Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

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2016: resolutions

Take up cooking again. Talk to strangers, make new friends. Keep reading books; and maybe read some poems too. Distill and trade. Spend time with Camilla and Isabella. Volunteer, much. Start and finish a Gran Fondo. Teach one more university seminar. Write three chapters for my Ph.D. dissertation. Become part of something – NGOs? cycling clubs? freemasonry? Hike with Manuel, Mindo, and Giallu. Learn something new – something practical, possibly. Try to read and practice the spiritual exercises of Ignatius. Drink whiskey with Martin and Niels. Travel outside Europe. Meet the Canadians: Iris, Joe, Jasper. Write Thomas. Avoid weddings – except Nele’s. Be present. Make a plan for life. Visit Aosta.

Riffe 39

La scorsa settimana smaltivo le conseguenze del sabato notte passeggiando lungo il Mugnone, che poi sarebbe il simpatico rivolo di ochette, acqua e nutrie che scorre pigramente a venti metri da a casa mia. Penso sia stato allora che ho finalmente capito: siamo destinati ad andarcene. Per sempre. Ci sono stati momenti in cui abbiamo pensato che saremmo rimasti all’infinito ed abbiamo smesso di preoccuparci del domani. Ma ci sbagliavamo: oggi è già domani, come si intitolava un film mediocre di pochi anni fa. E mentre torno a fissare il Mugnone penso che dopo alcuni anni di relativa quiete il fiume dell’esistenza si prepara ora a lasciare il vecchio letto alle spalle per scorrere in una direzione nuova.

Non parlo della nostra morte, un fatto comunque certo e inoppugnabile, ma della mia casa a Firenze. Tutto sembra indicare che a dicembre 2015 ce ne andremo tutti e quattro, Lorenz-Dani-Ada-Nele. For good. Sono stati due anni bellissimi, forse i più belli della mia vita. Ora restano ancora sei mesi e poi via, prepariamoci a ricominciare ancora una volta tutto d’accapo.

Un fine settimana di giugno dei ricercatori in Maremma

The material provided will be applauded with great enthusiasm by your devoted followers“.

Tosan Kraneis, 2015

Migrare

Ogni tanto servono anche riflessioni personali e sentimentali e ti avviso subito, cara lettrice, che questa è una di quelle bombe sfacciatamente melodrammatiche che scrivo il venerdì sera dopo una lunga discussione a tavola.

Prima di tutti è stato Jonas e già il suo addio fu piuttosto melodrammatico. Tra pochi mesi Dani tornerà all’estero e questa volta sarà per qualche anno, se non per una vita. Ada partirà a gennaio e Nele anche. La maggior parte delle persone che hanno arricchito la mia vita a Firenze, da Martin a Fabio, Niels, Mariana, Anna, prenderanno il volo tra agosto e dicembre. Perfino i fiorentini, penso a Giallu, potrebbero andarsene. E io, che come sempre non ho ancora un programma definito [She said, “Where d’you think your going with that look upon your face / He said, “I’m going nowhere, would you like to come too”] non so ancora dove sarò. Forse dopo tutto anche io dovrò dire arrivederci a Firenze, questa città bellissima che mi ha accolto come una amica forte e virtuosa fin dai primi giorni. Da quando ho compiuto ventun anni ho sempre cercato di muovermi velocemente: non ho mai avuto difficoltà a stringere nuove amicizie e staccarmi sapendo che la vita è breve e va vissuta per tappe, senza fermarsi troppo a lungo nella stessa medesima situazione. E anzi, mi sono divertito a ricominciare daccapo anno dopo anno. Eppure questo posto, queste persone: non sono sicuro di essere pronto al distacco. L’unico modo di tirarmi su è una canzone che passa in questo momento alla radio e mi fa venire in mente una clip particolare: la emulerò, ballando ai tempi passati e quelli a venire.