Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Category: work

Can elected politicians have two passports?

I have written a post for the blog of the nccr – on the move, the Swiss research centre I have been working for since early September. The post sets out from the debate concerning the dual citizenship of politicians: this issue has caused a government crisis in Australia and has also been at the centre of the debate in Switzerland. In my post I use two existing datasets, from GLOBALCIT and MACMIDE respectively, to show which countries around the world establish legal restrictions that make it more complex and sometimes impossible for individuals with dual citizenship to stand as candidates for elections. You can click on the image below to open my interactive map.

citizenship-based restrictions for politicians

 

Following the publication of my post, I have asked other academics to take up the same question from their perspective. You can find a contribution written by Barbara von Rutte here and one by Nenad Stojanovic here.

You can also read these posts in Italian here.

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I vinti

In vista del primo turno delle elezioni francesi avevo pubblicato un articolo per Unimondo. Chi di voi si diverte a leggere gli articoli ex post per giudicare l’accuratezza dell’analisi di chi scrive può trovarlo qui.

Perdere il voto

Al centro di ricerca con cui collaboro da qualche anno ci occupiamo di studiare, tra altre cose, come cambia l’estensione del suffragio elettorale tra paesi e sistemi politici diversi. In pratica, confrontiamo centinaia di elezioni in tutto il mondo per capire chi ha diritto a votare e chi no. È un tema importante, perché a seconda di dove viene tracciata la linea tra questi due gruppi si favorisce un candidato anziché un altro. L’ultimo caso in cui le decisioni relative al suffragio potrebbero aver avuto un esito determinante su una competizione elettorale è quello delle presidenziali americane del 2016. Leggete il resto del mio articolo su Unimondo.

Un dilemma democratico

L’ultimo articolo che ho scritto per Unimondo parla di come comportarsi con Donald Trump: collaborare o resistere? Lo potete leggere qui.

Divided States of America

Ieri Unimondo ha pubblicato un mio articolo in cui parlo della squadra di governo selezionata da Donald Trump. Le scelte del presidente-eletto rappresentano una prima indicazione delle politiche che seguirà una volta insediatosi alla Casa Bianca. L’amministrazione voluta da Trump ha un profilo piuttosto omogeneo, essendo composta quasi esclusivamente da uomini anziani, bianchi, ricchi, filo-russi, molto di destra e convinti che il riscaldamento globale non esista. Buona fortuna.

Le elezioni francesi nel mondo della paura

Ieri Unimondo ha pubblicato un mio articolo in cui parlo delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno. Nell’articolo spiego, a chi già non lo sapesse, che ci sono buone ragioni per pensare che Marine Le Pen sia una contendente seria alla presidenza e che una sua vittoria porrebbe una pietra miliare nella costruzione di un nuovo ordine globale.

Reaction: Italian referendum

You can find a short analysis of the consequences of the referendum in the blog of the LSE. I have contributed with three key points that you can read clicking on the image below.

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The expats and the referendum

Today I have been quoted on the Guardian for the article I originally published on the LSE Europp blog and the EUDO-Citizenship blog. You can clic here to read the article on The Guardian and here to read my publication.

The outcome of Italy’s referendum may be decided in Castelnuovo di Porto

With voters outside Italy accounting for around 8 per cent of the electorate, the count at the Civil Protection Centre in Castelnuovo di Porto, where the expatriate ballots are delivered, could be crucial in determining the outcome of the Italian Constitutional referendum. I have written a blogpost for the London School of Economics Europp blog. The post has been published also on the EUDO-Citizenship Observatory website.

Città vetrina

Per decenni il turismo di massa è stato considerato una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico e sociale. Oggi in molti luoghi è evidente il contrario. Ho scritto un articolo sul tema per Unimondo che poi, in un certo senso, è la continuazione ideale di quello che ho rilanciato qualche giorno fa. Qui però parlo di turismo in generale e di come abbia trasformato Las Palmas, come altri luoghi, in un concentrato di hotel, ristoranti all’ultima moda, bar con le insegne al neon. Lungo Las Canteras, una delle più grandi spiagge urbane d’Europa, i grandi marchi delle multinazionali hanno rimpiazzato i fruttivendoli, i negozi di barbiere, i mercati, i fornai. E’ un esempio di gentrificazione, un termine inventato nel 1964 dalla sociologa Ruth Glass per descrivere quello che stava succedendo a Londra in quartieri operai come Islington, dove a partire dagli anni Sessanta si trasferirono molte persone delle classi più agiate costringendo i precedenti residenti ad andarsene per via dell’aumento del costo dell’affitto. Anche a Firenze, la città che mi ha adottato da qualche anno, lo spostamento in periferia di varie facoltà e centri culturali ha ridotto gli affitti regolari nel centro storico in favore delle rendite rese possibili da Airbnb, aprendo così le porte all’idea di ‘città vetrina’. Se volete leggere tutto l’articolo, potete farlo su Unimondo.