Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: islam

I valori democratici dell’Europa nel ventunesimo secolo

Ho scritto un articolo per Unimondo partendo dall’osservazione che nelle settimane che hanno seguito gli attentati di Parigi tantissime persone, partiti e dei movimenti politici in Europa hanno fatto a gara a chi è più Charlie di tutti. Nell’articolo spiego che tra le manifestazioni in difesa dei valori democratici europei ci sono anche quelle del movimento “Pegida”, o Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes (“Europei patriottici contro l’islamizzazione dell’Occidente”). Quel che vorrei dire è che dovremmo distinguere tra i diversi modi di appropriarsi di Charlie e comprendere meglio quale sia davvero la natura dei valori democratici che caratterizzano la nostra Europa. Perché sarebbe un disastro lasciare che questo dibattito sia lasciato alle parole sciolte e concitate di movimenti come Pegida, o di altri partiti che in Italia come altrove fanno leva sull’insicurezza e le paure dei cittadini per risvegliare i nostri istinti più bassi.

Confused?

A PEW Research Centre’s report on Muslims and their attitudes to sharia law reflects man’s capacity to hold contradictory views. Almost 80% of Egyptian Muslims say they favour religious freedom and a similar number favour sharia law. Of that group, almost 90% also think people who renounce Islam should be put to death.

source: The Economist

Sulle sollevazioni contro l’Occidente

Ha ragione Barbara Spinelli, la libertà d’espressione perde valore e senso se resta “sovranamente indifferente alle sue conseguenze” (più in breve, e più in generale, non c’è mai libertà senza responsabilità). Ma ciò che fa paura, e continuerebbe a farla anche laddove la libertà d’espressione fosse così ben temperata da evitare ogni trappola, è la totale pretestuosità che arma l’odio islamista: che cosa c’entra, con il film cretino e mediocre girato da un mediocre cretino, il governo americano? Cosa c’entra con gli “insulti al Corano” l’ambasciatore Stevens, amico della cultura araba, amico dell’Islam, amico della democrazia libica? La questione è che se la visione del mondo è tribale, l’individuo non esiste: esistono solo le tribù. L’odio in questione non è da fanatico a fanatico (secondo il rozzo ma comprensibile auspicio: almeno si ammazzassero tra loro), non è Al Qaeda contro Breivink. L’odio che in questi giorni incendia le piazze e versa sangue è contro gli occidentali visti come una sola, immensa, indistinta tribù di blasfemi e di impuri. Solo il mondo islamico ha facoltà di disinnescare, col tempo, questo violento, arcaico meccanismo che non riconosce, nelle persone, persone, ma solo membri di una fede amica o di una fede nemica.

Michele Serra, La Repubblica, 15/09/2012.