Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: francesco costa

Capirne qualcosa

Ai miei lettori che volessero capire gli aspetti che contano davvero nell’elezione del Presidente della Repubblica italiana vorrei suggerire tre fonti.

La prima consiste negli articoli del mio vecchio professore – laddove vecchio va intenso in senso cronologico e non anagrafico del termine, ça va sans dire – che a tempo perso scrive per il Sole 24 Ore. Qui trovate tutti gli editoriali di Sergio Fabbrini; ne aspetto altri nei prossimi giorni. Per intanto vi segnalo, nell’ordine, quello su come si é trasformata l’istituzione del Capo dello Stato nel tempo, quello sulle nuove priorità dettate dal momento, quello sul ruolo del Presidente nell’attuale scenario politico e quello su come le riforme dividono i partiti al loro interno. E’ evidente che questo approccio é rigorosamente politologico ed é per questo, forse, che mi piace tanto.

Francesco Palermo, invece, mi aiuta a capire il procedere della legislatura con i suoi appunti attenti ai contenuti. Vi consiglio di guardarvi il breve intervento sulle dimissioni del Presidente della Repubblica e le recenti annotazioni in merito al procedere dell’approvazione della leggere elettorale.

Infine, oltre al politologo e al giurista/insider, vorrei consigliarvi un giornalista: Francesco Costa, che mi aiuta a far chiarezza sulle strategie dei partiti e dei singoli politici in  questi momenti complessi. Vi consiglio la sua guida a come uscirne vivi e il breve ragionamento sui paradossi di Romano Prodi come candidato al Quirinale.

Questi interventi vanno al nocciolo delle questioni invece di perdersi in interminabili speculazioni. Serve una rigorosa capacità analitica per apprezzare il vero significato dell’agenda politica, il ruolo delle istituzioni e la portata sul lungo periodo delle scelte che vengono prese oggi. Ci sono solo poche persone che ci possono aiutare a recuperare questa capacità: per questo credo sia importante selezionare attentamente le nostre fonti di informazione.

Up in the clouds

Due anni fa, quando ero in Canada, mi si ruppe l’hard disk senza alcuna apparente ragione, ne tantomeno preavviso. Non avevo fatto un back-up e persi migliaia di foto, canzoni e file – accademici e non. Fu un dramma e ci persi il sonno per alcune settimane.

Ecco, soprattutto ho pensato a questo spiacevole episodio leggendo un post a caso di Francesco Costa.

Non esistono vie di mezzo

Francesco Costa, When in trouble, go big (italian version)

Chi legge questo blog sa cosa vuol dire la frase qui sopra. È una regola che vale per me quasi in tutto, ma soprattutto in politica: quando ci si trova in difficoltà i mediocri minimizzano, si avvitano, vanno sul sicuro, cercano scappatoie e formule di circostanza, mentre i bravi vanno all’attacco e ribaltano la situazione. Barack Obama si è cavato fuori dai guai in questo modo molto spesso. Giorgio Napolitano ha risolto una grossa crisi politica in un momento terribile con quella estemporanea e geniale nomina di Mario Monti a senatore a vita. Andrea Pirlo ci ha vinto da solo un quarto di finale degli Europei (ma qui divaghiamo). When in trouble, go big.

Oggi Bersani si trova in una situazione del genere. Nel suo momento di massima debolezza deve gestire una situazione delicatissima e trattare con un soggetto che invece si trova nel suo momento di massima forza e influenza. Il Movimento 5 Stelle ha tutto da perdere dal votare la fiducia a un governo del PD – non esistono vie di mezzo – e tutto da guadagnare dal fallimento di Bersani o addirittura da un eventuale sciagurato governo con il PdL. Non basta dire “ci vediamo in Parlamento e vediamo se ci manderete a quel paese”: questi non vedono l’ora di mandare il PD a quel paese. Quindi bisogna alzare l’asticella: when in trouble, go big. Ha ragione Stefano Cappellini su Leftwing, sito bersanianissimo: serve “una mossa politica vera”. Ma offrire qualche riforma al M5S non è una mossa politica vera, come dimostra il post di Grillo di ieri.

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