Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

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Atena e Icaro

«Resta bambino» mi diceva il Mago Merlin «Vuoi la Luna per bere in essa come in una coppa d’oro; e così è molto probabile che tu divenga un grand’uomo… se saprai restare un bambino. Tutti i grandi del mondo sono stati dei bambini che volevano la Luna; correvano, s’arrampicavano, e talvolta riuscivano ad acchiappare una lucciola. Ma se si diventa grandi e ci si fa una mente da uomo, questa mente non potrà non vedere che la Luna è irraggiungibile… e così non si prende neppure la lucciola». Con 24 anni e un lavoro ogni tanto faccio fatica a ricordami della luna: per fortuna ci sono gli amici, quelli proprio veri sul serio, che non vedi da due anni (due anni! e quasi tre anni da quel sei gennaio 2009) e poi ci passi un giorno e mezzo, che poi sarebbero solo 36 ore in tutto, ma che tu in qualche modo fai diventare 36 da sveglio e 4 di sonno.

icaro

E allora a Faenza, la pioggia, il vento, lo sciopero e i treni tedeschi. Gli incontri improbabili in locali altrettanto improbabili a Forlì e gli studenti di una associazione che si chiama Koinè, ma il cui unico linguaggio è quello dell’evasione fiscale in scala massiccia: continuate pure a credere nelle generazioni future. E poi la pasta al Sangiovese, le abbazie restaurate e quei caffè letterari, che a Patrick fanno tanto ridere, ma di cui io mi sono subito innamorato, e mi sono innamorato anche delle sei badanti moldave al tavolo accanto al nostro, che c’avranno pure avuto 300 anni tutte assieme ma esprimevano un’umanità fortissima e pura. E infine quella cosa che hai fatto di tutto per evitare durante 24 anni e poi finisci per capitolare, ma poi almeno ci sono i pancakes canadesi che l’ultima volta erano stati proprio quelli di Wal-Mart, e tu avevi la barba e un occhio rosso. Le gioie discrete di un fine settimana di dicembre inoltrato, ancora senza neve ma con qualche lucciola.

nove100

* io e Marco abbiamo sempre apprezzato il gusto della criminalita-soft: all’epoca, le imprese migliori erano i furti dei rotoloni di carta igienica dai bagni del College. Ora ci siamo ridotti a fare foto scadenti laddove proprio non si potrebbe.

Calgary

This is a picture I took from the airport of Calgary on my way back to Europe after about 140 intense days in Canada. It is a poor picture: it won’t say anything to you. But it means a lot to me.

I’ve never been to Calgary. They say it’s an ugly city. Thomas once told me it is probably one of the ugliest cities of West Canada. He must be right, I thought, since he studied there for quite a while. Andrew comes from Calgary, now that I think about it. You wouldn’t think so. Andrew is such a cool dude, he’s not ugly at all. He is in Hong Kong right now, probably loose drunk in some casually dangerous clubs. At least, that’s how I imagine good old Andrew right now.

Calgary, to me, is a bit of a sad memory. Its skyscraper at the horizon is the last image I got from BC. I miss you, Calgary. We never got a chance, but it would have been cool to be there once. Maybe with Thomas, Andrew, Aaron, and the rest of the crew: Wee, Zi-Jen, James, and the other occasional harassers. There should be a picture of us somewhere. Saman must have one: he used to have so many pictures.

Calgary, how much fun we would have had. You may be ugly, Calgary, but we were definitely not. Where are we now, by the way? So weird to think that Thomas and Aaron are the only ones who are back to Canada. The others are spread over five different continents. I never thought about it before. We always missed someone from Latin America. We should have got a random Mexican in our crew. Wee had sort of a call in that direction, but I think that doesn’t count. Not that it makes too much sense but, after all, should it? I feel inspired tonight. I’ve never been to Calgary.