Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: apple

Why

If you hire people just because they can do a job, they’ll work for the money. But you could also hire people who believe what you believe: this way, perhaps, they’ll work for you with blood and sweat and tears. Unfortunately, very few people or organizations know why they do what they do.

One exception is Apple. If Apple were like everyone else, a marketing message from them might sound like this: “We make great computers. They’re beautifully designed, simple to use and user friendly. Want to buy one?”. This is how most of us communicate. But it’s uninspiring. Here’s how Apple actually communicates. “Everything we do, we believe in thinking differently. The way we challenge the status quo is by making our products beautifully designed, simple to use and user friendly. We just happen to make great computers. Want to buy one?”.

If you agree this is a good way to communicate, then you should have a look at what Simon Sinek does.

My iPhone and IOS6

The IOS update for iPhones provided by Apple a few days ago is driving me mad. Bugs include problems with texts, lost contacts, issues with connecting to the internet and a new maps app which misplaces whole towns, cities and buildings. In other words, a total mess.

Such drawbacks never happened before with Apple. Now, I do not want to be one of those taking Steve Job’s as an icon, but his philosophy was that things have to be perfect before they go out on the market – whatever it takes. I guess this is a huge washout for Apple. Wait for the consequences.

Cellulari e memoria

All’inizio fu il Nokia. Verso la fine degli anni novanta tutti gli adolescenti (me escluso, privato di cellulare e  televisione da genitori crudeli quanto lungimiranti) ne avevano uno e passavano gran parte delle loro giornate in un invio compulsivo di sms. Oggi praticamente ogni fascia d’eta, con l’eccezione di quelle più avanzate, é posseduta dal demone della tecnologia. Chi non utilizza laptop, smartphone o tablet dai nomi cool (Blackberry, Vaio, Galaxy, Android, Kindle) é out. Io stesso ho un’età tale per cui i genitori lungimiranti hanno perso il loro potere di veto e mi sono quindi potuto buttare in un’ubriacatura di nuove tecnologie, iPhone, MacBook, iPod, iPad.

Qual’é  la conseguenza di tutti questi gadget sui nostri cervelli? Io me lo chiedo da qualche tempo, notando effetti perversi e sinceramente preoccupanti. Leggo su Presi nella rete (Raffaele Simone) che quel che succede un poco per volta é, molto semplicemente, la perdita della capacità di concentrazione e delle facoltà mnemoniche, la compressione dell’esperienza vissuta sul presente, la frammentazione e la superficialità del ragionamento. Volevo scrivere qualcos’altro, ma mi sono dimenticato cosa.

Time for Books / 3

Questo mese, per la prima volta, un post sui libri completamente in italiano. Non avrebbe avuto senso scrivere in inglese, visto che le miei letture sono state tutte nella madrelingua.

Per il mio progetto di ricerca ho incontrato a Bolzano Riccardo Dello Sbarba, consigliere provinciale e giornalista. Questo mese ho letto il suo libro, Südtirol Italia: Il calicanto di Magnago e altre storie, che si basa su una raccolta degli articoli scritti da Dello Sbarba tra il 1990 e il 2005. Il risultato é una prospettiva molto nitida su una regione controversa, proiettata in una dimensione abbastanza internazionale ma ancora molto attaccata a miti e tradizioni etniche. Il libro coglie questa situazione senza pesantezze storiche e sociologiche. Si legge velocemente e chiarisce diversi problemi senza la pretesa dell’accuratezza scientifica.

Entro fine maggio dovevo scrivere una riflessione sul battesimo per la rivista L’Invito. Mi sono documentato e sono tornato su alcune letture religiose. Se uno non rinasce dall’Alto, riflessioni sul battesimo di Dionigi Tettamanzi, non mi ha entusiasmato come in fondo speravo. Troppo rigido alle interpretazioni dottrinali, affatto semplice, non vi ho trovato grandi interrogativi e neppure risposte. Nella religione cattolica esiste questa cosa, che si chiama “il mistero della Fede”. Da un punto di vista teologico si tratta di un concetto estremamente complesso, ma ho sempre più la sensazione che nel concreto si traduca con un: “non posso spiegarti perché credere, fallo e basta”. Ecco, il libro era pressapoco tutto basato su questo concetto in quanto applicato al battesimo.

Sempre sulle meditazioni religiose, e anche un pochino sulla scia di Alzaie che lessi il mese scorso, mi sono avventurato su un breve libro di Erri de Luca, Una nuvola come tappeto, sulla sua interpretazione soggettiva di alcuni testi biblici. De Luca é un laico, credo ateo, appassionato della Bibbia, tanto da imparare la lingua ebraica per capirne il vero significato. Da questa lettura mi aspettavo moltissimo: forse per questo ne sono rimasto parzialmente deluso. Ne ho tratto, comunque, alcune citazioni.

Molto deludente un libro che ho comprato al Festival dell’Economia, Elogio del Moralismo di Stefano Rodotà. Lui é un intellettuale importantissimo che ammiro molto; il libro aveva tutte le premesse per essere una lettura di riferimento. Invece é solo un frullato di articoli e riflessioni su temi peraltro stranoti, senza nessuna aggiunta significativa. Questo é il classico libro che non dovrebbe essere un libro; ed é un peccato, visto la stima che ho dell’autore.

Fumetti, infine: una solita lettura veloce di Corto Maltese, questo mese Burlesca e no tra Zuydocoote e Bray-Dunes. E’ il terzo volumetto della trilogia delle celtiche, ambientato in Cornovaglia dove potrei passare qualche giornata a fine giugno. Solito Hugo Pratt, estremamente efficace. Questa comunque non é una lettura che consiglierei a un non-iniziato: troppo surreale e metaforica per poter esser compresa senza il giusto approccio.

A proposito di Corto Maltese: ho finito il volume fotografico I Luoghi dell’Avventura. Lo avevano comprato qui i miei. Il libro costa molto, ma é un capolavoro di riflessioni acute ed acquerelli pregiati. Presto metterò alcune citazioni.

Sempre un fumetto il bellissimo libro Lo Zen di Steve Jobs, che ho letto in poco più di un’ora. Costa molto per il tempo che ci si impiega a leggerlo, ma direi che ne vale la pena. M’era venuta voglia di leggerlo dopo aver letto la prima puntata su il Post. Adesso lo potete trovare tutto online, ma per i maniaci della Apple e dei fumetti (e io sono un pochino di entrambi) il libro resta un ottimo acquisto.