Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Category: politics

Un’analisi ragionata dei flussi elettorali: Trentino 2018

Trentino 2018

Piergiorgio Cattani

Conosco Piergiorgio dal 2007 e ho già parlato di lui su questo blog. E’ stato mio collega a Questo Trentino; mio direttore a Unimondo; mio amico e fonte di grande stimolo negli anni.

Domenica, alle elezioni provinciali in Trentino, voterò per lui. Conoscendolo di persona ho apprezzato la sua capacità di ascolto, la sua tenacia, la sua ironia, la sua severità, la sua completa mancanza di pigrizia, la sua voglia di mettersi in gioco, la sua coerenza, la sua curiosità. Credo insomma che possa essere un eccellente amministratore per il mio territorio. (Piergiorgio ha scritto diversi libri e qui sotto trovate un teaser video per uno di questi, intitolato Niente sta scritto).

Di Piergiorgio apprezzo anche la lista, Futura, nata in un momento turbolento e rappresentata da Paolo Ghezzi, che mi accolse nel suo ufficio quando ancora adolescente tentavo di decidere a quale facoltà iscrivermi. Futura fa parte della coalizione di centro-sinistra, che come spiega il mio amico Max ha ben governato il Trentino:

In questi 10-15 anni, con grande sorpresa e piacere, ho visto questa terra trasformarsi da una piccola e silenziosa realtà di provincia (come solevano dire i miei compagni universitari “foresti”) a una realtà viva, mitteleuropea, ricca di stimoli, opportunità e benessere. Chi è venuto a studiare da fuori ha poi spesso scelto di rimanere qua a lavorare e vivere. Proprio ieri consideravo come nell’ultimo anno in Trentino abbiamo avuto così tanti stimoli culturali e intellettuali da fare invidia alle grandi metropoli come con il FestivalEconomia, FestivalDelloSport, FilmFestivalMontagna, ReligionToday, DolomitiPride, AdunataAlpini, eventi sportivi di primo piano come la SerieA della TrentinoVolley e dell’AquilaBasket, la Coppa del Mondo di Sci e il GiroD’Italia, gare goliardiche come la StrongManRun, eventi musicali come i Suoni delle Dolomiti che tutti ci invidiano. Viviamo in una realtà dove Università e Ricerca hanno raggiunto livelli di eccellenza, dove anche la Microsoft, multinazionali dell’automobile e dell’industria hanno deciso di venire qua per fare ricerca. Siamo in prima linea nella ProtezioneCivile Nazionale e siamo unanimemente riconosciuti come esempio nella gestione dell’emergenza sismica, siamo esempio di struttura di Vigili del Fuoco e volontariato.
C’è chi potrebbe dirmi: “beh facile avete i soldi, siete una Provincia a statuto speciale!”. A questi rispondo che non bastano i soldi per sapere amministrare (esempi sono il suicidio dell’amministrazione del Milan Calcio dell’ultimo anno o la Regione a statuto speciale Sicilia). In questi ultimi 15-20 anni il Trentino ha saputo programmare, investire (anche durante una crisi economica senza precedenti!) ed oggi il marchio TRENTINO è sinonimo di qualità ed efficienza, non più solo a livello turistico. Io sono ingegnere civile e l’ho visto lavorando ad Amatrice quanto noi siamo riconosciuti al di fuori dei nostri confini: la richiesta delle nostre strutture in legno in tutta Italia ne è chiaro esempio! Ma i benefici sono sotto gli occhi di tutti: siamo la regione con la disoccupazione più bassa d’Italia, e ogni investimento ha portato sempre un ritorno economico (diretto o indiretto con le tasse che sono rimaste sul territorio), basti semplicemente pensare all’ultima adunata Alpini.
Senza dubbio si può ancora migliorare: la gestione dell’ordine e della sicurezza deve senza dubbio essere rivista, ma mi domando: siamo disposti a rinunciare a tutto quanto enunciato solo per correre dietro a quattro sbandati di piazza Dante? Una parte della politica di oggi ci parla solo di immigrazione ma non ha assolutamente altri contenuti programmatici. Ma vorrei che ci rendessimo conto che l’immigrato di oggi non è quello che staziona in piazza dante: il 99% degli immigrati sono i lavoratori dei cantieri, i ricercatori pakistani e indiani di matematica e ingegneria, sono i corrieri che ci portano a casa tutti i giorni i beni acquistati su Amazon, sono i lavoratori nei campi e in tutti quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Certo la situazione di piazza Dante e della Portela è da risolvere con fermezza, ma siamo disposti a rinunciare a tutto il resto?
Non ci si improvvisa amministratori. Il Trentino per ottenere quanto elencato l’ha fatto anche grazie ai contatti e alle reti diplomatiche dei nostri amministratori. Io non voglio essere amministrato da manager senza benefit, che vadano in bicicletta o in autobus per risparmiare ma che poi non sappiano concludere relazioni internazionali.
Voglio amministratori che abbiano tutti i mezzi necessari di rappresentanza, anche se apparentemente onerosi, per poter al meglio intavolare trattative che possano concludere affari e relazioni importanti per la collettività.
Certo si può sempre migliorare. Ma credo che non dobbiamo farci abbagliare da chi fomenta solo odio (e la storia ci ha insegnato come poi è andata a finire) ma non ha altro di cui parlare, o ancora peggio da chi si improvvisa amministratore senza competenze (da ingegnere civile in questi giorni sto facendo ripetuti incubi pensando che il mio massimo referente, il ministro delle infrastrutture Toninelli, colui che sommamente dovrebbe conoscere questo settore, ci parla dell’attuale utilizzo del tunnel del Brennero!!!).
Purtroppo, al contrario del detto “il cliente ha sempre ragione”, la storia insegna che chi viene eletto “non ha sempre ragione”, che gli elettori che vincono “non hanno sempre ragione”. Anche Hitler è stato eletto dal popolo (e non in una nazione sperduta del terzo mondo, ma nel cuore dell’Europa in una delle nazioni più avanzate culturalmente e tecnologicamente dell’epoca!). La storia insegna che prima di tutto le masse seguono cosa si vuol loro mostrare. Cosa in quel momento le spaventa. Purtroppo vedono (e seguono) cosa vogliono vedere, spesso senza fermarsi a riflettere ed osservare razionalmente i fatti.
Buon voto a tutti.

Oltre a Piergiorgio, ci sono tanti altri candidati che conosco personalmente e che mi sentirei di raccomandare a occhi chiusi: Bilad Adem (Futura), Simonetta Bungaro (Futura, che voterò assieme a Piergiorgio), Luca Facchini (Liberi e Uguali, gran bella persona che purtroppo sento pochissimo; già su questo blog), Matteo Facchini (Liberi e Uguali), Ivo Cestari (L’Altro Trentino a Sinistra). Non conosco personalmente ma sento dire un gran bene di Sara Ferrari (Partito Democratico) e Alessio Manica (Partito Democratico).

Post scriptum: A Questo Trentino hanno realizzato un accurato test elettorale, sottoponendo 20 quesiti programmatici prima ai candidati alla presidenza e ai partiti, e poi ai cittadini. Questi possono così graficamente vedere il posizionamento delle loro opinioni rispetto a quelle dei candidati. Invito a fare il test: può essere utile e magari riporterà la discussione sulle cose da fare invece che sugli schieramenti.

Not to do list

This is a list of all the policies of the current Italian government (1 June 2018 – ongoing) that I wish were not there.

  • In June, the government blocked all NGO rescue ships from entering into Italian ports. Critics of the NGOs boats say they are a pull factor for immigration, encouraging and helping people to make the dangerous sea journey; charities say that the NGO boats are a vital lifeline, rescuing more than 88,000 people in the past two years (link)
  • In September, the government abolished humanitarian protection for asylum seekers. This is a form of protection for those not eligible for refugee status but who for various reason cannot be sent home. Over the last years, about one-fourth of asylum seekers has been granted humanitarian protection status, allowing them to have a residency permit and enabling them to work (link)
  • In September, the government approved the annual budget for the country. In the words of my friend Fabio, “the problem with it is not the amount of money spent but the way in which the money is spent. The problem is that rather than forecasting productive expenditure, this budget gives alms to that part of South Italy that lives out of welfare assistance and provides large tax amnesties for tax evaders of the North. More than change, this is berlusconi-2001 reloaded” (link)
  • In October, prominent members of the government expressed their support for an administrative measure taken by the mayor of the town of Lodi, who moved to deny the children of non-European citizens the free school meals and school buses provided for “locals” : foreign parents are required to meet near-impossible thresholds to prove they do not have income abroad. Lega leader Matteo Salvini welcomed the move, falsely suggesting that many of these families had “two, three, or four houses in their own country” and thus ought to pay themselves (link)
  • In October, minister Matteo Salvini endorsed the house arrest of the mayor of Riace, who in the last years has played host to thousands of migrants though employment and training programmes. As the mayor was under accusation of “aiding and abetting illegal immigration”, Matteo Salvini publicly welcomed the arrest by saying it “would serve as an example for others” while also vowing to dismantle the Riace model (link)
  • In October, the government announced the approval of a large tax amnesty proposal. However, the minister of the economic development Luigi Di Maio announced that the tax amnesty had been secretly sweetened into the final proposal without his consent as a “fudge by a mysterious hand” (!) and said he would report the matter to prosecutors (!!)  (link)
  • In October, the government announced it would suspend the working on the tunnel of the Brenner Base Tunnel, a planned 55-kilometre-long railway tunnel at the border between Austria and Italy. The tunnel is aimed at reducing pollution and traffic congestion in the area as the motorway on the Brenner Pass, one of the most important traffic connections between northern and southern Europe, is infamous for its frequent traffic jams and pollution. The hope was to relieve this situation by improving the railway connection between North Tyrol and South Tyrol with the new tunnel, which will allow trains to cross the Alps much faster. Working on th (link)

Updated: 19 October 2018

Allo sbaraglio

Oggi, 7 luglio, era la giornata di “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”, un’iniziativa promossa da Libera e Gruppo Abele, Arci, Legambiente, Anpi e dal giornalista Francesco Viviano. Ad oggi credo che si tratti dell’unico vero atto di opposizione alle politiche retrograde del governo, a meno di non volere considerare quanto tale anche la diffusione sui profili online del logo ‘Aprite i porti’ . A questo siamo ridotti: alla trasformazione della lotta politica in simbologia fai-da-te. Intanto scriviamo con rabbia, sdegno, e malcelata superiorità senza provare ad ascoltare chi la pensa diversamente, opponendo propaganda alla propaganda di chi ci governa.

Post-election

I was looking for good articles to share with you after the Italian elections of March 4. Not much. In a blatant act of self-promotion, I would simply recommend a short read and an interview (minute 11:30) I’ve made on Radio France International together with Fabio and professor D’Alimonte. In addition, I would also suggest a deeper read by Old Tom on the politics of frustration.

Cose che leggo

Tre articoli in vista di domani: Piergiorgio sul voto di vendetta, Mattia Feltri sugli italiani, Christian Raimo sull’incapacità di elaborazione di cultura politica.

Tempo pessimo per votare

Tempo pessimo per votare, si lagnò il presidente di seggio della sezione elettorale quattordici dopo aver chiuso violentemente il parapioggia inzuppato ed essersi tolto un impermeabile che a ben poco gli era servito nell’affannato trotto di quaranta metri da dove aveva lasciato l’auto fino alla porta da cui, col cuore in gola, era appena entrato.

Vorrei condividere con voi le mie riflessioni sul voto di domenica 4 marzo per il rinnovo del Parlamento italiano. Lo faccio in continuità con gli appunti scritti nel 2012 per le primarie del Partito Democratico, nel 2013 per le politiche, nel 2014 per le Europee, nel 2015 per il referendum sulle trivelle e nel 2016 per il referendum costituzionale.

Premetto che ho seguito poco la campagna elettorale, sia perché non ne avevo il tempo (a differenza di altre volte), sia perché abito all’estero (e dunque mi giungono solo gli echi di dibattiti che, immagino, in Italia siano invece assordanti), sia perché all’alba dei trent’anni ho finalmente capito che la maggior parte dei comizi, dei talk show e delle interviste rilasciate da politici lasciano il tempo che trovano (meglio guardare ai programmi dei partiti e a quello che hanno combinato negli anni).

Premetto anche che la nuova legge elettorale è assurda. Io che ho una laurea in scienze politiche e che ho dedicato ore a studiarla non riesco ancora a capire come funziona.

Detto questo, voterò Partito Democratico per una ragione molto semplice: penso che negli ultimi cinque anni i suoi esponenti al Governo e in Parlamento abbiano fatto approvare numerose riforme di cui avevamo bisogno. Ve ne cito alcune: legge sulle unioni civili, legge per l’assistenza delle persone con disabilità grave prive del sostegno famigliare, bonus economico per i nuovi nati, abolizione dei co.co.pro, creazione dei PIR per investimenti finanziari dedicati alle imprese italiane, legge sul divorzio breve, legge sull’obbligatorietà dei vaccini, legge sul biotestamento, legge contro il caporalato, legge per aggiornare i livelli essenziali di assistenza del sistema sanitario pubblico, legge sulle unioni civili, legge per l’assunzione di oltre 100.000 professori precari nel sistema scolastico pubblico, legge per l’aumento delle risorse per il Piano Nazionale contro la violenza sulle donne fino a 30 milioni di euro.

Vi dirò. Anche a me è passato per la testa di votare contro il Partito Democratico e per tre ragioni almeno. Prima su tutte, la spocchia, l’antipatia e l’arroganza del suo segretario (lo dico da sempre, eh, mica da quando ha iniziato a perdere) e di alcuni personaggi abietti che popolano il partito e, ahinoi, il Parlamento. Sono stato tentato di non votare  Partito Democratico anche perché, a differenza del passato, non sono state organizzate le primarie (che figuraccia, Matteo Renzi: ti è andata bene che questa decisione sia passata sottobanco). Sono infine deluso dalla mancanza di forza nel portare fino in fondo la legislazione sullo Ius Soli e dalla decisione di approvare questa sgangherata legge elettorale. Sono sicuro che ci sono tante altre riforme che si sarebbero potute fare meglio. Così non è stato: pazienza. Al netto di tutto, se ripenso a come stavamo nel 2013, è mia opinione che il Partito Democratico abbia confermato di essere una forza politica in grado di farsi carico della responsabilità di governare un Paese grande e complesso.

Ho pensato a lungo se votare +Europa: nonostante abbia il nome di un multivitaminico da comprare in farmacia, questo partito ha un valido programma di governo e una leader valorosa. E tuttavia non sono convinto dai candidati della circoscrizione dove voto, reputando maggiormente credibili i notabili locali del Partito Democratico. Risiedessi altrove sarei felice di votare +Europa. Cambia relativamente poco, alla fine, dato che i due partiti fanno parte della stessa coalizione.

Vorrei invece spendere qualche parola sugli altri partiti che hanno delle realistiche speranze di andare al governo. Se volete ancora votare per Forza Italia dopo tutto quello che è successo negli oltre quindici anni in cui Berlusconi è stato il nostro primo ministro le possibilità sono due: o siete degli sciocchi oppure siete in malafede. In entrambi i casi credo sia inutile iniziare un dibattito con voi. Tutto sommato, invece, posso capire chi voterà Movimento 5 Stelle, Lega Nord, Fratelli d’Italia e altri partiti sulla base di un malcontento economico e sociale. L’Italia di oggi rimane un Paese svantaggiato rispetto ad altre realtà in Europa. C’è poco lavoro anche se poi, paradossalmente, chi ha un impiego è costretto a orari folli e con salari bassi. Le periferie sono spesso lasciate a se stesse. Gran parte del denaro pubblico viene sprecato in maniera balorda. E via dicendo. Ecco. Molti pensano che la causa di tutto questo sia l’attuale governo. Io, invece, credo che il Partito Democratico qualche colpa ce l’abbia, ma che moltissime responsabilità ricadono sul governo di Berlusconi che, come accennavo prima, dal 1994 al 2011 ha portato quello che era uno dei Paesi più benestanti d’Europa a un passo dalla bancarotta, cioè a un passo dal momento in cui i soldi che avete in banca non valgono più niente e tutti i nostri aeroporti, spiagge, musei e beni pubblici devono essere venduti a prezzi stracciati a governi stranieri. Voi adesso l’avete dimenticato, ma Lega Nord e Fratelli d’Italia sono stati parte di quel governo. Per dire: l’attuale legge sull’immigrazione, tema particolarmente caro a questi due partiti, l’hanno fatta proprio loro (la Bossi-Fini, che per inciso è un orrore). Credo, infine, che il Movimento 5 Stelle abbia dei meccanismi interni che sono alieni ai principi democratici e ritengo anche che gran parte dei candidati presentati in Parlamento siano persone prive della competenza e della preparazione necessaria per rappresentare un Paese che, come scrivevo sopra, è molto grande e complesso.

Non mi dilungo su Liberi e Uguali perché è un partito i cui rappresentati hanno seduto al governo per quattro anni e invece di lavorare costruttivamente alle riforme di cui sopra hanno avuto come unico obiettivo quello di sfiancare il segretario che loro stessi avevano democraticamente eletto. Gente come Grasso e d’Alema sono il corrispettivo politico di quella marmaglia che ogni tanto faccio l’errore di portare in montagna con me: invece di ringraziarmi per aver predisposto tutto e camminare tranquilli godendosi il paesaggio, passano ore e ore a lamentarsi della sete e delle pendenze scoscese.

Insomma, eccoci qui. Alla fine sono d’accordo con Paola Peduzzi: “il voto schizzinoso, svogliato, per dare un segnale (ma a chi?), col naso turato, sognando chissà quali alternative, non fa per me”. Voto convinto per la coalizione guidata dal Partito Democratico e lo faccio con gratitudine verso Paolo Gentiloni, Carlo Calenda, Benedetto Della Vedeva, Pier Carlo Padoan, Ivan Scalfarotto e Francesco Palermo (sono tutti uomini: mi spiace). Spero si vinca, ma so che sarà una mazzata colossale e da domenica sera si salvi chi può.

Fascismo

Il fascismo è stato un argomento assai discusso nel corso dell’ultima campagna elettorale. Nella miriade di dichiarazioni al riguardo c’è un’ovvietà che andrebbe ripetuta più spesso: in Italia il fascismo è illegale. La XII Disposizione transitoria della Costituzione dice che “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista“. La legge Scelba del 1952 spiega il reato di riorganizzazione del partito fascista in questi termini: “…quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista“.

Allora perché ci sono ancora movimenti che si proclamano orgogliosamente fascisti? E come è possibile che questi movimenti siano non solo siano liberi di organizzare manifestazioni di piazza, ma addirittura di partecipare alle elezioni? Su questo si è espresso il Ministro della Giustizia Andrea Orlando in un’intervista rilasciata pochi mesi fa: “Alla luce dei fatti a cui stiamo assistendo, credo sia utile una ricognizione per capire il motivo per cui le incriminazioni sono così poche … Un tempo la riprovazione sociale faceva da argine a certe derive. Poi quel muro è un po’ venuto meno. E purtroppo anche quello delle norme è stato utilizzato poco”.

Bene dunque i cortei anti-fascisti, in mancanza delle istituzioni che fanno rispettare le regole. Attenzione però a non perdere di vista le ragioni di questa mobilitazione per evitare di scivolare nel paradosso. Perché è paradossale, oltre che grottesco, pensare che un anti-fascista possa inneggiare alle foibe, lanciare pietre contro la polizia e tentare di impedire il comizio dei militanti della destra. Il fascismo è soppressione delle libertà, violenza, e prevaricazione; non un colore, uno slogan, o un modo di vestire.

Can elected politicians have two passports?

I have written a post for the blog of the nccr – on the move, the Swiss research centre I have been working for since early September. The post sets out from the debate concerning the dual citizenship of politicians: this issue has caused a government crisis in Australia and has also been at the centre of the debate in Switzerland. In my post I use two existing datasets, from GLOBALCIT and MACMIDE respectively, to show which countries around the world establish legal restrictions that make it more complex and sometimes impossible for individuals with dual citizenship to stand as candidates for elections. You can click on the image below to open my interactive map.

citizenship-based restrictions for politicians

 

Following the publication of my post, I have asked other academics to take up the same question from their perspective. You can find a contribution written by Barbara von Rutte here and one by Nenad Stojanovic here.

You can also read these posts in Italian here.

La sinistra sta scomparendo

Oggi ho riletto un articolo che scrissi a giugno e che si intitolava Socialdemocrazia europea addio? dove spiegavo che i partiti socialdemocratici sono al governo in meno di un terzo dei Paesi europei – Repubblica Ceca, Francia, Slovacchia, Svezia, Portogallo e Italia – e in alcuni di questi casi sembrano destinati a una batosta elettorale. Una ragione importante di questo tracollo elettorale sta nella totale mancanza di idee per contrastare le politiche neo-liberiste che, a sua volta, va ricondotta al graduale assorbimento delle ricette del centro-destra dal 1980 a oggi.

C’è una foto che fu scattata un anni e mezzo fa, al termine di un incontro fortemente voluto da Matteo Renzi assieme agli altri leader del centro-sinistra in Europa. Oggi tutti i leader rappresentati in quell’immagine hanno perso il loro lavoro, con l’unica eccezione del francese Manuel Valls, che al momento sembra comunque destinato a prendere una sonora scoppola nelle elezioni presidenziali del 2017, se non prima.

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Nell’articolo spiegavo che anche se fino ad allora Matteo Renzi aveva mantenuto un alto consenso doveva essere consapevole dei rischi che correva se non fosse riuscito a trovare quanto prima un’alternativa alle politiche di austerity della Commissione Europea: in un’intervista al Financial Times il giorno dopo le elezioni del dicembre scorso in Spagna, Renzi aveva detto “Non so cosa succederà al mio amico Mariano [Rajoy, il primo ministro uscente che non riuscì a raccogliere una maggioranza relative dei seggi in quella tornata elettorale], ma so che tutti coloro che sono stati in prima linea nelle politiche del rigore senza crescita hanno perso il lavoro“.

Oggi anche Renzi ha perso -almeno per il momento- il suo lavoro e questo perché il suo governo non è riuscito a creare una una visione a lungo termine capace di influenzare le decisioni europee e sfidare l’egemonia esistente in Europa. Il risultato del referendum e l’analisi dei flussi elettorali dimostrano che nella vittoria del ‘No’  c’è tutta la protesta per una crisi economica che non accenna ad esaurirsi. Quelle messe in pratica dal Partito Democratico sono state misure a breve termine, prive di visione e soluzioni di continuità.

Per evitare di scomparire, la sinistra ha bisogno di parlare a una voce, tirar fuori un’idea precisa e un modello economico condiviso. Forse è già troppo tardi. Per consolarsi, o capire meglio quel che succede, tornerei a consigliare a tutti gli animi di buona volontà un libro di cui avevo scritto nel 2014:  Ill Fares the Land, tradotto in italiano come Guasto è il Mondo. Buona lettura.