Lorenzo & his humble friends

The fool doth think he is wise, but the wise man knows himself to be a fool

Tag: personalità confusa

A quiet place

I still receive letters of protests from readers offended by the dearth of publications on this blog. (Very few letters, to tell the truth: for the most part, it’s just relatives and friends worried about my health). I will not apologise: this is a strategy. I am trying to turn this into a quiet place where few wanderers can take refuge from the confusion and hubbub that rages in the rest of the internet. A place clear of the clutter of unsolicited opinions, loud comments aloud, and extraordinary news.

Decisioni affrettate

Si dice che lo scrittore Albert Camus disprezzasse le automobili: evitava di guidarle (e per questo non prese mai la patente) ma soprattutto le riteneva sleali. Non c’era da fidarsi di arnesi come quelli. Lo pensò sempre, di sicuro lo pensò anche la mattina del 4 gennaio 1960, mentre si trovava seduto nel posto anteriore del passeggero su una vettura che andava, dritta dritta e in gran velocità, a sfasciarsi contro un platano, in una stradina di campagna nei pressi di Villeblavin.

Questa é una bellissima e incresciosa storia di personalità confusa.

Lupo, pecora, cavolfiore

Il testo che segue contiene la soluzione del famoso quesito di logica circa il lupo, il cavolfiore e la pecora trasportati in barca da una riva all’altra di un fiume senza che si mangino fra loro.  Se non hai capito di cosa si stia parlando, ecco un breve riassunto della questione prima di passare a risolvere l’enigma.

Dunque. Conosciamo meglio i personaggi. Innanzitutto, il barcarolo. Un signore agreste, uomo di campagna, rematore. Di mestiere trasporta oggetti, bestiame o umani oltre il fiume (non esistono ponti, in ‘sto paese: son tempi grami, e pochi sanno nuotare). Gli aspiranti passeggeri, oggi, sono tre: un lupo, una pecora, un cavolfiore (probabilmente non si sono presentati alla partenza da soli: è difficile che una pecora, o un lupo, o un cavolfiore, soprattutto, si rechino, in autonomia, alla biglietteria dei traghetti o alla fermata dell’autobus, insomma qualcuno, si presume, avrà incaricato il vettore cioè il barcarolo di provvedere al loro trasporto, ma non divaghiamo) – dicevamo, i tre passeggeri sono pronti, ma sorge un problema di logistica e di logica: il battello è di ridotte dimensioni. Talmente ridotte da non permettere lo spostamento in un’unica soluzione dei viaggiatori. Il barcarolo può quindi trasferire solo uno dei tre alla volta. E sin qui non ci sarebbe nulla di male, a parte la seccatura di dover far avanti e indietro. Però: occorre anche prestare attenzione a cosa combinano i due passeggeri rimasti soli mentre il barcarolo è in acqua con il terzo.

Mi spiego meglio. Infatti se il barcarolo si muovesse, al primo giro, in compagnia  del lupo, nel frattempo, a terra, vedrebbe la perdita quasi certa di uno dei suoi tre clienti, ossia il cavolfiore, di sicuro mangiato dalla pecora nell’attesa del turno. Se invece il barcarolo scegliesse di far salire a bordo, per primo, il cavolfiore, ebbene, nel contempo, sull’arenile, il lupo mangerebbe la pecora. L’obiettivo è quindi di ideare un modo per avere i tre sani e salvi sull’altra sponda del fiume, evitando accoppiamenti pericolosi per la pecora e il cavolfiore, entrambi commestibili. Ma come?

La cosa migliore sembra essere: prendere a bordo la pecora, per prima. D’accordo. Ma se al secondo turno  la si lasciasse raggiungere, alla stazione d’arrivo, dal cavolfiore o dal lupo, saremmo daccapo (qualcuno si ciberebbe del compagno di viaggio più indifeso o più gustoso profittando dell’assenza vigile del barcarolo, tornato indietro a pigliare l’ultimo avventore).

Ecco quindi la soluzione: dapprima il nostro eroe porta la pecora sull’altra riva, poi attraversa ancora il fiume per raccattare il cavolfiore e trasferire pure lui. E a questo punto viene il bello, il colpo di genio del villico: una volta condotto alla meta la verdura, con gran destrezza e rapidità egli imbarca ancora la pecora, e la riporta alla partenza! Qui il nostro genio lascia salire il lupo, ma non prima di aver fatto scendere la pecora. Nuovo viaggio verso il litoraneo traguardo ove scaricare il lupo che raggiunge l’amico cavolfiore (i due possono convivere ignorandosi, il lupo non si alimenterà del cavolo e questi, il cavolo, con generosità risparmierà la vita al lupo). Adesso il barcarolo  effettua l’ultimo guado, va a prendere la pecora e la porta di là. Risultato, raggiunto, i tre son vivi e felici dall’altra parte del fiume: finalmente possono pagare il biglietto e poi sbranarsi fra loro. Ma… (continua?)

Via Personalità Confusa.

I sequel dei grandi bestseller

La Bibbia, volume II

Il sequel dello straordinario romanzo di fantascienza in cui una tribù di pecorai asiatici barbuti e senza una lira fonda una religione destinata in breve tempo a soggiogare l’Europa. Il racconto riprende dal punto in cui si era interrotto (I secolo d. C.) e prosegue sino ai giorni nostri nella narrare la saga degli adepti terrestri al culto di un misterioso essere invisibile che vive nello spazio, lontano anni luce dal nostro pianeta. In questa seconda parte l’anonimo autore prosegue nello stupirci con scenari surreali: un lungo capitolo horror ambientato nel medioevo, la lotta contro scienziati malvagi fanatici dell’eliocentrismo, il cantico di Padre Pio, la fondazione di Medjugorie. Sino allo spettacolare finale: all’elezione di un papa tedesco antipatico segue un Armaggedon finanziario che però colpisce solo le nazioni cristiane.

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