stesi a prendere aria dei panni bianchi. Ho annotato ‘a prendere aria’ e non ‘ad asciugare’ perché le scale sono per lo più in ombra. Nell’unico squarcio soleggiato, verso la cima della rampa, sta seduto un ragazzo, ingobbito a leggere. Indossa una maglietta rossa e ai suoi piedi c’è uno zainetto, rosso pure quello.

Ci sarebbero altre due dettagli importanti che una fotografia, anche solo immaginata, non può catturare: il rumore di un allegro spadellare che esce da una piccola finestra lungo la rampa; e il puzzo d’urina che ricorda la doppia identità, diurna e notturna, di questa rampa di scale.

Landwehr Canal

Prima luce del mattino che esce dalle nuvole, riflessa sulle finestre delle case, che sono gialle, eleganti ma semplici. Si direbbe un primo, fragile squarcio di azzurro. Sopra alle case uno stormo di circa cinquanta uccelli volano in circolo salendo dal basso verso l’alto. Davanti alle case c’e’ un ampio marciapiede in terra battuta con tante pozzanghere. Il marciapiede è affacciato su un piccolo fiume, forse un canale. Salici piangenti marroni e senza foglie, un ragazzo che fa jogging, una ragazza che scatta una foto al canale. Nel canale si vedono delle increspature: l’acqua scorre lenta ma costante. Sull’altra riva ci sono circa venti cigni che riposano placidi, una barca semplicissima (un guscio di noce) abbandonata sulla riva; dietro, un grande prato e un monumentale palazzo ocra in stile classico con torri circolari e una serie di finestroni.

Uomo legge spartito musicale

Negozio di prodotti in cuoio, luce diurna, sullo sfondo si intravedono cartoline con acquerelli del Giardino delle Rose. Si direbbe Firenze, probabilmente vicino al Mercato di San Lorenzo. L’uomo dietro la cassa legge con espressione serena, ma concentrata. Osservando attentamente ci si accorgerà che sui fogli non ci sono parole, ma note.

Place Ornano

Place Ornano, Parigi. La corteggio da molto tempo. Ci sono passato davanti una mattina, all’alba, mentre andavo in piscina. Non è famosa, ma ha qualcosa di speciale. Sembra un set di Wes Anderson: simmmetrica, piccola e alta, elegante, con un solitario lampione al centro. La trovo bellissima; ma è in ombra, impossibile fotografarla. Ci torno il giorno dopo alle 12: la piazza è invasa dalle piante della fioreria all’angola. Sempre bella, ma con tutto quel verde viene meno quell’originale sentimento di romantica solitudine. Riprovo la sera: le piante sono tornate nel negozio ma la piazza è nuovamente in ombra. Torno una terza volta la domenica alle nove di mattina. Niente: il fioraio è aperto sette giorni su sette, ancora quelle maledette piante. Una combinazione impossibile per i fotografi: quando c’è la luce ci sono anche le piante di mezzo, quando non ci sono le piante la piazza è in penombra. Questa piazza non vuole lasciarsi fotografare nella sua nudità.

Anziana con libro

Tardo pomeriggio di una giornata di sole: la luce é quasi acciecante. Elegantissima e antica villa con giardino. Molto verde tutti intorno. Si direbbe lo Jura francese ma potrebbe benissimo essere la Baviera o la foresta fuori Vilnius. Gran parte del giardino é in ombra per via delle montagne vicine. In un angolo ancora assolato una anziana siede su una sedia e legge. La distanza è tale per cui è impossibile vedere se si tratta be di un libro: potrebbe essere una rivista o, per quel che ne sappiamo, un album di foto. All’autore piace tuttavia pensare che si tratta di un libro. L’immagine é borghese (la bellezza della villa in campagna), estiva (la luce pienissima), hockneyiana (la solitudine dell’anziana in un enorme giardino: dove sono tutti gli altri?).

Questa foto mai scattata è stata fatta durante un viaggio in treno tra Neuchâtel – Parigi proprio nel punto in cui, tra febbraio e marzo, il treno era solito accumulare ore di ritardo in seguito all’investimento di svagate mucche giurassiane.

Uomo con occhiali rosa

Grande città, tardo pomeriggio. A giudicare da come sono vestite le persone si direbbe una temperatura primaverile. Al centro dell’immagine un uomo di circa cinquant’anni con indosso un vecchio completo grigio e due enormi occhiali di plastica rosa a forma di cuore. Gli occhiali sono finti: non ci sono lenti. L’uomo passeggia e mangia felice un enorme cono di gelato. Difficile stabilirne il gusto. Passanti guardano curiosi.