Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

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Capitali nella storia

Walter Benjamin intitola un suo libro ‘Parigi, capitale del XIX secolo‘. (Libro invero non straordinario: lo leggevo qui, ma ero piuttosto annoiato). In una breve corrispondenza con Giallu e Old Tom, ho chiesto loro quali potrebbero essere le capitali degli altri secoli.

Giallu dice che “è una domanda difficile, perché se parliamo di capitali dovremmo misurare la proiezione economica, quella sui costumi, e sull’immaginario collettivo. Collettivo occidentale immagino, perché del resto noi non sappiamo nulla. Poi su di un intero secolo e su un continente… per dire, l’egemonia culturale fiorentina a spanne dura un cinquantennio, e si chiude con la fine di quella italiana. Venezia è un mondo a sé. Parigi è una porcheria fino al ‘600“.

Old Tom, a sua volta, coglie la palla al balzo per demolire Lutezia: “per quanto riguarda il XIX secolo, Londra certo non meno di Parigi (sempre che il criterio non sia esclusivamente estetico). Nel XVII, farei fatica a non indicare Amsterdam“.

Siamo tutti d’accordo sul ruolo centrale di Bisanzio nel periodo antecedente al ‘600. Giallu infine chiosa, pleonastico come suo solito: “c’è una città, che senza alcuna potenza economica stava su tutte le mappe, senza eserciti e in cui nessun esercito poteva penetrare, che per vite intere ogni giorno stava su tutte le labbra, inaccessibile ma in cui tutti speravano un giorno di entrare. Quella città è Gerusalemme“.

Just a bunch of Englishmen

Niccolò chose the place, bargained for the house, and found the motivation to rein everybody in, including those he did not know previously – and there were many of them. Nico, Thomoose, and Tree flew in from Canada. So did Andrew, who landed in Paris shortly after new year’s midnight. Jasper signed in about a week before, just like we had expected of him; whereas Giallu committed in September and never wavered. Erik and Iris drove from Rotterdam. I flew with Arianna from Treviso. And we all met in Bordeaux.

I remember lavish meals, funky games (Les grammes de Bourdeaux), cold hikes around Saint Emilion, impromptu Dixit games, Jasper going blind with a stick, playing limbo with strangers, Chilean dances, Jasper baking bread, Tee making classy Old Fashioned, Giallu dignifying the Mapazzone (stir people’s culinary curiosity and put them to work), Iris’ write-a-poem competitions, melted Mont d’Or for breakfast, scooter hunting and racing on the cobblestones along the Garonne in four teams of two, La Mirabelle and its petrol blue for dinner.

Then Erik, Giallu and all of our two girls left. We made up for their departure going to la Dune du Pilat and taking our traditional January-swim. The title of this post comes from there: we asked a bystander to take a picture of us. She was quite amused and recorded a video instead, commenting at the very start of it: ‘We are at the Dune du Pilat and there is a bunch of Englishmen about to swim“.

Sweet side-memory of that day: the Jon & Roy & Stevie Ray Vaughan playlist.

2020: resolutions

Start and finish one cross country skiing race. Free ride on the mountains. Eat chocolate. Remember. Get a sketchbook. Polish up the archive of pictures taken over the last few years. Learn some German. Do some interviews for my research. Experiment with French cuisine in Jules Joffrin. Spend a week in Berlin with Arianna, Anna, Felix, Jonas. Update the blog regularly. Write letters. Organise something with Giacomo and Francesco. Volunteer. Hike on the mountains (via ferrata) with Arianna, Giallu, Nicco, other friends and family. Race a gran fondo. Spend time with Camilla and Isabella. Relaunch the Gingerello s.p.a. Go sailing. Play tennis.  Spend new year’s eve with the Canadians in Canada.

Pale di San Martino

Partenza da Neuchatel alle ore 14:30 di sabato 28 settembre. Arrivo a Trento alle 20:03. Ricongiungimento con Giallu alle ore 22:30. Riposo. Colazione a Trento alle ore 7.30. Ore 10.00 arrivo a San Martino. Seconda colazione a San Martino per evitare possibili crisi di fame. Funivia per il Rifugio Rosetta. Tosella a metà strada per ovviare al languorino di tarda mattinata. Inizio camminata alle 12:00, con un ritardo di circa tre ore sulla tabella di marcia.

Dal rifugio (2.581 m) prendiamo il sentiero 709 per la trista cima Fradusta (2.939 m) completamente avvolta nella nebbia. Da lì, calata al Rifugio Pradidali (2.278 m) con moto volvente rilassato. Arrivo alle ore 16:00 e salto in branda nel bivacco storico. (Quello nuovo, tutto in legno e vetri, è sigillato ermeticamente). Cena con Costantino e Sandra. Loro sono lì per festeggiare il compleanno di Costantino, a cui piacciono il karate, il tiro sportivo con la pistola, i bonsai e gli infortuni sportivi. A letto dopo esser stati raggiunti da due alpinisti tedeschi poco in vena di socialità.

Il giorno successivo alba spettacolare con sole riflesso sulle pareti circostanti. Partenza senza fretta e con qualche difficoltà nell’indossare l’imbrago. Via ferrata del Porton (un’ora e mezza con scaletta iniziale da brivido) e poi via ferrata Nico Gusella (un’ora e mezza, principalmente a scendere) con passaggio dalla misteriosa Forcella Stephen (2.650 m). Lunga marcia con graduale discesa ed impietosa risalita verso il Rifugio Rosetta, anticipata da un fugace quanto imprevisto ritorno al Pradidali per recuperare la torcia dimenticata in branda. Allungo finale verso Cima della Rosetta (2.743 m) e discesa a San Martino senza funivia, faccia alla bella valle. Ultimo tratto al trotto, approfittando delle piste da sci non ancora innevate: francamente sconsigliabile e possibilmente da non ripetere.

Se piove l’é maiala

Rain, cold, a bad accident, and the absence of many friends: the Gran Fondo Gallo Nero wasn’t great.

The weekend was saved by Giallu, Zio Stefano, and my parents who decided to drive down to Tuscany for a couple of days. Some things I will remember: the short stay at Bencistà; the ride from Florence to Greve on Saturday (photos below); the lonely house carved inside a castle near Cavriglia; il sabato del villaggio a Greve; l’Osteria Monte Murlo; the fog; Giallu staring out of the window on Sunday morning, pyjamas and mug: ‘It rains again. Well, I guess we can drive back home now. I know a good trattoria in Panzano‘.

And the race? The route was shortened down from 135 km to 85 due to the rain. Besides, it was suspended for about half an hour because of a bad crash. I rode at an average of 28 km/h and finished 334th out of 689 participants in 2:59:15 (3:23:31 counting the half an hour stop in the middle of the road). The organisation was pretty dreadful and I probably won’t sign up again.

 

Calvino, i primi topless e il dubbio: si può guardare un seno nudo? E come?

Un uomo cammina lungo una spiaggia solitaria. Incontra rari bagnanti. Una giovane donna è distesa sull’arena prendendo il sole a seno nudo. L’uomo, persona civile e discreta, volge lo sguardo all’orizzonte marino. Sa che in simili circostanze, all’avvicinarsi d’uno sconosciuto, spesso le donne s’affrettano a coprirsi, e questo gli pare non bello: perché è molesto per la bagnante che prendeva il sole tranquilla; perché l’uomo che passa si sente un disturbatore; perché il tabù della nudità viene implicitamente confermato; perché le convenzioni rispettate a metà propagano insicurezza e incoerenza nel comportamento anziché libertà e franchezza.
Per questo egli, appena vede profilarsi da lontano la nuvola bronzo-rosea d’un torso nudo femminile, s’affretta ad atteggiare il capo in modo che la traiettoria dello sguardo resti sospesa nel vuoto e garantisca del suo civile rispetto per la frontiera invisibile che circonda le persone.

Leggi tutto su Il Corriere della Sera; segnalato da Giallu.

Dialoghi e appunti tra Trento, Roma e Firenze

Una mattina di giugno alla fermata del bus anziano sale a bordo e saluta il guidatore: ‘Wella, direttore!“.

Al ristorante chiedo al cameriere se posso sedermi all’esterno. Lui mi risponde: “Puoi fare ciò che vuoi e io sarò il tuo schiavo“.

Al Giro d’Italia con Alvise, babbo, Giallu e Pietro tra Fonzaso, Croce d’Aune, Monte Avena, Pedavane e di ritorno a Fonzaso. Ci accampiamo con gli amici di Alvise che incitano in maniera indiscriminata spettatori e spettatrici che salgono in bici. Lo fanno sventolando davanti a loro mutandine di donna, sculacciandoli/le con due manine di plastica, versando loro del prosecco: “bevilo tutto!” oppure “e adesso lo finisci!” a seconda del momento.

Croce d'Aunia

Notte fonda al ritorno dal June Ball e trovo il solito fornaio all’opera in una remota bottega di via Boccaccio. Gli chiedo della schiacciata e lui me la regala: ho solo una banconota da cinquanta e lui non ha il resto. Due giorni dopo torno e trovo il suo collega. E’ quasi commosso che io sia tornato a pagare due euro. Loro si chiamano Mario e Sergio.

Francesco, Carmela e Costanza della Boutique della Pasta Fresca si ricordano ancora di me, anche se ci torno solo un paio di volte all’anno. Quando faccio per andare in bagno mi ricordano di chiudere la porta con delicatezza, altrimenti “gliela sbarbo“.

Un giorno cammino per il sottopassaggio delle Cure e mi godo l’Angelo che canta una litania napoletana accompagnato dalla fisarmonica. Sbucato alla luce mi trovo davanti Isah, che non vedevo dalla primavera del 2016. Lui era il venditore ambulante che sostava sempre davanti all’Antico Forno Guasti e con cui parlavamo di Roberto Baggio. Ci riconosciamo e parliamo di Danielo (Dani) e di Daniela (Jonas). Isah è molto contento, anche perché ora sta per partire per il mare dove farà la stagione – vendendo asciugamani. Ci siamo abbracciati.

Books I have read, 2018

I remember reading Annie Ernaux’s Memoria di ragazza on the train during a long, romantic night ride between Stockholm and Kiruna. Outside it was snowing. I felt like I was part of a Swedish noir movie. Next to me, Giallu, and Nicco were muttering indistinct phrases while Jasper was listening to Bubble Butt. We had decided to split two beds and two seats. It all went smoothly until Giallu was locked out of his cabin. The thought of that still makes me smile. The book, which I had bought together with Anna in a little library of Rovereto that we had previously discovered thanks to Martina, is honestly not great. I like its reflexivity and the way in which you can reconsider your own past. It is a bit too depressing for my taste, though.

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Between January and February I read one book that had been given to me as a present by Martina during 2016: Jimmy Nelson’s Before they pass away. I remember seeing it in Iris and Erik’s apartment in Rotterdam when I was there six months earlier. Big book. Around the same time I also devoured Tim Marshall’s Prisoners of Geography. I am going to read more books on geopolitics in the next few years.

Between February and March I listened to Emmanuel Carrére’s Limonov through Radio Rai’s podcast Ad Alta Voce. Boy, what a good experience this was. Credit goes to Martina, who had recommended me the podcast – and the book: I remember I first saw it in her house, when she gave it to Fabio. I spent two weeks listening to it. Most vivid in my memory is the four hour non-stop session on my way to Zinal with Jean-Thomas and Elie. I also remember I stopped going to the office by bike around that time so that I could walk down slowly and listen to Limonov. This book left a trace.

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Definitely less impactful was Jack London’s Martin Eden. I wanted to read a big, classic book again after my entertaining experience with Il Conte di Montecristo. This has not matched my expectations, though. My second weekend in Zinal, this time with Annique and Eva, I read William Boyd’s Sweet Caress. I had previously bought the book in Zurich. Another book by William Body, Any human heart, is definitely one of the best reads I have ever had. Not this one, though. I should have seen it coming: the name of the author is written in way bigger characters than the title of the book on the cover page.

Back in Neuchatel I started a new audiobook, courtesy of Radio Rai: Umberto Eco’s Il nome della rosa. I had read this great piece of art as a kid but I had forgotten everything. When Pedro hosted me for the second time in Madrid in 2017, I remember buying a Spanish copy of the book for him that I found in a second-hand market in El Retiro. It was a beautiful sunny day. This is an extraordinary book that everybody should read twice in their life.

Il nome della rosa

I like to think of my spring in Paris together with Robert Doisneau’s Paris. When the first sun started to kick in in Neuchatel, I followed Francesca’s advice and I read Primo Levi’s, Il sistema periodico. My image of this book is that of the little cabins in Neuchatel’s harbor.

On my way to Cuba I decided to bring two books only: Eduardo Galeano’s Bocas del tiempo (strongly suggested by Jean-Thomas, who had loved the book when he read it in Argentina) and Alessandro Raveggi’s Panamericana (I had read about it somewhere and got curious). When I ran out of books, because we spent too much time reading due to the rain, Thomoose passed me his copy of Ernest Hemingway’s A Moveable Feast. Oh what a pleasure to read it under the sun in El Varadero like a capitalist tourist.

In June I read Daniele del Giudice’s Staccando l’ombra da terra. This was a present by Giulia. Yes, yes, yes – a very good book.

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In July I celebrated the Tour de France by reading two books by Bidon: Il Centogiro and Se qualcuno viene mi fa piacere. Leonardo Piccione’s career as a writer is quickly taking off and I will forever pride myself with the discovery of his talent before he became known to the big public.

In August I read Emmanuel Carrére’s Il Regno. I remember going through it on the Lake of Molveno, together with my dad who had read it a few months earlier. Two other books I read in July: Paolo Soglia’s Hanno deciso gli episodi, and Augusto Pieroni’s Leggere la fotografia. Not quintessential.

In Croatia I read Emmanuel Carrére, D’Autres vies que la mienne. This is the second book in French I completed after Albert Camus’ L’Etranger, which I read last year. I was proud. This book is way too long though and I would only recommend the first one hundred pages of it. I also read a comic book by Vladimir Grigorieff and Abdel de Bruxelles, Le conflit insraeélo-palestinien, which I had bought in Brussels with Anna.

In early October I read Robert Capa’s Slightly Out of Focus. It was good to read it on the boat with Giallu, Nicco, and Jonas. I told Thomoose to read it. It is entertaining. You read Capa and you can never tell whether he is for real. He just goes like – hei, let’s have a good time. In late October, on my way to Kenya, I read Desmond Morris’ La scimmia nuda. This was a present by Eliana. Nailed it. It was a good coincidence to read it in the country that really is the cradle of humanity.

Between November and December I read Giuseppe Sciortino’s Rebus immigrazione. He was my professor at the bachelor’s in sociology. This is a small and lean book that I read during one train ride from Trento to Neuchatel.  Finally, in December I read Mary Ellen Mark’s On the Portrait and the Moment. This was my graduation present by Iris and Erik. They know how to make their pick. The most charming part of photography, for me, is portraits – of humans, rhinos and elephants. Landscapes are boring.

And this is the end. Reading back the post I realise that my book choices are closely tied to the people I know and the place I visit. I do not do this on purpose. But it feels right.


Read my ‘books I have read‘ posts from 2017201620152014., 2013.

Podcasts

Historycast; The Axe Files with David Axelroad (from Giallu); The Economist: The Week Ahead (since this one no longer works I have replaced it with Editor’s Picks); Ad Alta Voce (from Martina); FT: World Weekly; The Philosopher’s Zone; Malcom Gladwell: Revisionist History (from Daniel); Un giorno da pecora; The Wilderness; BBC In our time; Lezioni di Storia con Alessandro Barbero.

Un uomo di grande virtù ebbe certamente dei buoni amici

Neuchâtel, Bern, Brigg, Milan, Firenze, Piombino, Piombino Marittima, Riomarina, Cavo: 16 ore.

Nelsina, Einlaufbier, Flieger grüss mir die Sonne, Sanzionami questo, Secret Hitler, Porto Azzurro, le miniere di Capolivieri, Lacona, Salivoli, bella sgnacchera.