Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: fabione

L’ombrello vagamondo

Fabio, che oltre ad essere un amico d’infanzia fu anche una delle prime persone a comparire su questo blog con una bella tripletta (qui, qui e qui), ha appena pubblicato il suo secondo libro. Si tratta di una raccolta di racconti sulle mirabolanti e picaresche avventure di un ombrello vagamondo. Io gli faccio pubblicità, perché Fabio scrive in maniera schietta, sarcastica ed elegante: guardate che non è facile.

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Trovate il libro qui: potete comprarlo online, oltre che in tutte le librerie del Trentino. Io, che ho appena ordinato alcune copie, mi auguro di ritrovare il Fabio che conoscevo in questa sua raccolta di racconti.

Creative suggestions: July

I thought I’d ask some creative friends some suggestions on what movies to watch. Here‘s what came out last time. In this post you’ll find six brand new ideas.

This is a movie that has only brought me incredible memories and a lot of laughs. It is funny and I am pretty sure every dane of my age knows this movie and can quote quite a few sentences from it. It is about love, finding the one and only, how to be cheated on and disappointed and not to forget about jealousy. Its about daily life and all obstacles surrounding this. It evolves subjects as adoption, heritage and prejudices mostly about blond girls – which are hilarious. It compares relationships to cars not to forget kitchens and it makes sense. I tend to watch it quit a few times annually with friends just because it makes my mood go right up in the air. Also everyone can recognize oneself or a situation in the movie at one point and thats a promise even though it can be frightening. Watch: Den Eneste Ene. (P.W.S)

Dovremmo imparare a diffidare delle persone, a proteggerci dagli altri? E proteggendoci ci evitiamo di provare dolore, sofferenza o semplicemente ci precludiamo possibilità, stati d’animo, emozioni? Film consigliato: La migliore offerta. (L.Z.)

This is an Irish movie about two best friends who fight together against Britain during the Irish fight for independence. The friends struggle continues as they continue fighting on opposing sides in the Irish civil war a year later. The movie is well worth watching perhaps a brief read on Irish history before you watch the film is advised as similar events like this did happen in Ireland back in the 1920’s. Watch: The Wind that Shakes the Barely. (J. E.)

Questa è una satira sull’assurdità delle letture integraliste dei cosiddetti testi sacri e sulla corruzione insita nelle religioni istituzionalizzate (soprattutto della religione cattolica), descritte in maniera brillante come agenzie di marketing più interessate a vendere un prodotto che ad accompagnare l’individuo in un percorso verso la “verità”. Tuttavia non è un film anti-religioso. Anche persone con una sensibilità religiosa possono trovarlo divertente. Da esso emerge infatti l’aspirazione ad una religiosità più sostanziale e meno rituale. Personalmente non ho apprezzato questo livello del messaggio perché non lo condivido. Film consigliato – forse: Dogma. (F.P.)

I’ve got some friends here in Canada who became allergic to certain types of food and I’m pretty sure it’s because of how badly food is treated mostly in North America. Also, people rely too much on pills to get their daily vitamin requirements instead of just eating a more balanced diet. So if food can damage your body, it can also make you feel better if you know what and how to eat and in some cases, cure cancer too. I find that documentary incredibly interesting because food is the main component of a great health. Watch: Food matters. (L.P.)

I’d been thinking for long to change the rules [of this post] a little as I’m not what you would call an avid movie freak. Series are more my thing. More space for a complex development of character and story. I like that. The series I would have recommended was ‘House of Cards’. An American remake of a British series with Kevin Spacey as a mischievous senator who’s willing to do anything in order to become president. His character represents everything that’s wrong with politics but by breaking the fourth wall in a strange kind of way – and against your own will – you empathise with him. You could in some way say it’s ‘Borgen’ – an acclaimed Danish political series – but with a thick layer of American sauce. More drama, more thrill, less realistic but oh so yummy. BUT! Then I thought of one of the few movies that really left an impression on me and it turns out to be a Danish movie. Yes, Danish again, the Danes are good to us if it comes to film and series (another tip: Jagten). At first the story is presented as a fight between good and evil. A neo-nazi, Adam, is sentenced to community service at a rural church. The local priest: good, neo-nazi: evil. Adam jokingly accepts he will fulfil his service by baking an apple pie. But as the film progresses other layers of the story start appearing. The – in this movie exaggerated – unconditional belief and devotion required for religion is what has always amazed and annoyed me about belief. Yet this movie showed me the other side of things in an uncanny way. By emphasizing the characteristics of belief, science, good and evil it sketches a wonderful, multi-faceted caricature of our world. Watch: Adam’s Aebler (J. H.)

Lo Yin e lo Yen

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Diario di un viaggio in Olanda: day three

1 gennaio 2012

10.15: sono su un treno che va all’Aja. Jasper mi ha convinto: lascio un decina di cadaveri a dormire nel basement mentre mi dirigo verso il Mare del Nord. Con me Jasper, Nicolas, Joe, Suzanne.

11.30: sono all’Aja. Cielo plumbeo, masse di ubriachi che si dirigono verso il mare. L’arrivo e’ sorprendente: le case si aprono improvvisamente sull’acqua, verso il grande freddo e i ghiacci perenni. Vorrei tornare a dormire.

11.45: siamo scesi nell’arena. Migliaia di persone (10.000?), musica, stand. Tutti indossano il cappellino rosso regalato dall’organizzazione. Dovrei spogliarmi ma fa troppo freddo.

11.55: mi sono tolto due volte la giacca, ma ho sempre dovuto rimetterla. Saranno una manciata di gradi sopra lo zero. Saltiamo e balliamo tentando di scaldarci. Nicolas e’ gia’ nudo, anche Jasper (che pero’ indossa un didl tedesco al posto del costume).

11.58: penso di essere pronto. Le mie mutande di Babbo Natale mi infondono il coraggio necessario.

11.59: corriamo in acqua, so che mi aspetta una sensazione atroce: non penso più a nulla. Probabilmente i kamikaze giapponesi  provavano qualcosa di simile sessant’anni fa.

12.15: sono ancora vivo. Buttarsi in acqua e’ stata una sensazione mortale; in compenso, l’uscita e’ praticamente al caldo. Siamo entrati per due volte. Attorno a me persone con la faccia sconvolta, ma felice. Ci rivestiamo faticosamente a andiamo a prendere una zuppa calda ai banchetti dell’organizzazione.

12.50: le gambe tremano ancora, ma sono sul treno verso Utrecht.

15.00: doccia calda.

16.15: usciamo a farci un giro. Andiamo in al Cafe Olivier, ricavato all’interno di una chiesa sconsacrata.

18.30: di nuovo a casa, questa sera cena italiana. Ci mettiamo al lavoro con Marco, Teddy, Patrick e Fabio. Menu: antipasti di piadina, salame e formaggio; amatriciana; degustazioni di affettati; piadina alla nutella con shot ti Bailey’s.

20.00: la cena procede bene, c’e’ chi mangia in cucina e chi, invece (i piu’) sono accampati in giardino attorno al fuoco.

22.00: iniziamo con un massive round di shot.

23.45: ormai tutti ballano in cucina. Luci stroboscopiche, piano bar, vetri appannati: c’e’ un po’ di tutto.

02:00: vado a dormire.

Diario di un viaggio in Olanda: day two

31 dicembre

11.00: Siamo svegli e ci muoviamo verso Amsterdam. Sulla strada per la stazione incontro Lisa, che e’ appena arrivata da Panama.

13.45: Amsterdam e’ bella come la ricordavo, e anche Fabio ne e’ subito conquistato. Facciamo un giro rapido, forse troppo superficiale, per le vie attordo a piazza Dam. Pranziamo in un ristorante un poco troppo caro. Poi in Kalverstraat, in mezzo a migliaia di persone, incontriamo Helene, Chloe e Celine.

15.15: Il quartiere a luci rosse di giorno perde gran parte del suo fascino. Decidiamo di farci una fumatina pomeridiana molto leggera a mo’ di assaggio, ma i Coffee shop sono tutti irrimediabilmente pieni.

16.15: Abbiamo trovato un Coffee Shop con alcuni posti liberi.

16.25: Fabio sta iniziando un trip. Marco e Teddy, intanto, dicono di non sentire alcun effetto.

16.35: Fabio e’ “preso malissimo” (cit. Fabio, 2011). Si guarda le mani e dice che sono davvero grandi. Poi appoggia la testa sulle braccia e chiude gli occhi. Mi guarda beato e fa cenni d’assenso con la testa.

16.45: Devo andarmene dal Coffee Shop: la mia amica francese Elena mi aspetta dall’altra parte della citta’, in Rembrandtplein. Fabio e’ chiaramente in un altro universo, ormai: lo affido a Marco, Teddy e Patrick, che invece stanno benissimo e sono gia’ alla seconda space cake.

17.20: Rivedere Elena e parlare con lei dopo due anni e mezzo e’ bellissimo. Andiamo nel bar universitario australiano che e’ molto affollato. Ci sono anche due sue amiche che vengono da non so dove, che lei ha conosciuto in Australia dove ha studiato. Intanto, mi chiama Marco e mi dice che hanno dovuto andarsene dal Coffee Shop e stanno tornando a Utrecht.

17.50: L’atmosfera e’ bellissima e mi fermerei volentieri, ma devo avviarmi verso la festa che ci aspetta a casa di Jasper. Alla stazione dei treni incontro di nuovo Helene, Chloe e Celine. Anche loro sul treno per Utrecht.

18.25: Mi ha chiamato Marco e ha continuato a ridere ininterrottamente per un minuto e mezzo. Sospetto qualcosa.

19.00: Arriviamo a Utrecht e camminamo verso la casa di Jasper. In una strada della citta’ troviamo quattro italiani che ridono e fissano un muro. Fabio, Marco, Teddy e Patrick si incamminano con noi verso il party. La notte e’ giovane, io sono l’unico sopravvissuto al Coffee Shop.

19.15: Siamo arrivati, la festa e’ gia’ iniziata. Ci saranno circa 35 persone. Ci dobbiamo fare la doccia, ma Teddy e Marco continuano a ripetermi “oddio, non ce la posso fare, oddio”, fissano nel vuoto, mi guardano, ridono, fissano le altre persone, fanno continuamente le stesse operazioni (aprono e chiudono la valigia, vanno a salutare Iris, aprono e chiudono la porta del bagno). Situazione difficile, ma sotto controllo.

19.35: Esco dalla doccia e mi fermo a parlare con Iris e Stephanie. Teddy, che aspettava per la doccia, resta a contemplare il vuoto con occhi sognanti.

21.00: La festa decolla. Marco, Teddy e Patrick sono fuori forma, per cosi’ dire, ma mantengono il contegno. Suzanne intanto mi dice che ha visto Marco che girava in tondo e gli ha chiesto se cercava qualcosa. Lui risponde di si’, allora lei gli chiede cosa stesse cercando e lui risponde: “non lo so” e le scoppia a ridere in faccia.

21.45: Sto facendo qualcosa ma non ricordo cosa.

22.30: Balliamo. La mezzanotte e’ vicina, e noi corriamo veloci.

23.45: Tutti in cucina, ho un magnum di champagne in mano. Musica e cinquanta persone in una manciata di metri quadrati. Luci stroboscopiche, o forse quelle me le sto immaginando io.

00.05: Champagne sulla folla. Mi sento un pilota di Formula 1. Ho alcool ovunque, ma c’e’ chi e’ messo peggio di me.

00.15: Tutti in strada, fuochi e botti. Abbracci e meditazione.

00.25: Iris mi dice di seguirla sul tetto. Qui e’ bellissimo. Fuochi d’artificio ovunque. Sono pazzi questi olandesi. Da ogni parte di guardi, ci sono luci e gente che spara nel cielo. Dominiamo la citta’. Mai visto nulla del genere se non nei film. E’ bellissimo.

00.45: I dirimpettai (quelli della casa dall’altra parte della strada) ci guardano da un po’. Una ragazza perde la pazienza e spara quattro razzi ad altezza uomo verso la loro finestra. Fortunatamente e’ ubriaca e manca l’obiettivo.

01.30: Torniamo di sotto. C’e’ chi balla, chi parla. Alcuni iniziano ad andarsene.

02.00: Tutti nel basement, ora.

03.15: Siamo cotti. Fabio si e’ addormentato. Marco fa cose strane. Patrick mi dice che dobbiamo andare a una festa, poi pochi minuti dopo mi chiede dove ci troviamo. Nicolas ha una faccia stravolta mentre parla al cellulare con qualcuno. Anche io inizio a chiudere gli occhi.

03.45: Vado a dormire. Nel basement con me dormono Fabio (vestito sul divano), Teddy, Marco, Patrick (divano), Chloe (divano), Helene, Celine, Joe, Nicolas (divano). Nel raggiungere il materasso cado su un paio di cadaveri addormentati e rovescio una bottiglia di birra. Buon anno a tutti, e’ stato un 2011 a tratti difficile, ma che restera’ positivamente impresso nella mia memoria. Amo la vita, amo le persone che incontro, sono felice.

Diario di un viaggio in Olanda: day one

30 dicembre

Lorenzo e Fabio a Trento, Marco, Teddy e Patrick da Bologna, una Multipla da Bolzano, obiettivo ultimo: Utrecht.

9.45: Marco, Teddy e Patrick sono arrivati a Trento. Ci muoviamo. Abbiamo due ore di ritardo sulla tabella di marcia.

10.15: La segnaletica preannuncia neve tra Vipiteno e il Passo del Brennero.

10.35: Nevica.

11.10: Nevica moltissimo. Praticamente bloccati per la strada, cumuliamo già un ritardo galattico.

13:25: Baviera, finalmente. Cadono ancora fiocchi sparuti, ma il cielo e’ ora luminoso e la strada pulita.

16.30: Due ore a tutta non bastano a ricucire il ritardo. Siamo bloccati in una lunghissima coda prima di Stoccarda. Lorenzo suona inavvertitamente il clacson mentre siamo fermi in colonna, poi facciamo tutti la pipi a bordo strada. Fabio constata con disgusto che “siamo molto italiani”.

18.15: Superate Stoccarda e Karlsruhe. E’ notte. Puntiamo su Francoforte e poi Koln. Le autostrade tedesche sono praticamente prive di illuminazione. Teddy si sorprende nello scoprire che la Zelanda Olandese sta per scomparire, invasa dalle acque. Ci chiediamo se allora, forse, la Nuova Zelanda tornerà ad essere solo Zelanda.

19.50: Siamo stravolti. Teddy e Patrick dormono nei sedili posteriori, Fabio e Lorenzo si alternano alla guida, Marco prova a tenere alta la concentrazione parlando di cantanti trentenni alcolizzati, piadine e free software.

20.35: Teddy si risveglia bruscamente e chiede se siamo a Baduz.

22.15: Olanda, finalmente. Ci fermiamo in una piazzola dopo il confine e brindiamo con delle Red Bull. Una macchina accosta e spara quattro razzi nel cielo. Segnali positivi, ripartiamo effervescenti.

00.35: Siamo arrivati a casa di Jasper. All’entrata ci sono circa sessanta casse di birra. Ritrovo Jasper, Nicolas e Iris. La casa e’ una student house per venti persone a quattro piani, con ampio giardino e basement, che poi e’ il posto dove ci sistemiamo noi. Iniziamo subito a bere.

03.00: Irish pub della città con Iris. Utrecht e’ bellissima, proprio come la ricordavo. Semplice, pulita, romantica, protestante. Ora pero sarà tempo di riposare un poco. Tutti sui divani, Teddy a terra con il suo materassino.