Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: cycling

Bis di montagne

Saturday morning: Bevaix, La Fruitiere, Le Soliat, Couvet, Gorge de la Rose.

Sunday: Jean-Thomas, Alexis, and Jeremie. The latter is a living example of how not to dress when hiking in the mountains: I love papa Francesco t-shirt with a fresh coffee stain, sneakers, light socks, and Gandalf-like stick. Broc, Dent de Broc (1828), la Trême, Gruyères (Jean-Thomas says it looks “just like Tuscany” because you can clearly see “la mano dell’uomo“: I am not convinced), Fribourg, Marco, Deg, Thibaut, fondue moitié-moitié, fondue fribourgeoise, and double créme.

 

 

 

Jaja

In questo periodo chiuso in casa mi sono divertito a recuperare mentalmente le immagini che associo alla primavera.

La primavera di quando ero bambino erano le pedalate in bicicletta. Quelle serali, vicino al Convento delle Laste, con alcuni ragazzi della zona. E quelle del fine settimana con mamma, papà, e Anna. Fiumi, torrenti, parchi, ciclabili, strade sterrate, tra il Trentino, l’Alto Adige, e il Veneto. Era il periodo del Giro d’Italia, che seguivo con Stefano e con papà. La sera guardavamo il Processo alla Tappa: le giornate si allungavano visibilmente ed i commentatori parlavano in maglietta o camicia dalle piazze italiane, bellissime, al crepuscolo. (Francesca, che vive a Londra ed è rientrata a Trento per il lock-down, mi ha scritto da poco che “la primavera italiana è meravigliosa ed è forse la cosa che all’estero mi manca di più“). Io simpatizzavo per i ciclisti stranieri, chissà perché. Laurent Jalabert e Pavel Tonkov. Feci disperare mio zio Paolo: mi promise di comprarmi la maglietta di un ciclista, probabilmente convinto che gli chiedessi quella di Pantani. Io invece volevo quella di Tonkov e lui dovette andare a cercarla in un magazzino di Roma. La conservo e la metto ancora, ogni tanto.

Di quelle pedalate ricordo anche gli orribili pantaloncini arancioni aderenti e gli eccentrici calzettoni bianchi, che amavo portare fino a sopra il polpaccio per emulare i calciatori. Erano calzettoni della Nik, con la famosa freccia capovolta all’ingiù: i miei li compravano da alcuni ragazzi che li vendevano porta a porta.

Crescendo, la primavera ha assunto altre forme. Ci sono state quelle del venticinque aprile, quella irlandese, quella passata al lago di Caldonazzo per preparare le Facoltiadi; quella canadese (vissuta un pò a metà, per dire il vero); e, più recentemente, anche quelle toscane, spagnole, e svizzere in un colpo solo. Però quella che ricordo in maniera più vivida è la primavera vissuta a Bruxelles nel 2013, con Mindo, Giulia, Moe, Roberto, Giovanni, Alessandro, Vaida. Penso spesso ai parchi (Cinquantenaire, Bois de la Cambre, un altro parco dove andai con Giovanni, Giulia, Diletta, Katharina e Valentina, ma non ricordo il nome), alla gita fuori porta a La Hulpe, alla scappatella a Dusseldorf, alla gara a Uccle, alle birre nelle piccole piazze vicino a Saint Boniface.

ps: il titolo di questo post è il soprannome di Jalabert, Jaja, che nello slang francese vuol dire anche goccetto.

Se piove l’é maiala

Rain, cold, a bad accident, and the absence of many friends: the Gran Fondo Gallo Nero wasn’t great.

The weekend was saved by Giallu, Zio Stefano, and my parents who decided to drive down to Tuscany for a couple of days. Some things I will remember: the short stay at Bencistà; the ride from Florence to Greve on Saturday (photos below); the lonely house carved inside a castle near Cavriglia; il sabato del villaggio a Greve; l’Osteria Monte Murlo; the fog; Giallu staring out of the window on Sunday morning, pyjamas and mug: ‘It rains again. Well, I guess we can drive back home now. I know a good trattoria in Panzano‘.

And the race? The route was shortened down from 135 km to 85 due to the rain. Besides, it was suspended for about half an hour because of a bad crash. I rode at an average of 28 km/h and finished 334th out of 689 participants in 2:59:15 (3:23:31 counting the half an hour stop in the middle of the road). The organisation was pretty dreadful and I probably won’t sign up again.

 

Gran Fondo Gallo Nero

I have decided to sign up for the 135km Gran Fondo Gallo Nero, which takes place on September 22 in the Chianti.

This will be my fourth Gran Fondo after Strade Bianche, Fiesole, and San Gottardo – provided I eventually manage to participate and complete it. It will also be my third competition of 2019, after the Diagonela and Marcialonga.

I am planning to go with Alvise, Piero, Giallu, and perhaps a few other friends.

Col du Sanetsch

I read several articles about the Col du Sanetsch. It has a solid reputation as one of the most spectacular bike climbs in Switzerland. It has long been on my bucket-list. Just like in 2018 I had allowed myself the luxury of climbing up the Grosse Scheidegg, in the summer 2019 I decided that the Col du Sanetsch would be my target.

I hopped on the train very early in the morning. I arrived in Martigny at 9. From there I rode to Sion, stopping along the way to eat the apricots directly from the trees. Apricots from Valais are unique.

From Sion I rode up to Savièse; and then up for 25 km and almost 2000 m of altitude. The climb is endless: it took me about three hours to get to the top. I used the day to listen to the first chapters of The Karamazov Brothers, but at some point I had to stop: I was too tired to follow the subtle philosophical nuances of the story. By the time I reach the Col, I was completely worn out. Never in my adult life had I been so tired during a bike ride.

Luckily there is a mountain hut where I could get a huge rösti. Then down to Sion and train back to Neuchatel.

Bike rides in Switzerland

I took fifteen minutes of my time to draw a map of Switzerland with the mountain climbs I would like to ride on my bike. Those I have done already have a circle around the dot: Chasseral, Chasseron, San Gottardo, Neufenen, Furka, San Bernardo, Grosse Scheidegg, La Tourne. The others I will hopefully do at some point in the future.

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Dialoghi e appunti tra Trento, Roma e Firenze

Una mattina di giugno alla fermata del bus anziano sale a bordo e saluta il guidatore: ‘Wella, direttore!“.

Al ristorante chiedo al cameriere se posso sedermi all’esterno. Lui mi risponde: “Puoi fare ciò che vuoi e io sarò il tuo schiavo“.

Al Giro d’Italia con Alvise, babbo, Giallu e Pietro tra Fonzaso, Croce d’Aune, Monte Avena, Pedavane e di ritorno a Fonzaso. Ci accampiamo con gli amici di Alvise che incitano in maniera indiscriminata spettatori e spettatrici che salgono in bici. Lo fanno sventolando davanti a loro mutandine di donna, sculacciandoli/le con due manine di plastica, versando loro del prosecco: “bevilo tutto!” oppure “e adesso lo finisci!” a seconda del momento.

Croce d'Aunia

Notte fonda al ritorno dal June Ball e trovo il solito fornaio all’opera in una remota bottega di via Boccaccio. Gli chiedo della schiacciata e lui me la regala: ho solo una banconota da cinquanta e lui non ha il resto. Due giorni dopo torno e trovo il suo collega. E’ quasi commosso che io sia tornato a pagare due euro. Loro si chiamano Mario e Sergio.

Francesco, Carmela e Costanza della Boutique della Pasta Fresca si ricordano ancora di me, anche se ci torno solo un paio di volte all’anno. Quando faccio per andare in bagno mi ricordano di chiudere la porta con delicatezza, altrimenti “gliela sbarbo“.

Un giorno cammino per il sottopassaggio delle Cure e mi godo l’Angelo che canta una litania napoletana accompagnato dalla fisarmonica. Sbucato alla luce mi trovo davanti Isah, che non vedevo dalla primavera del 2016. Lui era il venditore ambulante che sostava sempre davanti all’Antico Forno Guasti e con cui parlavamo di Roberto Baggio. Ci riconosciamo e parliamo di Danielo (Dani) e di Daniela (Jonas). Isah è molto contento, anche perché ora sta per partire per il mare dove farà la stagione – vendendo asciugamani. Ci siamo abbracciati.

Grosse Scheidegg

On July 12 I took the train at 6:00 and went to Interlaken (566 m). I rode up and down along the lake until I reached Brienz (also 566 m) and then gently up to Meiringen (595 m), where the actual climb begins. The road goes up nicely through the pines at first; and then brutally next to the Reichenbach falls where Sir Arthur Conan Doyle found inspiration and a death place for his hero Sherlock Holmes in the battle against Professor Moriarty. The climb then slows down for three or four kilometres, before getting pace again for a long final stretch, which I did not expect, with a steady percentage of 10 or more. The mountain pass is at 1,962 m and lies just in front of the legendary Eiger – to which I had paid an indirect tribute back in 2015. This is the Grosse Scheidegg, one of the hardest and most beautiful climbs in Switzerland.

From the top to Interlaken it is all goes down: Grindelwald (1,034 m) and Gündlischwand (660 m). I considered riding all the way back to Bern (540 m, about 50 km), but there was a strong wind and I did not have the legs.

Black Office

When I arrived in Neuchâtel last year I was going through a big cycling mania: I had just finished the Strade Bianche and I was preparing for the Gran Fondo di Fiesole. The Black Office, or the atelier libre for fixing and setting up bikes, looked like the ideal place to hang out.

One big problem, though, is that I did not speak French at the time. This was a significant obstacle. People at the Black Office would speak English to me, but then I was unavoidably excluded from all the group conversations. It was frustrating. I left Switzerland in July 2016.

Then I moved back in September this year. I went back to the Black Office only last week – not sure why it took me so long. It was a casual Saturday afternoon, but I found there Romain, Cyril, and Cyril. They recognised me. I then met some new guys who were not there last year – Ralph and Gaetan. I like the place. This is a little jewel of anarchist creativity in conservative Switzerland.

 

Settembre/Ottobre

Carrera Bikes, Arvier, Aosta, Lucio Dalla, Konstanz, Flaked, sophrologie, gruyer, Neuchatel Xamax, qualche posizione yoga qua e là, Giovanni Allevi, Radio France Culture, NIP Radio, Saint Ouen, soldatini di piombo dipinti a mano, Gore Vidal and William Buckley Junior.