Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: cellulari

Reactions

Mercoledì 24 febbraio sono state introdotti in tutto il mondo i nuovi tasti con cui Facebook ha sostituito il tradizionale “mi piace”: si chiamano Reactions. Sammi Krug, product manager di Facebook, ha spiegato così l’introduzione di Reactions:

Ogni giorno, le persone vanno su Facebook per scoprire che cosa succede nel loro mondo e in giro per il mondo, e condividono ogni sorta di cose, che siano aggiornamenti felici, tristi, divertenti o riflessivi. Il News Feed è il modo principale con il quale potete avere aggiornamenti sui vostri amici, sulla vostra famiglia e su tutto quello che vi interessa, e il posto principale nel quale avere conversazioni con le persone a cui tenete. Abbiamo ascoltato le persone e capito che dovrebbero esserci più modi per esprimere più facilmente e più in fretta come vi fa sentire qualcosa che vedete nel News Feed. È per questo che oggi introduciamo Reactions, un’estensione del tasto “mi piace”, per darvi più modi per condividere le vostre reazioni a un post in un modo facile e veloce.

Già, le nostre reazioni. Così ora oltre a “mi piace” sarà possibile esprimere le nostre emozioni anche attraverso “love”, “haha”, “wow”, “sad”, ed “angry”. E’ un perfetto appiattimento esagonale. I lettori attenti, probabilmente quelli che mi conoscono di persona, hanno già capito dove voglio andare a parare. E allora lo dico: sì, questo post fa il pari con il precedente, è un’ennesima tiritera contro la società moderna. Abbiate pazienza.

Intendiamoci, comunque: è una società fortunata quella in cui vivo (wow!). Sono ricco di possibilità che ai miei genitori, nonni e bisnonni furono precluse, etc. etc. Mi pare, però, che molte delle recenti innovazioni stiano contribuendo notevolmente a spappolare il cervello dei miei coetanei (sad). Quando sono in coda alle poste, sull’autobus, perfino nelle conversazioni con persone che non vedevo da anni osservo un’assoluta capacità di comunicazione orale. Sono circondato da citrulli (angry?). Non saprei in che misura questo dipenda dal fatto che internet e i telefonini creano l’illusoria sensazione di poter comunicare continuamente e di far sentire le persone più vicine l’una all’altra; ma insomma, questo sicuramente gioca una parte, per piccola che sia. Ci troviamo con un completo appiattimento del vocabolario, degli scambi verbali, e delle nostra reazioni emotive. “Continuiamo così”, diceva Nanni Moretti/Michele Apicella, “facciamoci del male”.

 

OK – e con questo finisco il mio ciclo di scontate rimostranze anti-moderne. A seguire, come dicono i conduttori dei programmi radio che ascolto in questi giorni – radio che ascolto in sostituzione dei siti web e notiziari TV come parte del mio periodo di rigetto per le nuove tecnologie, ça va sans dire  – a seguire, dicevo, un post più allegro e divertente scritto dalla nostra cara amica Ada. Buonanotte e buona fortuna.

Cellulari e memoria

All’inizio fu il Nokia. Verso la fine degli anni novanta tutti gli adolescenti (me escluso, privato di cellulare e  televisione da genitori crudeli quanto lungimiranti) ne avevano uno e passavano gran parte delle loro giornate in un invio compulsivo di sms. Oggi praticamente ogni fascia d’eta, con l’eccezione di quelle più avanzate, é posseduta dal demone della tecnologia. Chi non utilizza laptop, smartphone o tablet dai nomi cool (Blackberry, Vaio, Galaxy, Android, Kindle) é out. Io stesso ho un’età tale per cui i genitori lungimiranti hanno perso il loro potere di veto e mi sono quindi potuto buttare in un’ubriacatura di nuove tecnologie, iPhone, MacBook, iPod, iPad.

Qual’é  la conseguenza di tutti questi gadget sui nostri cervelli? Io me lo chiedo da qualche tempo, notando effetti perversi e sinceramente preoccupanti. Leggo su Presi nella rete (Raffaele Simone) che quel che succede un poco per volta é, molto semplicemente, la perdita della capacità di concentrazione e delle facoltà mnemoniche, la compressione dell’esperienza vissuta sul presente, la frammentazione e la superficialità del ragionamento. Volevo scrivere qualcos’altro, ma mi sono dimenticato cosa.

Cellulari e tumori

Sui manuali dei modelli di telefonino più comuni si può trovare scritto: “Quando usate [questo prodotto] vicino al vostro corpo tenetelo ad almeno 15 millimetri di distanza e usate custodie, clip da cintura o fondine prive di parti metalliche e che mantengano almeno 15 millimetri di separazione dal corpo”; “se disponibili, usate auricolari o vivavoce”; “ridurre la durata delle telefonate”. In alcuni casi la distanza suggerita è di “almeno 25 millimetri dal corpo quando l’apparecchio è acceso e connesso alla rete”. Avvertenze come queste, seminascoste nei paragrafi che trattano l’esposizione alle radiofrequenze, hanno spinto Riccardo Staglianò (Toglietevelo dalla testa. Cellulari, tumori e tutto quello che le lobby non dicono, pp. XII-353, € 15, Chiarelettere, Milano 2012) a svolgere un’inchiesta sui pericoli della telefonia mobile.

Quando il cellulare è sempre acceso, L’Indice dei Libri del Mese, Luglio 2012