Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: giuseppe grillo

E se votassi M5S?

In questo post provo a eliminare la componente emotiva e chiedermi: per quali ragioni potrei voler votare il partito di Grillo e Casaleggio?

Proposte per l’Europa. Nel programma Sette Punti per l’Europa il M5S non ha, di fatto, nessuna proposta siccome quasi tutti i punti riguardano l’abolizione di accordi vigenti piuttosto che l’introduzione di nuove politiche. Le uniche proposte concrete riguardano la convocazione di un referendum per la permanenza nell’euro e l’adozione degli eurobond, due punti chiaramente incompatibili dal momento che sarebbe impossibile adottare gli eurobond in caso di uscita dall’euro. Mi pare inoltre poco corretto nei confronti degli elettori non indicare in anticipo a quale gruppo parlamentare il M5S intende fare parte una volta entrato nel Parlamento Europeo, un’usanza fatta propria da tutti gli altri partiti europei in nome della chiarezza con i propri elettori.

Narrativa politica. Ritengo la narrativa un aspetto molto importante nel contesto politico e per questo apprezzo i leader che riescono a costruire un discorso collettivo attorno a una serie di obiettivi ed ideali – vedere la campagna di Barack Obama del 2008 e prima di lui, prima che io nascessi, Enrico Berlinguer, Willy Brandt, William Gladstone. Di converso,il M5S ha spostato acriticamente l’attenzione dalle strutture agli individui, come se i fallimenti del sistema dipendessero esclusivamente dalla somma delle incapacità individuali. Questo significa che una visione di come riformare le strutture risulta completamente inesistente nella narrativa del partito. Peggio ancora, il M5S costruisce la sua esistenza su toni triviali basati esclusivamente sulla denigrazione dell’avversario politico. A questo riguardo, trovo particolarmente pericoloso l’utilizzo di internet come strumento di minaccia, come avvenuto recentemente con  la pubblicazione online di profili personali di politici e giornalisti che finisce spesso e volentieri in un linciaggio virtuale con toni sessisti. Questi atteggiamenti mi disturbano profondamente.

Visione delle istituzioni. Mi pare ormai evidente che l’organizzazione del M5S sia quella dei vecchi partiti : basti vedere il Codice di Comportamento per gli eletti alle Europee, in cui si stabilisce che “Laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle verrá fatto su proposta di Beppe Grillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S” e che “Ogni deputato si impegna a prescegliere e designare due dei predetti assistenti di propria competenza fra i soggetti indicati come componenti del “gruppo di comunicazione M5S” da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio”. A questa visione distorta della democrazia interna si somma un totale analfabetismo istituzionale: come potrebbe una vittoria alle elezioni per il Parlamento Europeo legarsi alla sfiducia dell’esecutivo nazionale e del Presidente della Repubblica, come invocato più volte dal M5S? La re-interpretazione delle regole del gioco a proprio uso e consumo  è probabilmente la componente più nefasta di questo M5S. Gli osservatori attenti non avranno difficoltà a riconoscere in questo un’eredita del berlusconismo. Dal precedente ventennio il M5S ha anche fatto propria la visione della democrazia come un populismo prebiscitario, per cui le scelte sono fatte dal capo politico e il popolo ha il solo compito di ratificarle. Uno dei grandi drammi degli ultimi decenni in Italia è stato l’evidente impoverimento intellettuale del modo di vivere e rispettare le istituzioni: il M5S vive e riproduce questa crassa ignoranza che danneggia profondamente il nostro modo di vivere assieme all’interno di una comunità politica.

In conclusione. Non riesco a vedere ragioni per votare M5S. Questo partito mi sembra schizofrenico, inconcludente, triviale e irrispettoso delle più fondamentali regole della democrazia costituzionale. Magari mi sbaglio. Sarei davvero felice di incontrare sostenitori del M5S che mi dessero una ragione per votare questo partito diversa dal solito refrain “Mandiamoli tutti a casa“. Non ne ho ancora trovato nessuno.

Brutte storie

Il capo del Movimento 5 Stelle mette all’indice i giornalisti bistrattori del M5S, con tanto di foto modello wanted, e invita gli attivisti a fare segnalazioni. Nel mirino della rubrica “Giornalista del giorno” finisce per prima una cronista dell’Unità, Maria Novella Oppo. Seguono numerosi e pesanti insulti alla cronista, la grande maggior parte su toni sessisti (‘cagna’, ‘zoccola’, ‘puttana’, ‘sembra carta da culo’, ‘baldracca’, ‘non scopa’, ‘non se la tromba nessuno’). Facciamo una piccola riflessione, non solo su questo Movimento che in tanti continueranno a votare, ma anche su quanto sia profondamente malata la sfera sessuale degli uomini in questo posto dove viviamo.

Me and my computer

An original assessment of the disruptive nature of the success of the M5S in Italy in a paper published by the Madariaga College of Europe Foundation.

In its nature, M5 S constitutes an attack on any collective structure labeled as “dead”. The movement did not aim to bring civil society into politics, but rather individuals. The mobilisation strategy is therefore founded on “Me and my computer” rather than “Me and my comrades of class, territory or organised interest”, where the only source of knowledge is the leader’s blog and his radical messages, posing a fundamental contradiction between the advocacy for a direct form of democracy (or “liquid democracy” in the words of Grillo) and a vertical use of the media. This induced many to argue that the result is an evolution of the passive de-mobilisation on which Berlusconi built up his fortune, where internet replaced the TV firepower of the media tycoon, but keeping an extraordinarily similar definition of the enemy.

Quella volta nel 2009

Ci fu una volta, nel 2009, che Giuseppe Grillo comparve davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato in seguito alla raccolta firme (firmai anche io, peraltro; e lo rifarei anche oggi) per la proposta di legge: Parlamento Pulito.

Molto interessante rivedere il video oggi. Restano alcuni contenuti di fondo che trovo corretti, espressi con una grande violenza verbale, una grande abbondanza di generalizzazioni sbagliate e alcune allusioni a sommovimenti di popolo.

Before we laugh at this rudderless state

Italy, for better or worse, has served as an amazing laboratory of political innovation in recent history. Fascism and the mafia were Italian inventions. And the Berlusconi phenomenon—the combining of media power, money, and celebrity, and translating it into political power—was, like it or not, an innovation that found imitators around the world. If Berlusconi represents the political potential of television, Grillo is one of the first political figures to build a major political movement largely through the Internet. And that Grillo, a not particularly funny comedian with a mop of unruly gray hair and a foul mouth, should create a political movement out of nothing and turn it into the largest party in the country in just a few years is not as strange as it might at first appear. Read the rest of the article on The New Yorker.

Tutto molto bello

I nostri avversari ci accusano e accusano me in particolare di essere intolleranti e litigiosi. Dicono che rifiutiamo il dialogo con gli altri partiti. Dicono che non siamo affatto democratici perché vogliamo sfasciare tutto. Quindi sarebbe tipicamente democratico avere una trentina di partiti? Devo ammettere una cosa – questi signori hanno perfettamente ragione. Siamo intolleranti. Ci siamo dati un obiettivo, spazzare questi partiti politici fuori dal parlamento. I contadini, gli operai, i commercianti, la classe media, tutti sono testimoni… invece loro preferiscono non parlare di questi 13 anni passati, ma solo degli ultimi sei mesi… chi è il responsabile? Loro! I partiti! Per 13 anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati.. sono loro i responsabili!

Io vengo confuso… oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba! Io vedo questa sufficienza borghese nel giudicare il nostro movimento..mi hanno proposto un’alleanza. Così ragionano! Ancora non hanno capito di avere a che fare con un movimento completamente differente da un partito politico…noi resisteremo a qualsiasi pressione che ci venga fatta. E’ un movimento che non può essere fermato… non capiscono che questo movimento è tenuto insieme da una forza inarrestabile che non può essere distrutta.. noi non siamo un partito, rappresentiamo l’intero popolo, un popolo nuovo.

Fa discutere un video che gira in rete negli ultimi giorni, quello di un discorso di Hitler del 1932. Come scrive Silvio – non quel Silvio; ma un Silvio che conobbi tramite l’esperienza di Charta91 – “bisogna essere sempre prudenti nell’estrapolare parti di storia e adattarle al presente”. Bisogna anche saper riflettere.

Non esistono vie di mezzo

Francesco Costa, When in trouble, go big (italian version)

Chi legge questo blog sa cosa vuol dire la frase qui sopra. È una regola che vale per me quasi in tutto, ma soprattutto in politica: quando ci si trova in difficoltà i mediocri minimizzano, si avvitano, vanno sul sicuro, cercano scappatoie e formule di circostanza, mentre i bravi vanno all’attacco e ribaltano la situazione. Barack Obama si è cavato fuori dai guai in questo modo molto spesso. Giorgio Napolitano ha risolto una grossa crisi politica in un momento terribile con quella estemporanea e geniale nomina di Mario Monti a senatore a vita. Andrea Pirlo ci ha vinto da solo un quarto di finale degli Europei (ma qui divaghiamo). When in trouble, go big.

Oggi Bersani si trova in una situazione del genere. Nel suo momento di massima debolezza deve gestire una situazione delicatissima e trattare con un soggetto che invece si trova nel suo momento di massima forza e influenza. Il Movimento 5 Stelle ha tutto da perdere dal votare la fiducia a un governo del PD – non esistono vie di mezzo – e tutto da guadagnare dal fallimento di Bersani o addirittura da un eventuale sciagurato governo con il PdL. Non basta dire “ci vediamo in Parlamento e vediamo se ci manderete a quel paese”: questi non vedono l’ora di mandare il PD a quel paese. Quindi bisogna alzare l’asticella: when in trouble, go big. Ha ragione Stefano Cappellini su Leftwing, sito bersanianissimo: serve “una mossa politica vera”. Ma offrire qualche riforma al M5S non è una mossa politica vera, come dimostra il post di Grillo di ieri.

Leggi tutto sul blog di Francesco Costa

Bisogna mandarli a casa tutti

Alvise mi ha segnalato questo efficacissimo post sul movimento di Giuseppe Grillo e sulle sue pericolose affinità con altri movimenti che in passato sconquassarono la scena politica nazionale. Leggetelo tutto. Io qui riporto solo un brevissimo passaggio, che vado dicendo da tempo.

Bisogna mandarli a casa tutti. Tutti chi? Di cosa stiamo parlando realmente? Esiste una compatta e inscindibile compagine di politici cattivoni e irrimediabilmente corrotti? Sono tutti così? Sono generalizzazioni false e indiscriminate che fanno venire i brividi per la  superficialità e la violenza che contengono

They are not all the same

I am translating in English part of a post written by Luca on QT. The original post reads like this.

Basta con il vecchio, stucchevole adagio.
Non sono tutti uguali.
O meglio: a pensarci bene, sono simili al vecchio proprio quelli che strillano al nuovo.
Berlusconi e Grillo sono accomunati dal populismo, dalla tendenza a sottrarsi al confronto (per poter buttare sul piatto, dalla debita distanza, tutto ciò che pare loro, senza alcun contraddittorio), dal culto della personalità, dal disprezzo per l’avversario, dall’afflato rivoluzionario — fasullo — utilizzato furbescamente per ottenere consenso (prevalentemente tra gente poco informata, quando non in mala fede) e quindi potere.

Enough with the old, cloying adage.
They are not all the same.
Or rather, to think of it, those who invoke the new are exactly those that are most attached to the old.
Berlusconi and Grillo are united by populism, the tendency to avoid debates (to be able to throw on the plate, from the distance, everything they want to throw, without any contradictory), the cult of personality, the contempt for the opponents, the – fake – revolutionary cunningly used to obtain consent (mainly among people uninformed, when not in bad faith) and ultimately the power.

Italian elections 2013

The next weekend there is going to be a long awaited political election in Italy. With six days to voting day, here’s what I think will happen.

The centre-left coalition led by Pier Luigi Bersani’s Partito Democratico will win a majority in both the chambers of the house, probably with a larger margin in the lower house. The centre-right coalition led by Silvio Berlusconi’s Freedom’s People Party will get between 20 and 25% of the votes. Giuseppe Grillo will get more than 15% of the votes, perhaps even 20%. Mario Monti will get about 15%, probably less. The other parties and coalitions seriously risk not hitting the 4% threshold required to enter parliament.

Three traditionally right-wing regions are crucial for the final victory: they are Veneto, Sicily and Lombardia. I expect the centre-left to win in two of these three regions, although by a very narrow margin.

However, there will very little to celebrate. Due to the extreme fragmentation of the political system and to a terrible voting system, the centre-left victory will be extremely fragile. To be allowed to govern, sooner or later the left-wing will have to rely on Monti’s support. This is a good thing, in my opinion. Personally, I hope that Monti could bring a very positive contribution to limit the contractual power of the most radical part of the centre-left coalition, that is represented by old-school communists as Nicola Vendola and Stefano Fassina. These are great politicians when it comes to the rhetoric, but terrible leaders when it comes to public policy-making.

I am also extremely worried by Giuseppe Grillo and his supporters. This movement is riding a violent, populistic and antagonistic campaign and it is very hard to imagine how it can bring a positive contribution to the next parliament.

Finally, I have grown indifferent to the people that will vote – once again – for Silvio Berlusconi’s coalition. I have come to the conclusion that these voters are either ignorant (they are not informed on the actual facts and figures), stupid (they get fascinated by false and misleading narratives), or selfish (they believe in heavy tax cuts, which by the way were promised by Berlusconi in 1994, 2001, 2008, and never delivered). Even more likely, they are a combination of the three.